Un’ispirazione chiamata Daniel Lismore

O meglio, un'incontro, quello tra l'Accademia della Moda IUAD di Napoli e l'artista Daniel Lismore, che sfocia in una mostra ispirazionale per gli studenti dal nome "Inclusion", fino al 1 agosto al Palazzo delle Arti di Napoli.

Daniel Lismore

Inclusione tra moda e arte quindi, di cui sono protagoniste le idee in movimento degli studenti dell’Accademia della Moda IUAD di Napoli, che appunto dall’inclusione,  tema convergente alla poetica dell’iconico artista inglese Daniel Lismore, colui che ha reso la propria vita un’opera d’arte, hanno tratto ispirazione.

Un percorso e un progetto di vita in cui, l’artista inglese (noto per vivere con arte e usare il proprio corpo come una tela), per la prima volta in Italia con la sua mostra personale e il suo libro “Be yourself, everyone else is already taken” in cui cita Oscar Wilde, celebra l’individuo, la libertà di essere, pensare e vivere.

Universalità e grazia acquisiscono un valore fondamentale.

Le sculture e i suoi teatrali assemblaggi vestimentari sono tracce di cultura che lo stesso Daniel si è trovato a conservare nell’arco degli anni e che emergono tramite il mix and match attento, curato, incisivo e opulente che, imponendosi con forza davanti ai nostri occhi e nelle nostre menti, traccia  una visionaria esperienza di condivisione culturale, universalità e grazia.

IUAD Accademia della Moda di Napoli: “INCLUSION” tra Arte e Moda

Protagonisti più di quaranta autoritratti le quali sculture sono state da lui indossate nei momenti più cruciali della sua vita e, traendo ispirazione dall’Esercito di Guerrieri di Terracotta, l’insieme delle opere forma un’armatatura che protegge se stesso e la sua vita. Un viaggio lungo la sua esistenza, ne rivelano aspetti estremamente personali e al tempo stesso invitano l’osservatore a pensare a sé stesso, all’inconscio, all’identità, una nitida impronta della propria individualità.

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La singola persona è celebrata nella sua diversità all’interno di questa colorata multiformità.

L’ artista si avvale di un sistema semantico in cui l’elemento visivo va ben oltre il vestirsi e travestirsi. Una unicità che non esclude, bensì include, svariate forme e rappresentazioni, le quali divengono un linguaggio e disegnano un pensiero che trae, a sua volta, ispirazione ed elementi da culture, religioni e filosofie di tutto il mondo ed è una onesta riflessione dell’iter compiuto da Daniel Lismore per essere autenticamente sé stesso.

Daniel Lismore exhibition
ADMIRAL, Daniel Lismore, 2016. Continental hat with pheasant and rooster feathers, once worn by Adam Ant; Julien Macdonald tie, designed for British Airways; Sorapol couture skirt and cape; Jean Paul Gaultier scarf; Vivienne Westwood scarf; Alexander McQueen cloak; Jean-Pierre Braganza jacket; Thai brass dance fingernails.

Il proprio io.

Quello più vero e profondo che Daniel decide, ad un certo punto della sua vita, di tirare fuori tramite una dialettica frutto di una ricerca personale e di esperienze di vita. L’andare oltre il vestirsi ne segna un flusso fondamentale, lo spingersi oltre l’elemento materico per cogliere l’immaterialità, vanificando la dicotomia tra realtà e apparenza.

Un invito a far emergere l’inconscio spesso celato da maschere o veli che funzionalmente, o talora inconsapevolmente, avvolgono il nostro sé, ricomponendo il dualismo umano e abbracciando sé stessi e la vita con coraggio, allegria e verticalità.

Fonte: Clara Garcovich

 

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