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Toggle“Put Your Soul on Your Hand and Walk” con Fatma Hassona
Il film “Put Your Soul on Your Hand and Walk”, diretto da Sepideh Farsi e con protagonista Fatma Hassona, è una delle opere più intense e toccanti degli ultimi anni. Presentato in anteprima da Wanted Cinema, questo progetto cinematografico affronta con delicatezza e coraggio uno dei temi più dolorosi e attuali del nostro tempo: la tragedia quotidiana vissuta dal popolo palestinese, filtrata attraverso la lente dell’arte e della speranza.
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La regista Sepideh Farsi e la forza del cinema indipendente
Sepideh Farsi, regista iraniana che vive a Parigi, è conosciuta per la sua capacità di unire l’impegno civile alla poesia visiva. Con questo film riesce a dare voce a chi non può più parlare, offrendo un ritratto potente e intimo di una giovane fotoreporter palestinese, Fatma Hassona, che ha documentato con coraggio l’assedio della propria terra.
Girato interamente attraverso videochiamate, “Put Your Soul on Your Hand and Walk” rappresenta un esperimento cinematografico unico nel suo genere. La scelta di utilizzare il telefono come unico strumento di ripresa non è casuale: diventa un mezzo di connessione, testimonianza e memoria, permettendo allo spettatore di entrare direttamente nella vita della protagonista e di condividere la sua quotidianità, i suoi sogni e le sue paure.
Una storia di amicizia, speranza e resistenza
La trama del film si sviluppa intorno al legame tra due donne: la regista Sepideh Farsi, che vive in Francia, e la giovane fotoreporter Fatma Hassona, che documenta da Gaza la vita sotto assedio. Le due si incontrano virtualmente e decidono di collaborare a un documentario che possa denunciare la drammatica situazione del popolo palestinese.
Le loro conversazioni quotidiane, fatte di confidenze, riflessioni e scambi professionali, diventano il cuore pulsante del film. In queste videochiamate si intrecciano due dimensioni: quella giornalistica, che mostra la realtà attraverso la lente della fotocamera, e quella umana, fatta di sogni e desideri di libertà. Fatma, costretta a vivere chiusa nella sua casa con la famiglia, sogna di poter viaggiare, raccontare il mondo e immortalare la vita con la sua macchina fotografica.

Il messaggio universale di Fatma Hassona
La forza del film risiede nella voce di Fatma Hassona, giovane donna palestinese che affronta l’orrore con un sorriso pieno di speranza. Anche nei momenti più difficili, Fatma non smette di credere nella vita, nella bellezza e nella possibilità di cambiare le cose attraverso l’arte e la testimonianza.
Il film diventa così un tributo alla sua resilienza, al coraggio di chi sceglie di documentare la verità anche quando farlo significa rischiare tutto. La sua figura rappresenta simbolicamente tutte le donne che resistono e raccontano, che continuano a vivere anche quando il mondo intorno sembra crollare.
Una tragedia che scuote le coscienze
Un giorno, Sepideh comunica a Fatma che avranno la possibilità di presentare il loro progetto al Festival di Cannes. Le due donne sognano di poter finalmente incontrarsi di persona sulla Croisette. Ma la gioia si spezza bruscamente: il 16 aprile 2025, la casa degli Hassona viene colpita da un missile di precisione. Fatma e gran parte della sua famiglia perdono la vita.
La notizia fa il giro del mondo, suscitando indignazione e commozione. Quelle videochiamate, pensate inizialmente come materiale preparatorio per un documentario, diventano per la regista l’unica testimonianza possibile della vita di Fatma. Nasce così “Put Your Soul on Your Hand and Walk”, un film autentico, necessario e urgente.

Un film girato con il telefono che amplifica l’emozione
Girare interamente con il telefono ha permesso a Sepideh Farsi di creare un’esperienza cinematografica diretta e senza filtri. L’uso di videochiamate reali e di immagini autentiche trasporta lo spettatore nel cuore della storia, rendendolo partecipe e non solo osservatore.
Questa scelta stilistica aumenta il senso di realtà e intensità, annullando la distanza tra pubblico e protagonista. Ogni respiro, ogni sorriso, ogni lacrima di Fatma Hassona diventa un frammento di verità che resta impresso nella memoria. È come essere dall’altra parte dello schermo, testimoni silenziosi di una vita che resiste fino all’ultimo con dignità.
L’impatto emotivo e il significato profondo
“Put Your Soul on Your Hand and Walk” non è solo un film, ma un atto di memoria e di denuncia. Mostra con forza quanto sia fragile la linea tra arte e sopravvivenza, tra il desiderio di raccontare e la violenza della realtà. La storia colpisce al cuore perché è vera, perché dietro le immagini c’è una persona reale che ha creduto nella forza della comunicazione fino all’ultimo.
Guardando questo film, non si può restare indifferenti. È impossibile non riflettere su quanto spesso ci si lamenti per piccole cose, dimenticando che altrove ci sono persone che affrontano il dolore più grande con un sorriso, con speranza e con la volontà di continuare a vivere. È un film che fa riflettere profondamente, che scuote e che lascia un segno duraturo.

Un film che consiglio e che non si dimentica
Personalmente, consiglierei questo film a un amico, perché riesce a toccare corde profonde e universali. È un’esperienza che va oltre la semplice visione cinematografica: è un viaggio nella resilienza umana, nella potenza del racconto e nella capacità dell’arte di dare voce a chi non c’è più.
Il film è molto bello, e il fatto che sia girato totalmente con il telefono permette ancora di più l’immersione all’interno della storia. La vicenda è forte e intensa, e il formato basato su videochiamate crea un contatto diretto tra lo spettatore e la protagonista.
È un racconto che offre una visione cruda e autentica delle dinamiche che accadono fuori dalle nostre mura, e che ci costringe a guardare in faccia la realtà. La cosa che più lascia senza parole è il modo in cui Fatma Hassona affronta tutto: sempre con il sorriso, con positività e speranza. Questo fa riflettere su quanto spesso ci si abbatta per banalità, mentre c’è chi, pur vivendo tragedie enormi, riesce a mantenere viva la luce dentro di sé.
Un’opera necessaria e potente
“Put Your Soul on Your Hand and Walk” è un film che non cerca l’effetto spettacolare, ma la verità. È un atto di amore verso la vita e verso la memoria di una giovane donna che ha trasformato il dolore in testimonianza.
Attraverso la regia sensibile di Sepideh Farsi, la voce di Fatma Hassona (1999–2025) continua a parlare, ricordandoci che la libertà e la dignità non si possono distruggere.
La forza di questo film sta nella sua semplicità, nella capacità di trasformare uno strumento quotidiano, il telefono, in un veicolo di arte e di verità. È una pellicola che deve essere vista, discussa e ricordata, perché ci riguarda tutti.