Malloni presenta Nu-Rêverie, la collezione FW 26/27 che inaugura un nuovo capitolo nel racconto del brand e riafferma con decisione il suo legame originario con l’arte come forma di espressione e linguaggio da indossare. La scelta di presentarla nella cornice di 10 Corso Como rafforza questa visione: non una semplice presentazione, ma un’esperienza immersiva capace di tradurre in spazio, suono e atmosfera il pensiero creativo alla base della collezione.

GUARDA ANCHE: Gucci Primavera: la collezione che riscrive i codici della Maison tra leggerezza e desiderio

Con Nu-Rêverie, Malloni consolida il proprio posizionamento come brand che mette ricerca, artigianalità e visione contemporanea al centro della propria identità. Non è un ritorno nostalgico al passato, ma una riattivazione della memoria sartoriale, reinterpretata attraverso uno sguardo attuale.

A guidare questo processo è la direttrice creativa Floriana Orsetto, che firma una collezione capace di evolvere il DNA storico del brand senza snaturarlo.

Nu-Rêverie FW 26/27: la visione di Floriana Orsetto

Nu-Rêverie nasce da un’esigenza di evoluzione. Non si tratta di cambiare rotta, ma di spingersi oltre ciò che è già riconoscibile. La sartorialità, la destrutturazione e il dialogo tra femminile e maschile sono da sempre elementi distintivi di Malloni. In questa stagione diventano la base per un linguaggio più audace e consapevole.

Malloni Nu-Rêverie FW 26/27: arte da indossare
Malloni Nu-Rêverie FW 26/27: arte da indossare

Come spiega la direttrice creativa Floriana Orsetto:
«C’era nell’aria questo bisogno di mettere il Malloni che è sartoriale, che è destrutturato, che è quasi sempre un bel mix tra femminile e maschile. Però andare un po’ oltre, quindi spingermi un po’ oltre con un tocco di gotico non romantico. Un gotico non drammatico, con un giusto equilibrio. Non esasperato, ma più geniale che strano.»

Il riferimento al gotico non rimanda a un’estetica cupa o teatrale. È piuttosto una tensione sottile, un accento che spezza la linearità e introduce un elemento inatteso. È la scelta di inserire un fiore rosa in modo personalizzato, di rendere “strano” ciò che potrebbe apparire classico, di spostare l’asse della percezione senza rompere l’equilibrio.

Nu-Rêverie è quindi un progetto di espansione identitaria: una collezione che prende la memoria del brand e la mette in movimento.

Arte e artigianalità come linguaggio

L’arte per Malloni non è citazione decorativa, ma struttura del pensiero creativo. Le applicazioni floreali in tessuto e pelle, i ricami, i plissé, le lavorazioni manuali diventano segni concreti di un savoir-faire che dialoga con il mondo artistico traducendone sensibilità e stratificazioni in forma e materia.

Ogni dettaglio è un frammento di narrazione visiva. Le impunture a mano, i dettagli volutamente “vivi”, le finiture che mantengono una certa irregolarità controllata raccontano un’estetica consapevole che rifiuta la perfezione sterile.

Come sottolinea Floriana Orsetto:
«Credo di aver messo insieme il mio tocco sartoriale e la decostruzione. Se vediamo i capi, sono con colli removibili, destrutturati, con dettagli sporchi, dettagli vivi, impunture a mano.»

Malloni Nu-Rêverie FW 26/27: arte da indossare

La destrutturazione diventa uno strumento per rendere dinamica la costruzione. I colli removibili permettono trasformazioni, i volumi si aprono e si richiudono, le superfici si stratificano. Ogni scelta è parte di una progettualità precisa.

Allo stesso tempo, la femminilità rimane centrale, ma non viene mai trattata in modo prevedibile.

«Renderla però femminile con la trasparenza di una camicia sotto. C’è un ricamo con sopra la sovrapposizione di un’organza che per me è l’apice della femminilità di Malloni.»

L’organza diventa simbolo di una femminilità delicata ma forte, capace di convivere con strutture più rigorose. La trasparenza non è esposizione, ma dialogo con il corpo.

Materiali e layering: la ricerca come fondamento

La ricerca dei materiali è il punto di partenza di ogni collezione Malloni. Non è solo una questione di qualità del tessuto, ma di relazione tra le superfici e di equilibrio tra le texture.

Come racconta Floriana Orsetto:
«La ricerca dei materiali per Malloni è alla base di ogni collezione. Ma non è solo il materiale in sé, è l’abbinamento che vado a fare. Come mettere insieme un dettaglio di pelle con un tailleur che sembra apparentemente una cosa quasi classica.»

Il layering diventa una vera grammatica progettuale. L’accostamento di pelle e tessuto classico, di superfici compatte e trasparenze leggere, genera tensioni visive e tattili che rendono ogni capo complesso e vibrante.

«È trovare la simbiosi giusta nel metterli insieme, mettere insieme texture che vibrano tra di loro. Fa parte proprio del DNA.»

Struttura e fluidità convivono nello stesso gesto creativo. Opulenza e minimalismo si sfiorano senza annullarsi. Gli spessori pieni dialogano con trasparenze leggere. Il colore emerge e poi si ritrae, lasciando spazio ai non-colori come pause necessarie.

Il risultato è un guardaroba sofisticato, dove la complessità della costruzione diventa segno distintivo di un’eleganza colta e non convenzionale.

Dualismo e memoria: passato e presente in dialogo

Nu-Rêverie si sviluppa come un dialogo tra opposti. Conformismo e individualità, rigore e delicatezza, protezione e rivelazione. Non si cerca una sintesi definitiva, ma un equilibrio dinamico e in costante trasformazione.

Il dualismo è anche temporale. Il passato riaffiora come territorio rassicurante, ma viene messo in tensione con il presente. La memoria non è rifugio, ma terreno fertile di sperimentazione.

Malloni Nu-Rêverie FW 26/27: arte da indossare

La presentazione, accompagnata dalle note di un violino, amplifica la dimensione intima e sospesa dell’esperienza. Lo spazio diventa narrazione e ogni capo si configura come un’opera da indossare, capace di dialogare con chi lo porta.

La donna Malloni FW 26/27 secondo Floriana Orsetto

La donna immaginata per Nu-Rêverie è sofisticata e consapevole. Non ha bisogno di urlare la propria presenza.

Come afferma Floriana Orsetto:
«È una donna sofisticata, una donna che non urla e non deve dimostrare più di tanto. Ha una classe innata.»

È una donna che evolve e si trasforma. La collezione è pensata per offrirle strumenti di espressione coerenti ma versatili.

«Vorrei davvero che chi guarda questa collezione si senta libera. Che abbia una libertà tale da potersi creare questi look in vari momenti, in varie occasioni. C’è una coerenza tra di loro, ma puoi renderti diversa in ogni momento della giornata. Come ti senti, crea il look.»

La libertà diventa il manifesto di Nu-Rêverie. Libertà di combinare, di sovrapporre, di reinterpretare. Libertà di abitare l’abito come si abita una casa.

«Per me l’obiettivo è raggiunto quando la donna Malloni si sente dentro al suo abito come nella sua casa, cioè abitare questo suo abito.»

L’abito non è un travestimento, ma un’estensione del sé. È uno spazio personale che protegge e rivela, che accompagna e sostiene.

Con Nu-Rêverie FW 26/27, Malloni firma una collezione che trasforma la memoria in visione contemporanea e l’artigianalità in linguaggio espressivo. Un capitolo che rafforza l’identità del brand e la proietta in una dimensione nuova, dove ogni capo diventa gesto consapevole di stile al femminile.