Tomb Raider: il ritorno di Lara Croft interpretata da Alicia Vikander

Due sono i riferimenti che ci vengono in mente quando si parla di Lara Croft: il famoso videogioco ideato nel 1996 e i due film (2001 e 2003) che vedono come protagonista una giovane Angelina Jolie la quale, grazie proprio a tale titoli, entra nei cuori dei fan e imbocca la via del successo.

A queste due reminiscenze dovrete ora aggiungere una terza, perché il 15 Marzo vedrà la luce un nuovo film incentrato sulle avventure della determinata archeologa ed avventuriera con una nuova protagonista, il premio Oscar Alicia Vikander: “Tomb Rider” porta sul grande schermo un sensibile rinnovamento d’immagine del personaggio (basato sul reboot videoludico messo in vendita dalla Square Enix nel 2013), in quanto si tratta di un origin story che vede una  giovanissima e più umana Lara immersa in un’atmosfera avventurosa dal carattere cruento.

Ecco dunque che all’inizio del film troviamo una Lara Croft 21enne, studentessa universitaria poco motivata e sempre con l’acqua alla gola per pagarsi l’affitto grazie a un lavoretto che la vede fare consegne in giro per Londra in bicicletta: una ragazza soprattutto, che si rifiuta di prendere tra le mani le redini dell’azienda di famiglia in quanto non vuole accettare la versione che le hanno raccontato secondo la quale suo padre, eccentrico archeologo, sarebbe morto 7 anni prima in una missione misteriosa.

Lara, convinta che il padre sia ancora vivo, decide di partire per un lungo viaggio per mare alla volta di un’isola pericolosa, al largo del Giappone, dove, seguendo quanto scritto negli appunti di suo padre, si troverebbe una tomba leggendaria: tutto si svolge nei limiti dell’isola, uno scenario perfetto che racchiude elementi di avventura, reperti e scoperte graduali che richiedono alla nostra eroina una buona dose di investigazione e di temerarietà.

Azione, avventura, tanta grinta e forza di volontà porteranno questa versione di Lara Croft a diventare l’impavida archeologa gira-mondo più famosa della storia (una sorta di Indiana Jones al femminile): meno curve e più emozioni dunque, nel tentativo di rendere il personaggio il più vero possibile, con reali problemi e con un passato turbolento che dovrà affrontare, insieme a pericoli d’altra natura, nel tentativo di risolverli una volta per tutti e di trovare la propria strada nella vita. Con tali premesse, i presupposti per dei possibili sequel ci sono tutti… Pronti a rituffarvi nel mito?

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