Loro 1 e 2: un uomo, una rappresentazione della contemporaneità

“Loro”, una parola per indicare l’indefinito al plurale, funge da titolo all’ultimo capolavoro di Paolo Sorrentino, diviso in due parti (la prima uscita il 24 Aprile, la seconda invece in arrivo il 10 Maggio), che ruota intorno a un “Lui” il cui potere e carisma lo hanno reso attraente agli occhi delle donne e invidiabile a quelli degli uomini: parliamo di Silvio Berlusconi, qui interpretato magistralmente da Toni Servillo.

Invece che trattarlo con la distanza che si riserva alle persone reali quando diventano personaggi dei film, Sorrentino lo ha reso un personaggio di finzione, partecipando ai suoi drammi e ai suoi momenti di riflessione.

Nel cast del film troviamo anche Riccardo Scamarcio, Kasia Smutniak e Ricky Memphis. Ambientato nel 2006, La prima parte di “Loro 1” si concentra sul mondo che ruota intorno a Berlusconi, composto da donne disposte a tutto e uomini ignoranti ma sempre pronti a far valere le proprie ragioni, mentre solo nella seconda parte, dopo parecchio tempo, entra in scena il vero protagonista. Solo e annoiato nella sua villa, egli non riesce a credere di essere all’opposizione e dover riconquistare una Veronica Lario (Elena Sofia Ricci) disamorata.

GUARDA ANCHE: Quando Jack Nicholson interpretava Silvio Berlusconi

Tutto ciò lascia presagire l’arrivo di qualcosa, quel qualcosa sarà il vero cuore del film, ossia l’incrocio di sesso e politica in quello specifico periodo e maniera.

Il film funge da simbolica rappresentazione della disperazione del nostro tempo, e tenta di esplicitare i vizi e le virtù della società contemporanea, dove un gruppo di anime dannate è alla ricerca della redenzione.

Il tono contraddittorio secondo il quale al massimo della vita corrisponde lo squallore e la decadenza è il filo conduttore che porta a “Loro 2”: la farsa della prima parte, grottesca e divertente, lascia il campo ad un’immagine più dolente e malinconica. Infatti, la storia che rappresenta un periodo storico in cui in Italia il connubio tra sesso e politica è arrivato a toccare picchi mai visti prima, è anche la storia di un uomo che lotta come un leone per contrastare l’invecchiamento e il timore di scomparire.

Questo potente che non accetta il declino, e proprio per tale ragione conosce la sconfitta al massimo del successo, viene ispezionato a tal fondo dal regista da farci quasi sentire partecipi del suo desiderio di continuare a essere un mito, di esagerare e di avere il controllo. Nel Berlusconi portato sul grande schermo c’è una pulsione così forte verso l’esistenza che è impossibile non condividerla come pubblico, come persone. A ragion veduta, si può dire che “Loro” è un film sulla paura e sulle sue diverse sfaccettature, sul contrasto tra gioventù e anzianità, sulla presa del tempo su ognuno di noi, inclusi coloro che sembrano indistruttibili. Paolo Sorrentino, mettendoci faccia a faccia con “Loro”, con “Lui”, non ha fatto altro che mostrare ciò che di più complesso e impenetrabile esista al mondo: il “Noi”, o meglio ancora, l’“Io” solitario alla costante ricerca di un barlume che renda la sua vita sensazionale e, agli occhi degli “Altri”, grandiosa.

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su whatsapp
WhatsApp