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ToggleIn “Avatar: Fire and Ash”, il nuovo capitolo della saga creata da James Cameron, i personaggi affrontano prove ancora più profonde, sia fisiche che emotive. Abbiamo parlato con Bailey Bass, Sam Worthington, Jack Champion, Stephen Lang e Trinity Jo-Li Bliss per farci raccontare l’evoluzione dei loro personaggi.
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Bailey Bass (Tsireya): crescere insieme al personaggio
Sei entrata in questo progetto molto giovane: cosa hai portato di te in Tsireya e cosa vi accomuna? Penso che James Cameron mi abbia scelta proprio perché ero simile a Tsireya. Gli piaceva il fatto che non avessi molta esperienza come attrice, perché questo mi permetteva di seguire l’istinto. Ho potuto attingere più alla mia esperienza personale che a quella professionale, ed è stato davvero speciale interpretare un personaggio così gentile, ma anche incredibilmente coraggioso. In “Fire and Ash” Tsireya deve essere ancora più forte, affronta prove dure, e sono grata che così tante donne riescano a riconoscersi in lei.

Jack Champion (Spider): vivere tra due mondi
Spider è l’unico umano cresciuto tra i Na’vi. Come hai lavorato sul suo senso di appartenenza? Volevo che si percepisse la sua goffaggine, nel senso più profondo: è come un Na’vi intrappolato in un corpo umano, l’opposto di un avatar. Non appartiene davvero a nessun mondo. Non è completamente accettato dai Na’vi perché è umano, ma non si sente nemmeno parte dei terrestri, perché culturalmente è cresciuto come loro. È un personaggio costantemente tirato da due parti, ed è questo a renderlo così interessante.
Nel film il rapporto con la famiglia Sully cambia molto. Cosa rappresenta questa evoluzione? È un cambiamento legato al lutto e all’accettazione. Spider è sempre stato parte della famiglia, ma mai del tutto accettato. Il suo percorso riguarda proprio il trovare un posto, nonostante il dolore e la perdita.
Stephen Lang (Quaritch): il conflitto tra missione e sentimenti
Interpretare il villain è più complesso in questa fase della storia? E come descriveresti il legame con Spider? Quaritch prova una grande confusione emotiva nei confronti del rapporto con suo figlio. Non è la relazione che cercava, ma ora che esiste deve farci i conti. All’inizio la vede quasi in modo manipolatorio, chiedendosi come usare Spider per la sua missione. Ma ciò che davvero lo destabilizza sono le emozioni che questo ragazzo risveglia in lui: sentimenti che non aveva mai provato prima e che ha sempre saputo nascondere molto bene.

Sam Worthington (Jake Sully): il cuore come bussola
Il tuo personaggio affronta sfide enormi, emotive e fisiche. In cosa ti somiglia di più? Neytiri dice sempre che Jake ha un cuore forte, e mi piace pensare di averne uno anch’io. Lei lo descrive come qualcuno che non ha paura di nulla: io sono un po’ più introverso di Jake. E poi dice che è “stupido come un bambino”… e su questo, devo ammettere, ci prende in pieno.

Trinity Jo-Li Bliss (Tuk): la nascita di una piccola guerriera
Come è cambiata Tuk rispetto a “The Way of Water”? Sono felicissima di tornare nell’universo di “Avatar” e non vedo l’ora che il pubblico possa vivere “Fire and Ash” al cinema. È un viaggio epico. Tuk è molto diversa rispetto al secondo film, ma in realtà lo sono tutti i personaggi: hanno vissuto esperienze che nessuno dovrebbe affrontare, e lei è solo una bambina. Questo l’ha cambiata profondamente, ma cerca ancora di proteggere la persona che è nel profondo, mentre lotta per sopravvivere. In questo film tutto si complica, e Tuk dimostra di avere un fuoco dentro: è una piccola guerriera che non vuole essere sottovalutata e vuole proteggere chi ama.
Qual è stata la scena che hai amato di più girare? C’è una scena molto intensa con Tuk, Kiri e Spider: è potente per il pubblico e lo è stata anche per me come attrice. Abbiamo girato sequenze sulla terra, in acqua, con un enorme carico emotivo e fisico. È una parte fondamentale del percorso del personaggio e l’ho davvero custodita con affetto.