La finale del Festival di Sanremo 2026 ha finalmente chiuso la 76ª edizione con una serata lunghissima, che si è ripresa tutto il tempo “risparmiato” nelle puntate precedenti.

Un’ultima notte infinita, culminata con un vincitore che ha fatto discutere: Sal Da Vinci.

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Sal Da Vinci vince Sanremo 2026 con “Per sempre sì”

A trionfare, annunciato alle 2 del mattino, è stato Sal Da Vinci. Il cantante italo-americano ha conquistato il primo posto con “Per sempre sì”, brano che arriva dopo la sua hit virale “Rossetto e Caffè” e che sembra già destinata a diventare la nuova colonna sonora delle proposte di matrimonio su TikTok, o perché no, la nuova sigla de “Il Boss delle Cerimonie”.

La coreografia finale, con l’anello indicato al dito negli ultimi secondi dell’esibizione, è praticamente la sua “Single Ladies” versione sanremese. Un gesto studiato, social-friendly e perfetto per diventare trend.

La vittoria premia una carriera lunga e coerente. Resta solo una curiosità: ai concerti, come reagirà chi conosce due canzoni su vent’anni di repertorio?

Podio finale: Sayf secondo, Ditonellapiaga terza

La gara è stata combattuta fino all’ultimo. Al secondo posto si è piazzato Sayf con “Tu mi piaci tanto”, brano che ha vinto il televoto grazie all’energia e alle vibes contagiose del cantante, vera sorpresa di questo Festival.

Terza Ditonellapiaga con “Che fastidio!”, confermando originalità e forte appeal scenico: abbiamo una popstar fatta e finita, costruita in casa ed era ora.

Completano la top 5 Arisa e la coppia Fedez & Marco Masini. Un podio che, vincitore a parte, rispecchia in gran parte i nomi già dati come favoriti sin dalle prime classifiche provvisorie.

Il superospite Andrea Bocelli

La serata non è stata solo gara. Superospite della finale è stato Andrea Bocelli, premiato con il riconoscimento “Città di Sanremo” per aver portato la musica italiana nel mondo, e anche il suo cavallo dal nome che non lascia dubbi sulla preferenza politica del cantante.

Momento solenne, elegante, impeccabile. Ma ammettiamolo: qualcuno sognava il colpaccio internazionale. Bei tempi quando c’era Madonna superospite. Lei, però, la stessa sera era a Milano a celebrare Dolce & Gabbana, alla faccia dei rumor che la volevano all’Ariston con Patty Pravo a cantare La Bambola. Sarebbe stato iconico.

Alla conduzione Carlo Conti e Laura Pausini, affiancati da Nino Frassica e dalla giornalista del TG1 Giorgia Cardinaletti. Tutto molto professionale, scorrevole, ma senza momenti realmente memorabili.

I premi collaterali

Oltre alla vittoria assoluta, Sanremo 2026 ha assegnato anche i premi più tecnici:

– Premio della Critica Mia Martini a Fulminacci

– Premio Sala Stampa Lucio Dalla e Premio TIM a Serena Brancale

– Miglior testo a Fedez & Marco Masini per Male necessario. (si proprio così)

– Miglior composizione musicale a Ditonellapiaga

Fedez e Marco Masini

Un doppio binario interessante: da una parte il vincitore popolare, dall’altra il riconoscimento della critica.

Reazioni social

La proclamazione alle 2 del mattino ha acceso immediatamente i social. Da un lato l’entusiasmo dei fan di Sal Da Vinci, dall’altro le critiche per l’esclusione di Serena Brancale dalla top 5, considerata da molti una delle migliori voci di questa edizione.

Molti avrebbero voluto vedere vincitore Sayf, forte del televoto. Il dibattito è esploso come sempre: se Sanremo non divide, non è Sanremo.

Arisa, icona di stile

Tra le protagoniste più osservate c’è stata Arisa, al centro di un acceso dibattito social sul suo “glow up”. Dai tempi di Sincerità a oggi, a 42 anni, ha costruito un’identità stilistica più consapevole e sofisticata.

A Sanremo 2026 ha giocato con il bianco e nero, scegliendo look custom pensati per accompagnare la sua canzone: cristalli, fiocchi, abiti gioiello. Un’evoluzione elegante e perfettamente calibrata per il palco dell’Ariston.

Sanremo 2026: equilibrio sì, scossone no

La formula di voto televoto, giuria radio e sala stampa, ha prodotto una classifica aperta fino all’ultimo. La vittoria di Sal Da Vinci è stata una sorpresa relativa, ma non un terremoto.

Sul finale, il momento simbolico: Carlo Conti ha salutato l’Ariston passando idealmente il testimone a Stefano De Martino. Si chiude un ciclo e si apre il “nuovo corso” sanremese.

Resta una domanda sospesa: Stefano De Martino, con pochi legami diretti con la musica, come interpreterà il ruolo di direttore artistico del Festival più importante d’Italia? Sicuramente ci metterà lo zampino Miss Fascino, alias Maria De Filippi.

Lo scopriremo tra un anno. E, come sempre, saremo lì a commentarlo.