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TogglePer lungo tempo il gadget promozionale è stato vissuto come un regalo economico, si accettava perché era gratuito, ma a causa della sua scarsa qualità e funzionalità, nella migliore delle ipotesi finiva in fondo a un cassetto, altre volte direttamente nel cestino.
Oggi le aziende hanno preso coscienza che oggetti particolari e con una personalizzazione ben pensata, possono essere un veicolo promozionale eccezionale. Trovare online gadget personalizzati stilosi è sempre più facile e si può scegliere tra migliaia di prodotti particolari. Si sta facendo largo un nuovo modo di concepire questi supporti pubblicitari, che prendono in prestito i linguaggi della moda, del design o dello streatwear e non vengono più vissuti come un regalino usa e getta, ma come oggetti capaci di farsi apprezzare, al punto da poter diventare oggetti in edizione limitata molto desiderabili.
Quando il low cost diventa culto pop
Le scarpe di Lidl sono diventate un caso studio. Non perché fossero belle o tecnicamente performanti, ma perché a loro modo sono state rivoluzionarie: hanno ribaltato la narrativa. Il marchio Lidl è associato alla convenienza estrema, ha volutamente creato delle scarpe con un design sopra le righe, ma estremamente riconoscibile. Il risultato? Un successo clamoroso, code di persone impazzite nei negozi per accaparrarsi le calzature, con i social invasi di fotografie. Un prodotto brandizzato era diventato un “gioco” creando appartenenza.
Le scarpe Lidl hanno dimostrato che le persone non rifiutano i brand, ma rifiutano la noia. Quando un gadget diventa un simbolo smette di essere un oggetto qualunque e diventa un simbolo distintivo, crea community.
Il lusso che guarda al supermercato
Balenciaga ha cambiato le regole della moda, portando in passerella delle borse ispirate alle shopper da supermercato. Non più mettere in bella mostra la pelle pregiata o i tessuti futuristici, ma il TNT (un “effetto TNT” creato partendo da alta pelletteria), dimostrando che il valore non risiede nel materiale (o almeno non solo), ma nel contesto. Diventa importante l’atteggiamento, la narrativa che sta dietro a un prodotto… un oggetto banale come una shopper TNT trasformato in un prodotto stiloso che le persone desiderano di avere, è un atto culturale ancor prima che commerciale.
Così, se una shopper può diventare lusso, allora anche un accessorio promozionale può diventare desiderabile. Basta cambiare prospettiva.
Il sorriso di chi “ne sa un po’ di più”
Altro esempio che ha fatto storia è il marchio automobilistico SAAB che è stato a lungo capace di far crescere una vera e propria community. Chi possedeva una di queste macchine non si sentiva migliore, ma diverso. Mostrare il portachiavi con quel logo assumeva un significato specifico, la sensazione di appartenere a una minoranza che aveva fatto una scelta precisa e consapevole. Non è un caso se ancora oggi ci sono in giro più portachiavi e spillette SAAB che altre di marchi molto più popolari e famosi.
Oggi, anche grazie alla cosiddetta “era dei social” quel meccanismo psicologico si è accentuato ulteriormente. Non riguarda più solo l’auto, riguarda gli oggetti che scegliamo di usare in pubblico tutti i giorni. Una borraccia, una tote bag, un cappellino, un taccuino. Il gadget giusto comunica lo stesso messaggio di allora: “io sì che ho stile”.
Dalla comunicazione al lifestyle
Parlando quindi di gadget personalizzati stilosi non ci si riferisce solo a classici strumenti di comunicazione, ma a veri e propri accessori lifestyle e i brand che riescono a far propria questa visione fanno un salto di qualità nella promozione tramite l’oggetto. I loro gadget vivranno anche fuori dal contesto aziendale e non avrenno bisogno di essere spiegati. Saranno desiderati.
Il brand come segnale culturale
Quando un’azienda sceglie di investire in oggetti promozionali studiati con cura, manda un segnale chiaro. Dice: “So dove sono. So con chi parlo. So come vengo percepito”. È un posizionamento culturale che va oltre il marketing. È prendere posizione, anche a rischio di non piacere a qualcuno. Quei gadget non vogliono convincere. Vogliono essere scelti. E quando questo accade, il brand diventa un compagno di strada. Proprio come quel vecchio portachiavi SAAB, piccolo, discreto e incredibilmente efficace.