Sandro Formica e la Scienza del Sé. Tra USA e Italia, imparare la felicità è possibile

Sandro Formica è Professore Ordinario di Scienza della Felicità alla FIU - Florida International University di Miami e speaker fisso al WOHASU – World Happiness Summit, evento-culto che riunisce ogni anno interventi sul tema alla presenza dei massimi esperti mondiali in materia.

SANDRO FORMICA

Dagli Usa, ha importato questo metodo rivoluzionario in Italia, applicabile nelle aziende, nelle scuole e in ogni organizzazione che prevede un’interazione umana, i cui benefici possono estendersi all’intera società.

Il suo programma poggia su quattro pilastri fondamentali, ovvero l’analisi di valori, bisogni, talento e sviluppo della creatività dell’immaginazione.

Ma che cos’è la felicità? Una domanda che da sempre impegna i filosofi e a cui Formica risponde in concreto con un programma che – per raggiungerla – parte dal tema dell’auto- consapevolezza. Una felicità da non intendersi “in perpetuo”, opzione non sostenibile, ma capace di conoscere e accettare il dolore o le avversità per gestirle con strumenti opportuni.

Ma come raggiungere questa auto-consapevolezza? Ecco in sintesi il percorso di Formica.

Tutto parte dall’indagine dei valori, elementi imprescindibili sui quali improntare la nostra vita. Non importa quali siano – onestà, integrità, famiglia, fedeltà – quanto la capacità di riconoscerli e perseguirli con coerenza. Un concetto ampio, che si sovrappone con quello di proposito. Ma… attenzione a non confonderlo con l’obiettivo! Il proposito si pone come orizzonte ultimo, scopo finale della nostra vita che, nel caso di Formica, è quello di creare organizzazioni positive. Diverso è l’obiettivo, che ha carattere puntuale, è un fine a termine, potendo essere il più svariato: svolgere i propri compiti, correre una certa distanza, fare un buon lavoro…

Chiariti i valori, si passa all’analisi dei bisogni. E se è facile comprendere come ognuno abbia i propri, più difficile è comprendere concretamente quali essi siano. Conoscerli significa essere pronti a cogliere quelli degli altri, e questo si traduce in una comunicazione empatica e diretta, cruciale in ogni confronto umano. Quante volte ci capita di scontrarci, senza davvero prenderci il tempo di capire davvero cosa ci viene comunicato? Nei bambini, che non hanno sviluppato le sovrastrutture tipiche del mondo adulto, questo è più facile,   e la comunicazione si fa limpida e immediata. È necessaria quindi una “regressione” che abbatta queste barriere riportandoci a un dialogo corretto.

Per quanto riguarda il talento, è definito dalla Treccani come “disposizione d’animo, inclinazione, ingegno e naturale predisposizione, innata abilità”. In altri termini, ciò che ci rende unici. Ma come cogliere il proprio, alimentarlo e potenziarlo?

Quanti Mozart, quanti Beethoven la Storia ci avrebbe consegnato, se solo avessero avuto gli strumenti per capire la propria vocazione!

Lo sviluppo della creatività e dell’immaginazione si pone come approdo del percorso. Così, l’auto-consapevolezza diventa metodo e strada maestra per la felicità, per condurre la propria vita in coerenza con i propri valori, nel raggiungimento del proprio proposito e nel rispetto dei propri (e altrui) bisogni, utilizzando i talenti e ravvivandoli col potere dell’immaginazione.

Se immediatamente percepibili sono i benefici, perché non trasporre allora questo metodo anche in Italia? È quello che avviene a Melegnano, piccolo comune nell’hinterland milanese, dove Maria Teresa Golfari, Preside del Centro Scolastico Giovanni Paolo II, ha integrato nella didattica questo apporto. Un vero e proprio Campus della felicità, dunque, dove allievi, insegnanti e genitori seguono le lezioni di Formica, e il corpo docente permea il programma con questo approccio, permettendo agli studenti di mettersi in contatto con    i temi oggetto di studio in modo nuovo e profondo. Una scommessa vinta, in un polo educativo che segue i ragazzi dagli 0 ai 18 anni, tra asilo dell’infanzia, scuola primaria, scuola elementare, scuola secondaria, liceo scientifico e scuola delle arti e dei mestieri.

Quelle che possono sembrare semplici parole rivelano così la complessità di un percorso i cui risultati – soprattutto nell’ambito dell’apprendimento – trovano solide basi scientifiche, con indagini riportate sulla rivista accademica Child Development.

  1. Gli studi condotti da Alejandro Adler in Bhutan, Messico e Perù – con un totale di oltre

771.000 studenti coinvolti nell’arco di due anni – hanno evidenziato i benefici dell’integrazione di questo curriculum all’interno della didattica tradizionale. Sottoposti a test standardizzati prima e dopo il corso, gli studenti hanno manifestato un incremento significativo delle loro performance, sia nelle materie letterarie che in quelle scientifiche, insieme a un significativo incremento del loro indice di felicità dichiarato.

  1. Le ricerche di David Shernoff, in ambito psicologico, hanno analizzato i risultati di 82 programmi scolastici che insegnano intelligenza emotiva a 97.000 studenti. Ancora una volta, parlano i dati: +11% di laureati, -6% di dipendenti da droghe o alcool, – 19% di arresti, -13,5% di patologie

Se i frutti di questo lavoro si possono cogliere in ambito scolastico, peculiarità di questo metodo è la sua universalità, ovvero la capacità di adattarsi ai diversi contesti professionali, familiari, aziendali.

Ed è proprio nelle sue applicazioni business che il programma del Prof. Formica sarà oggetto del seminario Self Leadership e felicità al lavoro, organizzato in collaborazione con Forbes Italia, che si terrà presso il Palazzo delle Stelline mercoledì 27 novembre 2019.

Fonte foto: press office Sandro Formica

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