Fashion Designer turchi: il punto di vista di Serdar Uzuntas
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Sono sempre i dettagli a fare la differenza su una cornice in cui esplode la sartorialità più potente di chiara ascendenza british, come quella della collezione “Constantinople” SS 2021 di Serdar Uzuntas.

Cosa ne pensi di questa settimana della moda digital? Sono molto contento di questa scelta e sono altrettanto orgoglioso di essere parte della digital fashion week di Milano. Credo che sarà più difficile di prima, perché la situazione che stiamo vivendo in questo periodo è davvero unica e la priorità è fare in modo di restare tutti al sicuro. Attraverso una settimana della moda digitale tuttavia è più facile ampliare il pubblico e penso che saranno di più le persone che parteciperanno.

Come ti senti a sfilare prima di Dolce&Gabbana? Sono molto felice e mi sento molto fortunato. Quando ho visto il calendario quasi non ci credevo, ero davvero emozionato di sfilare prima di un brand italiano tanto importante come Dolce&Gabbana. Davvero mi sento molto fortunato.

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Cosa hai pensato di presentare in passerella? Abbiamo fatto un piccolo fashion film, con tanto di backstage e la storia che raccontiamo è ispirata dalla natura, dall’arte e dal colore. Mi piace anche usare materiali ecologici e di riciclo e il cotone che utilizzo è completamente naturale. Ho realizzato una collezione che racconta anche il mix di culture: ho vissuto a Istanbul (città ricca di molte culture), a Milano e a Londra e questo si ritrova nella mia collezione; tutte queste culture che ho conosciuto esistono nella collezione. Alcuni di questi capi sono anche genderless.

Quanto pensi che sia importante il tuo entusiasmo nell’essere arrivato a Milano? Ti vedo molto entusiasta e credo che questo possa davvero essere la tua arma vincente. Io ho lavorato a collezioni femminili per 5 anni e a quel punto mi sono detto che se avessi davvero voluto diventare un designer internazionale e raccontare me stesso, avrei voluto fare qualcosa in Italia e toccare anche l’universo maschile. Io credo in me stesso, ho iniziato tutto nel 2010 e dopo 10 anni credo ancora in me stesso; sono sempre attratto dalla ricerca nel mondo dell’arte, della storia, della musica, ecc…io credo che la ricerca sia davvero importante in tutti i campi. Metto nelle collezioni tutto ciò che mi piace.

Noi adesso vediamo la punta dell’iceberg, ma cosa ti ha portato fino a Milano? Quale e quanto lavoro c’è dietro? La passione è la base di tutto. Mi ricordo che nella prima collezione non ero neanche riuscito a ricevere i materiali! Le fabbriche italiane invece sono davvero gentili ed efficienti. In 10 anni ho anche acquisito esperienza per lavorare al meglio, ma il segreto è sempre quello di credere in me stesso, e penso che tutto ciò che è successo sul mio cammino sia stata comunque una bella esperienza, perché mi ha portato ad oggi. I miei capi sono molto pensati.

Come ti immagini il momento in cui finirà la sfilata? Io penso che molte persone vedranno me e la mia collezione e mi piacerebbe che molti si interessino a me e alle mie creazioni. Diventerò matto di contentezza! Io sono molto fortunato anche per aver ricevuto tanto supporto dalla Camera della Moda e vorrei anche io dare qualcosa a loro, attraverso le mie creazioni piacerebbe ricambiare tanta  gentilezza.

Fonte foto: press office Serdar

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