In occasione dei 40 anni del Consorzio Cuoio di Toscana, il progetto “RI-NASCIMENTO Vol.2” segna una nuova evoluzione nel dialogo tra artigianalità, sostenibilità e design contemporaneo.

Presentata durante la Milano Fashion Week, la capsule firmata da Diego Dolcini reinterpreta la tecnica Opanka in chiave femminile, fondendo tomaia e suola in un’unica struttura e introducendo la tecnologia GAIT-TECH® per un comfort ancora più avanzato.

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Un incontro tra storia e innovazione che testimonia la visione del Consorzio, capace di portare il cuoio toscano in una dimensione internazionale mantenendo intatto il suo DNA. All’interno della stessa cornice, è stato assegnato anche il CDT Prize a Daniele Calcaterra, riconoscimento che celebra creatività e sostenibilità nel fashion system.

Durante la Fashion Week abbiamo incontrato Antonio Quirici, Presidente di Cuoio di Toscana, per approfondire l’evoluzione del settore, il valore della collaborazione con Dolcini e le sfide future per la filiera del cuoio italiano.

Come è cambiata la percezione del cuoio negli ultimi quarant’anni? È cambiata tantissimo. Quarant’anni fa il cuoio rappresentava circa il 50-60% del mercato calzaturiero. Oggi, con la diffusione delle sneakers e dei nuovi materiali, il suo utilizzo si è ridotto, ma per una scarpa elegante resta fondamentale. Cuoio di Toscana copre l’85% della produzione europea e il 90% di quella italiana, soprattutto per i grandi brand.

Diego Dolcini x Cuoio di Toscana_AMARANTO_2

Come fa l’Italia a mantenere la leadership nel cuoio? Sosteniamo costantemente nuovi designer e nuovi progetti, promuovendo un materiale che rimane duttile, elegante e quasi insostituibile per la calzatura di alta qualità. Il nostro impegno è preservarne il valore e portarlo avanti in chiave contemporanea.

C’è un ricambio generazionale nella filiera? È difficile tramandare questo mestiere? Sì, è una sfida. Ci sono scuole per chimici conciari e percorsi che supportano le concerie del nostro territorio. All’interno delle aziende si lavora molto sul passaggio generazionale: bisogna investire nei giovani affinché possano continuare questo lavoro.

Quando è diventato Presidente, qual è stata la prima cosa che ha sentito il bisogno di cambiare? La priorità è stata valorizzare la passione che unisce noi conciatori, preservando la tradizione e trasferendola alle nuove generazioni. È questo che dà senso al nostro ruolo.

Diego Dolcini x Cuoio di Toscana_AMARANTO_2

Com’è nata la collaborazione con Diego Dolcini? È nata come accaduto con altri designer importanti. Dolcini unisce tradizione, innovazione e creatività. Con le sue capsule ha creato un dialogo perfetto con store e buyer che per noi sono fondamentali.

Cosa significa essere presenti durante la Milano Fashion Week? È fondamentale. La settimana della moda di Milano, soprattutto per la calzatura donna, è il centro di tutto.

Potete anticipare qualche progetto futuro? Abbiamo diversi cantieri attivi, tra cui collaborazioni con brand e designer, ma li presenteremo al momento opportuno.