Nadège Dubospertus: “Vi racconto il mio libro… il mio cammino verso la gioia…”

La top model - icona delle passerelle internazionali - parla del suo libro Strong & Chic.

Nadège Dubospertus

Riga dopo riga, passo dopo passo, consiglio dopo consiglio, riflessione dopo riflessione. Tutto per un percorso – a volte anche molto intimo –  verso un chiaro cammino introspettivo; un profondo cammino verso sé stessi, un cammino verso una meta ben definita: ovvero l’arrivare ad amarsi, a volersi bene, a rispettarsi e ad essere sereni per diventare persone migliori e di conseguenza … accogliere meglio anche gli altri.

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Un percorso che ha messo su carta – il libro si chiama Strong & Chic (Edizioni Vallardi) Nadège Dubospertus, una donna che è un’icona di eleganza, una top model amata dai più importanti stilisti internazionali, dai più importanti fotografi internazionali, dai più importanti stylist internazionali…

Strong & Chic ( Edizioni Vallardi ).

 

Una donna che ha lavorato con tutti e che ha soprattutto conosciuto tutti: da Gianni Versace a Karl Lagerfeld, da Gianfranco Ferrè a Giorgio Armani… a fotografi come Herb Ritts.

Francese ma ormai milanese da tanti anni, Mamma di tre ragazzi, oggi è impegnatissima nella promozione del suo libro.. una guida che parla di serenità trovata dopo un’intensa introspezione e attraverso tecniche di amore verso sé stessi e letture mirate, un racconto che è anche una biografia con le esperienze della sua vita così intensa e glamour, che la top model ha voluto condividere con i suoi lettori … perché ognuno deve trovare il suo modo per stare bene.

L’ho incontrata questa settimana per Focus On.

Ho appena finito di leggere il suo bel libro. Lei è davvero una donna in gamba e molto “tosta”. Perché ha deciso di scriverlo, raccontando –  accanto a dei preziosi consigli di stile, bellezza e su come trovare un po’ il “centro” di sé stessi – i suoi successi, le sue passioni, le sue riflessioni, le sue insicurezze, le conquiste che ha raggiunto? Che cosa l’ha spinta a mettere su “carta” la sua storia, la sua vita e le sue emozioni? Quando mi hanno chiesto di scrivere un libro – dopo un meeting con la mia casa editrice –  inizialmente devo dire che non ero d’accordo. In realtà non avevo mai previsto la possibilità di poterlo scrivere perché pensavo di non avere davvero proprio niente da raccontare. Inoltre sto seguendo ancora oggi un percorso bellissimo che mi fa stare bene e non volevo ripensare e quindi raccontare, alcuni periodi difficili della mia vita. Poi piano piano anche parlando con il mio editore dei miei interessi, della mia passione per lo sport, la natura, la mia scoperta di alcune letture.. ecco mettendo tutte queste cose assieme mi sono resa conto che c’era davvero un filo conduttore nella mia vita che le univa e che potevo raccontare la Nadège di oggi. Il libro è partito un po’ così e si è poi sviluppato nel corso della sua lavorazione.

In Strong & Chic (Edizioni Vallardi) c’è anche un lato spirituale che vede la bellezza in perfetta linea con l’armonia verso sé stessi. Lei cita dei passi del filosofo Jiddu Krishnamurti o di Paulo Coelho fino al Ho’oponopono un metodo per la risoluzione e la gestione dei conflitti nato tempo fa nelle comunità hawaiane Che importanza hanno avuto queste letture e questa pratica nel suo cammino anche di introspezione personale? Sono state e sono per me delle letture davvero molto importanti. E anche queste nella mia vita sono arrivate piano piano. Io credo che sia necessario stare sempre attenti alle coincidenze della vita perché le cose succedono sempre al momento giusto.

Intende cioè dire che nulla è casuale? Voglio dire che noi siamo responsabili della nostra vita e i nostri pensieri proprio tecnicamente, la creano e influiscono sulle nostre azioni … nel bene e nel male.

Cioè Nadège, ripeto, intende dire che se io penso in maniera negativa poi attorno a me si scatenano una serie di circostanze difficili? E se invece penso in maniera ottimista traduco nella realtà tutta una serie di circostanze positive? A volte è difficile eh… Esattamente. E anche se è difficile è scientificamente provato. E con le mie letture sono arrivata a capire tutto questo… e l’ho capito a 50 anni. Ho scritto questo libro – molto leggero e profondo allo stesso tempo – che è come una piccola guida per trovare una via verso la gioia. Questo è stato il mio percorso … ma ognuno deve trovare poi il suo modo per stare bene.  Io per esempio amo la corsa mentre ad altri piace invece nuotare..  Oppure pratico l’Ho’oponopono che non è una religione ma un modo di pensare. Io per esempio quando vedo che il mio corpo è un po’ stanco, piuttosto che stare a riposare a letto, mi preparo e vado a correre perché so che mi farà stare molto bene.

Nadège Dubospertus

Che rapporto ha oggi con sé stessa sia fisicamente che interiormente? Quali sono oggi le sue priorità? Oggi sono io la mia priorità. Nel senso che voglio prendere cura di me stessa, del mio corpo e della mia mente. Questo aspetto e modo di fare, non è egoistico perché credo che ognuno deve pensare alla propria serenità .. semplicemente perché è vero che quando si è sereni, allora anche tutti intorno a te staranno bene. E parlo in questo modo perché tutto ciò l’ho vissuto personalmente nella mia vita. La priorità delle persone penso a volte che non sia quella di stare bene ma di far vedere agli altri di stare bene.

Nel libro si parla molto anche di stile, di amore per sé stessi che poi inevitabilmente viene tradotto nell’immagine che di noi diamo a chi ci sta intorno … Osservando il mondo di oggi – così digital e con una quasi maniacale “mania” di perfezione fatta anche da filtri da smartphone – come pensa sia cambiato il rapporto delle donne soprattutto le millennials con l’immagine e la bellezza? Devo dire che è un mondo che mi appartiene davvero molto poco e ho qualche problema a capirlo. Io amo e sono più portata ai contatti diretti .. nel senso che preferisco incontrare direttamente le persone, parlare con loro. Credo che la gente non si renda conto che questo meccanismo digitale-social è tutto “finto”. Abbiamo già tanti condizionamenti nella nostra vita – dalla famiglia, dai professori – e questo dei social media è l’ennesimo. E’ estremamente importante che le persone capiscano di essere uniche ed ognuno di noi è speciale e nel libro ne parlo. Io per esempio mi sono resa conto che c’era qualcosa che non andava nella mia vita e che sono stata in passato ciò che volevano gli altri e non ciò che io volevo essere.

Pensa che i social media abbiano cambiato anche il sistema moda e nel caso in quale direzione? Secondo me oggi il mondo della moda è meno bello… perché penso che al suo interno manchi la bellezza del sogno, dell’attesa – anche di una sfilata – perché oggi ogni minuto di tutti noi lo vedi in diretta, compresa la vita privata. Si è sempre alla ricerca di qualcosa che potrebbe renderci felici ma continuiamo sempre a non esserlo.  La felicità invece prescinde dall’avere magari un marito o una nuova borsa e così via perché è qualcosa che hai dentro di te … Ecco credo che… i social abbiano velocizzato questa dinamica di volere tutto subito e sempre qualcosa di nuovo … e credo che abbiano anche incrementato l’invidia perché fanno credere che nella vita degli altri sempre visibile a tutti on line, sia tutto perfetto.

Lei assieme a Carla Bruni, Linda Evangelista, Christy Turlington, Shalom e molte altre, ha vissuto “in toto” il mito degli anni 90, epoca di una moda ai suoi massimi splendori. Che ricordi ha di quegli anni? Era effettivamente tutto così glamour come noi spettatori lo vedevamo dai giornali … o la pressione mediatica per voi era così forte che quei ritmi e quel tenore di vita era davvero troppo? La supermodella e sua collega Gisele Bündchen ha appena raccontato per esempio in un suo libro di aver sofferto di attacchi di panico e di aver avuto pensieri suicidi… ma penso anche per esempio alla top Karen Mulder. In una vita perfetta come la vostra tra passerelle, viaggi in tutto il mondo questo può essere a volte il prezzo da pagare vista la grandissima competizione e i ritmi estenuanti che dovete reggere? Quando sfilavamo noi erano davvero degli anni bellissimi. Io lo vedo ancora oggi che tutti si ricordano di quel periodo…  Le persone attendevano i momenti delle sfilate… non come oggi che ripeto sui social tutto è immediato. Riguardo al discorso sulla pressione mediatica io credo che sia una scelta. Io per esempio non l’ho mai avuta e credo che se una persona pubblica desidera avere una sua vita privata possa averla, è solo una questione di scelte.  Ci sono per esempio diversi attori o attrici dei quali tu non vedi davvero mai nulla sui Magazine, nessun tipo di “scandalo”. Io credo che sia fondamentalmente ripeto una questione di scelte… nel senso che ci sono coloro ai quali non basta essere bravi nel loro lavoro ma vogliono tutto in ogni aspetto della loro vita.  Parlando di Gisele penso che nel suo caso, forse lei si riferisse soprattutto ad un periodo della sua vita molto duro – quando era comunque già famosa ma magari avendo accanto un personaggio altrettanto molto famoso – la pressione mediatica era diventata sicuramente estremamente difficile da reggere. Quando esci di casa e ti trovi davanti mille fotografi secondo me il tutto diventa un incubo. Il nostro in ogni caso è comunque un lavoro ..  e anche se da fuori si vede solo il Glamour, i viaggi, (che poi in realtà vedi poco, perché per esempio ti devi alzare alle 4 del mattino per la luce), il fatto di dover essere sempre perfetta… ecco questo è davvero un lavoro molto intenso e soprattutto dura poco.

Quanto dura? Direi che dura, dipende dai casi e per coloro che hanno avuto una carriera incredibile, al massimo dieci anni.

Nadège lei ha lavorato con tutti, da Karl Lagerfeld a Gianni Versace, da Gianfranco Ferrè a fotografi come Herb Ritts. Che ricordo ha di queste persone? Che cosa le hanno insegnato? Credo di essere stata davvero molto fortunata… e credo che ci siano fondamentalmente delle persone che nascono con dei doni. Lei per esempio è nato magari per fare il giornalista, io per fare la modella e se uno riesce con questo dono a trovare la sua strada ecco che diventa un Karl Lagerfeld … piuttosto che un Herb Ritts. Capisce cosa voglio dire…

Che ricordo ha di Gianni Versace? Lei ha lavorato tanto con lui. Era bellissimo lavorare con Gianni. Era una persona splendida, era sorridente e una persona buona. Era esigente e severo sul lavoro.. e tutti lo amavano moltissimo. Con lui non era solo una sfilata … era un vero spettacolo, era un vero sogno. La sua moda era per le star, per lo spettacolo …  Lui aveva poi le sue ragazze, le top model, e devo dire che ha inventato davvero qualcosa che era solo suo ed estremamente riconoscibile.

Se dovesse descrivere lo stile di Nadège? Che cosa c’è nel suo armadio? Direi che in questi ultimi anni sono molto colorata, anche perché il colore mi fa star bene. Il mio stile è comunque molto semplice, abbastanza sportivo, easy e adoro tutto ciò che è leggero… Non guardo e non l’ho mai fatto, un magazine dove magari c’è il total look di riferimento. Mi piace mettere un po’ di tutto assieme con un mio stile personale.

Quali sono i suoi prossimi progetti che mi può anticipare? Sicuramente tutta la promozione del libro sulla quale sono molto concentrata. Vorrei che le persone lo leggessero perché dentro c’è tutto il mio percorso … che forse può essere utile a qualcuno per stare bene e trovare la sua strada … a questo progetto tengo molto.

Lei ha tre ragazzi, di 24, 20 e 17 anni. Che tipo di Mamma è? Sono abbastanza severa con loro..  anche se è vero che loro sono grandi adesso…

Quindi per esempio è rigida sullo studio? Li ho sempre seguiti sullo studio…  e ora continuo a farlo con il piccolo, e poi tengo molto all’ educazione.

I figli maschi poi con la Mamma hanno un rapporto speciale.. Loro sanno che sono una Mamma strong e che quando dico qualcosa (ride) non scherzo. Poi soprattutto fin da quando erano piccoli, ho sempre fatto sentire loro che li amavo … Non li ho mai messi al letto senza dire loro che li amavo…

fonte foto: antonio vallardi editore / salani
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