SsangYong Italia punta ad una crescita importante: intervista a Mario Verna, Direttore Generale

Intervista a Mario Verna, Direttore Generale di SsangYong Italia.

Abbiamo incontrato Mario Verna, Direttore Generale di SsangYong Italia per parlare dell’ascesa sempre più importante dell’azienda coreana nel settore automotive in Italia e nel mondo.

Come sta andando SsangYong in Italia in questi ultimi due anni? Gli ultimi 2 anni sono un orizzonte ampio: a partire dalla fine del 2017 il nostro lavoro si è concentrato sulla definizione di un assetto stabile e di un nuovo set-up per il marchio  SsangYong. È un lavoro iniziato a fine anno e che comincia a dare i primi frutti alla fine di questo semestre. Abbiamo reimpostato tutte le mission di ciascun modello e impostato tutte le caratterizzazioni in materia di marketing e comunicazione, rinnovando la rete di vendita. Puntiamo ad una crescita importante.

Tivoli, all’interno della vostra idea di strategia, che ruolo ha? Tivoli è stato il simbolo del lancio di un nuovo corso di  SsangYong. La prima perché da Tivoli in poi, ogni anno è stata lanciata una nuova vettura con un family feeling molto ben caratterizzato. Anche l’ultimo restyling sta raccogliendo un ottimo feedback in Italia. Si tratta di un modello che per personalità e per dimensioni da city crossover, accompagnato dal meglio che la tecnologia oggi può offrire, ci ha aiutati a raggiungere un profilo di cliente più giovane e anche un pubblico femminile, da cui è particolarmente apprezzata.

Qual è la strategia che state mettendo in atto? Abbiamo un piano molto forte in termini di comunicazione, che partirà nell’ultimo trimestre di quest’anno. La prima parte del 2018 l’abbiamo utilizzata per sistemare l’organizzazione, la rete e tutte le basi del sistema automotive, per essere certi che dal momento in cui inizieremo con un battage promozionale più importante, la ricaduta dell’ investimento possa avere terreno fertile su cui attecchire.

State puntando molto sui social, è vero? Avete pensato anche a qualche nuova strategia sui social network? In realtà gran parte dell’investimento fatto fino ad ora è stato costruito sui social, proprio per creare interesse in quel pubblico che era all’oscuro del brand, iniziando a veicolare il nome e le caratteristiche dei prodotti, anche in modo simpatico e a volte irriverente. Il marchio cerca di farsi notare fondando la strategia sul prodotto e sulla qualità del prodotto stesso.

Secondo lei in Italia c’è ancora il pensiero che le auto tedesche siano più affidabili? O è davvero così? Le ultime indagini in termini di affidabilità hanno livellato molto il mondo coreano al mondo tedesco. Sono reduce da una settimana in Corea con il management di  SsangYong e ho avuto modo di toccare con mano la grande professionalità e il grande avanzamento tecnologico che c’è in quel paese nel settore automotive, ma non solo. Posso dire con estrema tranquillità che oggi noi offriamo 5 anni di garanzia su tutta la gamma e non proprio tutti i marchi hanno questa sicurezza di sé. Per una casa automobilistica 5 anni di garanzia sono un investimento soprattutto se quest’ultima, come SsangYong, ha volumi ridotti rispetto ai competitor.

Quanto è importante l’aspetto post-vendita in questa vostra prospettiva di vendite? È molto importante. C’è un vecchio detto che dice che la seconda macchina al cliente la vende il post vendita. L’affidabilità (e la sicurezza) sono i temi vincenti di oggi nel mondo automotive. Io cito sempre tre temi che sono: affidabilità, sicurezza e tecnologia.

Il quarto tema potrebbe essere il design? Certo! Nel mondo delle automobili, uno dei motivi di acquisto e forse il più importante soprattutto per il pubblico italiano molto attento all’estetica oltre che alla sostanza, è proprio il design. Ed è il design  uno degli elementi che stanno contribuendo in modo determinante al rilancio del marchio  SsangYong. Da Tivoli in poi, le linee sono completamente mutate aggiungendo un tocco più moderno, gradevole e accattivante, del tutto rinnovato rispetto a tanti anni fa.

Quanto è importante il ruolo italiano e della sede italiana verso la casa madre in relazione a questa evoluzione del design? Devo dire che abbiamo fatto un bell’esercizio su Tivoli: un’attività svolta con il corso car design della Scuola Politecnica di Design di Milano, che ci ha regalato grandi soddisfazioni. I giovani (di 14 nazionalità diverse) si sono cimentati nel realizzare una serie di livree su Tivoli. Sono emersi lavori davvero belli. A detta di tutti i partecipanti (giuria compresa) Tivoli si presta molto bene ad operazioni di questo tipo. È un’auto “fashionalizzabile” in maniera molto semplice, cosa che ci offre una certa sicurezza del fatto che la strada intrapresa in territorio italiano sia quella giusta.

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