Il Ragazzo Invisibile – Seconda Generazione

“Non esistono i supereroi”.E se invece non fosse così? Se ci fossero alcuni di noi che nella loro normalità sono… Speciali? Lo scontro tra normale e speciale, tra bene e male è alla base del secondo capitolo de “Il ragazzo invisibile” (in uscita al cinema il 4 Gennaio 2018): qui ritroviamo Michele (Ludovico Girardello) alle prese con un […]

“Non esistono i supereroi”.E se invece non fosse così? Se ci fossero alcuni di noi che nella loro normalità sono… Speciali?

Lo scontro tra normale e speciale, tra bene e male è alla base del secondo capitolo de “Il ragazzo invisibile” (in uscita al cinema il 4 Gennaio 2018): qui ritroviamo Michele (Ludovico Girardello) alle prese con un mondo che sembra essergli caduto addosso, troppo pesante per un ragazzo di soli sedici anni che, nonostante sia dotato di un superpotere (quello dell’invisibilità), reagisce alla vita e soffre come un qualsiasi altro ragazzo della sua età.

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A stravolgergli l’esistenza sarà l’incontro con la madre naturale, Yelena (Ksenia Rappoport) e con la misteriosa Natasha (Galatea Bellugi), una ragazza che condivide con Michele un passato molto lontano che torna all’improvviso a farsi più attuale che mai. Questo trio “speciale” dovrà vedersela con Igor Zavarov (Kristof Konrad), un magnante privo di scrupoli con il quale molti dotati di poteri hanno un conto in sospeso; quando la resa finale si fa finalmente vicina, Michele si ritroverà a dover far delle scelte difficili che cambieranno per sempre la sua personalità e il suo destino.

Ludovico Girardello ha affrontato questo progetto con una nuova consapevolezza, come egli stesso ha affermato nell’intervista che gli abbiamo fatto: “Ho cercato di lavorare in maniera più cosciente al personaggio. Quando mi sono guardato nel primo film mi sono proprio vergognato per la mia recitazione, non mi sono piaciuto per niente! Nel secondo film sono un teenager e come ogni teenager, mi sono dovuto immedesimare in quella fase della vita più dark, in cui è tutto più buio.” La maturità di Ludovico, sia come attore che come persona, è evidente nel modo in cui si pone di fronte alla camera e nella serietà con la quale affronta il suo ruolo: anche se, paradossalmente, il consiglio migliore che abbia mai ricevuto riguardo la recitazione sia “Mai prendersi troppo sul serio”.

Il regista Gabriele Salvatores invece, che con il protagonista aveva partecipato al Giffoni Film Festival lo scorso Luglio per presentare il progetto, si è così espresso sulle ragioni che lo hanno spinto a continuare questa saga, oltre al successo di critica e pubblico ricevuto: “Ci piaceva l’idea di seguire la crescita e il passaggio all’età adulta di un supereroe problematico e tenero come Michele. Anche perché in questo secondo capitolo, il gioco diventa più complesso. (…) C’è più azione in questo episodio, il ritmo è serrato, senza però perdere quello sguardo europeo che ha caratterizzato il primo film.

A rendere il film interessante è sicuramente l’utilizzo degli effetti speciali che, secondo Salvatores, devono “Essere sempre al servizio della storia e delle emozioni che con essa si cerca di trasmettere” e che, per rendere al meglio le loro potenzialità, sono stati supervisionati dall’artista di effetti visivi Victor Perez (che ha collaborato alla realizzazione di titoli come “Star Wars: Rogue One”,  “Il Cavaliere Oscuro – il Ritorno” e “Harry Potter E I Doni Della Morte”). La complessità del progetto e l’impiego di tecnologie di alto livello ha richiesto 19 mesi di lavorazione e ha impegnato oltre 60 esperti di VFX (visual effects) provenienti da diversi paesi.

Altro punto meritevole è la colonna sonora, composta sia da musiche originali di Federico de’ Robertis ed eseguite dall’Orchestra Filarmonica Italiana che da musiche di repertorio che spaziano dai The Who ai Linkin Park, passando per i Pearl Jam e per diverse arie d’opera (come quelle prese da Il Barbiere di Siviglia o da Madama Butterfly).

Il paragone con i film degli X-Men una volta usciti dalla sala viene spontaneo, ma Salvatores ha ammesso di non averli mai visti, e di essersi piuttosto ispirato al cinema americano degli anni ’80: la sua visione tuttavia non si esaurisce qui, in quanto “Con la saga de il ragazzo invisibile, stiamo allevando, proteggendo, facendo crescere un nostro figlio cinematografico, nella speranza di far crescere anche i nostri figli reali che saranno il nostro prossimo pubblico adulto”. Sembrerebbe dunque che la strada per un terzo capitolo sia aperta, e noi saremmo più che curiosi di scoprire cos’altro Michele, il suo potere e il team di Salvatores, che con la sua bravura ha alzato il livello del cinema italiano, possano ancora riservarci…

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