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ToggleTradizione artigianale e linguaggio contemporaneo si incontrano nella visione di Huizhou Zhao, fondatrice e direttrice creativa del brand HUI. Con la collezione Her Threads Fall Winter 2026–27, presentata durante la Milano Fashion Week, la designer rilegge l’antica arte femminile del Nü Gong, trasformando il ricamo in una narrazione visiva che unisce memoria, identità e modernità. In questa intervista racconta il dialogo tra cultura cinese e moda internazionale, il significato della sfilata e il percorso creativo che ha portato alla nascita della collezione.
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Intervista a Huizhou Zhao tra Nü Gong e moda globale
Come nasce l’idea di trasformare il brand in un linguaggio globale e contemporaneo? L’idea nasce durante il mio percorso di studio a Milano. Vivere e formarmi in questa città mi ha permesso di entrare in contatto con una dimensione internazionale della moda e di sviluppare una visione più globale del design.
Milano è un luogo di incontro tra culture diverse e questo mi ha spinto a costruire un linguaggio creativo capace di dialogare con il mondo, mantenendo però le mie radici. Il progetto HUI nasce proprio da questo equilibrio: mettere in relazione il patrimonio culturale cinese con un linguaggio contemporaneo e internazionale.
Da dove nasce l’ispirazione della collezione? La collezione Her Threads si ispira alla tradizione del Nü Gong, l’antica arte femminile del ricamo in Cina. Non è soltanto una tecnica artigianale, ma un patrimonio culturale tramandato di generazione in generazione, attraverso cui le donne hanno raccontato storie personali, emozioni e speranze.

Il progetto vuole raccontare una continuità tra passato e presente. In passato le donne sostenevano la famiglia attraverso il lavoro manuale e la produzione tessile; oggi il loro ruolo nella società è sempre più forte e riconosciuto. La collezione diventa quindi un racconto di questa evoluzione.
La sfilata sembra costruita come un racconto immersivo. Qual è il significato di questo approccio scenico? Abbiamo voluto creare un’esperienza che fosse più di una semplice sfilata. Lo spazio scenico è stato pensato come un percorso simbolico, quasi un paesaggio fatto di fili e di memoria, che accompagna le modelle attraverso diverse fasi della vita femminile.
Il ricamo diventa un elemento narrativo: non è solo decorazione, ma un segno che racconta la storia delle donne e del loro lavoro spesso invisibile. Anche elementi come la macchina da cucire diventano simboli di questa tradizione artigianale, reinterpretati in chiave contemporanea per trasmettere il messaggio della collezione.
Che emozione prova nel presentare la collezione durante la Fashion Week? Abbiamo già presentato una collezione in questa location nel 2019, raccontando le donne di un periodo storico precedente, all’inizio del Novecento.
Con questa nuova sfilata abbiamo voluto mostrare l’evoluzione della figura femminile fino al presente. È un racconto che parte dalla memoria e arriva alla donna contemporanea, più consapevole e libera di definire il proprio ruolo nella società.