Circa 10 anni fa Fabio Attanasio ha trasformato una passione personale per l’eleganza maschile e il design in un progetto imprenditoriale diventato oggi un punto di riferimento internazionale.

TBD Eyewear nasce come omaggio all’artigianalità italiana, alla qualità autentica e a un’estetica che guarda agli anni ’50 e ’60 per reinterpretarli con materiali contemporanei e sostenibili. Dai modelli ispirati a Mastroianni e Agnelli alle cerniere rivettate montate a mano, il brand continua a crescere senza rinunciare all’identità che lo ha reso unico.

TBD EYEWEAR RINASCENTE (2)

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In questa intervista, Fabio Attanasio racconta la sfida di TBD Eyewear, nel mantenere un prodotto artigianale in un mercato globale, fino al debutto del pop-up alla Rinascente e l’evoluzione futura del marchio, tra nuove linee premium e una presenza offline sempre più strutturata.

Intervista a Fabio Attanasio, CEO di TBD Eyewear

In un panorama in cui molti brand parlano di Made in Italy, cosa distingue davvero TBD Eyewear nel modo in cui interpreta questi valori? La differenza principale è che noi produciamo realmente in Italia. Oggi c’è molta confusione sul concetto di Made in Italy, soprattutto tra fatto a mano, assemblato in Italia o semplicemente progettato qui. Noi abbiamo scelto consapevolmente di produrre in Italia, anche se oggi realizzare occhiali all’estero non presenta più gli svantaggi di un tempo. La produzione asiatica, purtroppo, si è quasi allineata alla qualità italiana. Quello che continua a distinguerci è la creatività: la capacità di proporre forme e abbinamenti che intercettano il gusto del nostro pubblico. Le nostre collezioni sono genderless e si rivolgono a uomini e donne che cercano qualità, essenzialità e assenza di logo, un concetto vicino al quiet luxury. Ci ispiriamo alla dolce vita, agli anni ’50 e ’60. A giugno abbiamo presentato la collezione Mastro, ispirata agli occhiali indossati da Mastroianni in Otto e mezzo. Abbiamo ricostruito la forma partendo da schizzi originali. L’altro modello, con doppio ponte piatto, si chiama Gianni in onore dell’avvocato Agnelli. Tutti i nostri occhiali sono sostenibili: usiamo bioacetato per le montature e lenti bio-based che riducono del 40% l’uso di plastica. Il nostro obiettivo è raccontare un’eleganza senza tempo con tecnologie contemporanee.

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Qual è il dettaglio di design che rappresenta meglio la filosofia del brand? Sicuramente le nostre cerniere rivettate. Significa che i rivetti sono funzionali, non decorativi: i pin entrano realmente nell’acetato sia del frontale sia delle aste. Questo garantisce una maggiore morbidezza nel movimento e una durata superiore nel tempo. Le cerniere vengono montate a mano, una per una. L’alternativa più economica sarebbe incollarle, ma non fa parte del nostro modo di lavorare.

Come si riesce oggi a mantenere l’autenticità di un prodotto artigianale pur crescendo come brand internazionale? La manteniamo perché non abbiamo mai cercato di abbassare i costi di produzione. Abbiamo sempre scelto di restare fedeli al nostro DNA, al nostro stile e alla nostra coerenza, pur ponendoci obiettivi di crescita. Il pop-up da Rinascente rappresenta il primo passo verso una presenza offline più strutturata: oggi il nostro fatturato è diviso tra 50% online e 50% offline, ma in Italia siamo ancora poco distribuiti. Entro il 2026 vogliamo crescere molto di più nella vendita fisica, idealmente arrivando ad avere anche un nostro flagship store.

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Come si sente a essere oggi qui a Rinascente, a guidare un evento dedicato al brand che ha fondato? Sono molto felice. È un progetto nato dieci anni fa completamente da zero, senza appoggi familiari o contatti nel settore. Vedere che oggi dà lavoro a diverse persone e continua a crescere è motivo di grande orgoglio.

C’è un gesto quotidiano che le ricorda perché ha iniziato questo percorso? Amo profondamente gli occhiali. Per me scegliere la montatura giusta è come scegliere un abito: deve essere adatta alla giornata e al contesto. Indosso spesso lenti fotocromatiche, perché mi piace l’idea che le lenti da vista diventino scure alla luce. Sul nostro sito abbiamo introdotto la possibilità di ordinare lenti graduate online: basta inserire la prescrizione dell’ottico e spediamo l’occhiale in sette giorni lavorativi. Offriamo anche lenti fotocromatiche. Il gesto che mi accompagna ogni giorno è indossare l’occhiale come accessorio di stile, non solo come dispositivo medico.

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Quali sono i piani per il futuro del brand? Ci sono nuovi obiettivi che vuole raggiungere? Abbiamo molti progetti. A gennaio lanceremo due nuove fasce di prodotto: una linea più premium e una ancora più lusso, affiancate alla collezione che ci ha portati dove siamo oggi. Durante quest’anno abbiamo investito molto in ricerca e sviluppo sul design. Le nuove linee eleveranno ulteriormente la percezione del brand, mantenendo invariata la qualità. Non vedo l’ora di mostrarle ai nostri clienti.