Orologi termosensibili: intervista al fondatore di Kamawatch

Nata nel 2015 da un'idea di Raffaelle Petruzzelli, l'azienda Kamawatch presenta un prodotto creativo e unico: si tratta di un orologio termosensibile che cambia colore con il modificarsi della temperatura, ma senza dimenticare lo stile.

Raffaele Petruzzelli

Gli orologi termosensibili Kamawatch nascono da un’idea creativa del designer Raffaele Petruzzelli, al quale abbiamo rivolto alcune domande per capire meglio la storia del brand e la sua idea di prodotto.

Kamawatch propone uno strato termosensibile in grado di modificarsi con il cambiare della temperatura (dell’aria, del corpo, dell’esposizione al sole…). Ecco come ha preso vita questo accessorio.

Come nasce il brand Kamawatch? Il brand è nato un po’ per caso: un giorno, tramite una sponsorizzata di Facebook, ho visto dei giocattoli che erano molto in voga negli anni ’80; erano delle macchinine che cambiavano colore con la temperatura. Già da piccolo ero affascinato da queste piccole auto e ne avevo moltissime, così mi è venuta l’idea. Ho fatto delle ricerche sulla particolare vernice utilizzata per creare l’effetto termosensibile e ho approfondito l’argomento rintracciando un fornitore proprio di queste vernici, dal quale mi sono fatto inviare dei campioni per studiare il tutto ancora meglio. Io già lavoravo con gli orologi per altre aziende importanti e quindi ero già esperto in materia di segnatempo, ma il mio desiderio era quello di creare un orologio da uomo che potesse cambiare colore con la temperatura. Dopo sei mesi ho messo in contatto la mia azienda di orologi con questa azienda di vernici e dopo tanti test è nato il primo prototipo. Era il 2015 e sul mercato era una vera novità, poiché non era mai stato realizzato un orologio capace di cambiare colore; si poteva cambiare il cinturino oppure la ghiera, ma un orologio che cambiasse colore dall’estate all’inverno non si era ancora visto. È stato un successo, perché in un mercato saturo abbiamo proposto un prodotto innovativo che è piaciuto molto anche ai negozianti. Io ero in Brasile quando tutto è iniziato: ho conosciuto il mio attuale socio Raffaele Capoferro, con il quale abbiamo aperto la prima sede a Miami. La prima nostra fornitura è stata per le navi da crociera, quelle navi enormi che fanno il giro dei Caraibi e che hanno diversi negozi a bordo. Poi abbiamo trovato un distributore in Italia, iniziando così a lavorare anche qui nel nostro Paese. Dopo un paio di anni di lavoro abbiamo avuto dei dubbi sul distributore italiano, così ho deciso di tornare in Italia per seguire la distribuzione da vicino; dopo Miami abbiamo aperto la seconda sede qui in Italia ad Andria e qui gestiamo tutta la parte italiana, dalla logistica al design, all’amministrazione. Per quanto riguarda invece i distributori esteri, gestiamo tutto da Miami.

Cosa ci puoi dire in merito al target e al mercato di riferimento di Kamawatch? Il target va circa dai 18 fino ai 40 anni. Abbiamo introdotto di recente un modello in acciaio con cinturino in pelle termosensibile ed è un prodotto che mi piace molto. Per quanto riguarda il mercato, adesso Kamawatch è presente in 300 gioiellerie in Italia e all’estero siamo in Giappone, Grecia, Inghilterra, Malesia e Singapore. Per quanto riguarda gli USA, invece, facciamo solo vendita online.

kamawatch

Che tipo di rapporto avete con le vendite online? Io sinceramente vorrei vendere tutto online! Il guadagno è maggiore, poiché si passa dalla produzione alla vendita e tutto è più veloce, anche se non è facile e bisogna fare un grande investimento in termini di comunicazione. Un’altra strada che penso di voler percorrere potrebbe essere quella di inserire il prodotto in alcuni negozi di abbigliamento, naturalmente negozi selezionati. Questo penso che potrebbe essere utile per spingere un prodotto giovane e innovativo come è Kamawatch.

Hai mai pensato a uno store tutto tuo? Avere uno store tutto mio sarebbe fantastico, ma i costi sono elevati e la gamma prodotti Kamawatch di oggi non è così ampia. Se dovessi aprire ora in Italia mi piacerebbe farlo a Milano, mentre all’estero lo aprirei a Miami, perché ho visto una buona risposta da parte dei clienti. Sognando, anche New York mi piacerebbe.

Parlavi di comunicazione. Quali canali tendete a prediligere? Noi facciamo comunicazione solo attraverso i social e tramite web, non facciamo nulla di cartaceo. Quest’anno siamo riusciti a rientrare nella classifica delle 100 start-up migliori d’Italia e ne siamo davvero orgogliosi.

kamawatch

Kamawatch nasce come prodotto per uomo, sebbene alcuni modelli siano unisex. Pensi di espandere la produzione anche al mondo donna? Sì, sicuramente. Kamawatch è nato come orologeria da uomo, ma stiamo sviluppando un prodotto da donna che dovrebbe uscire già dalla prossima estate. Sarà un orologio al quale si potrà cambiare sia il cinturino, sia la ghiera magnetica e il target si alza un po’. L’idea (e il DNA) di Kamawatch è quella di avere un prodotto versatile, in grado di accompagnare tanto un abito elegante, quanto un look più casual.

Una curiosità. Da dove nasce il nome Kamawatch? Kama deriva da camaleonte, l’animale che per eccellenza vanta la capacità di cambiare colore mimetizzandosi con l’ambiente che lo circonda.

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Progetti per il futuro? Sicuramente espandersi al mondo donna e collaborare con altri brand, ma il mio desiderio da designer è quello di allargare la produzione anche ai gioielli per uomo, in acciaio o in argento. Vorrei ampliare la gamma prodotti, anche perché io nasco come designer di gioielli e poi perché sono molte le gioiellerie che chiedono prodotti per uomo.

Fonte foto: press office Kamawatch

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