Cosa fare per fermare la violenza contro le donne (non solo il 25 novembre)

Comprare uno shampoo, frequentare un bazar, informarsi bene (tanto) e ascoltare (tantissimo): ci sono tante strade per dare davvero una mano, ce ne racconta alcune Fondazione Pangea Onlus.

Mirella Tassetto per PANGEA PRO

SI PUO’ FARE. Si può, un giorno alla volta, una persona alla volta, fermare le mani e le parole alzate contro le donne. Si possono aiutare sul serio le donne a ricostruire la (propria) vita.

Fra le voci che lo gridano forte c’è quella di Pangea, onlus milanese fondata da Luca Lo Presti. Luca è andato in Afghanistan oltre venti anni fa e ha capito che ‘la vita riparte da una donna’ e ha fatto diventare quest’idea il punto di partenza di Pangea.

Ugo Panella per PANGEA PRO
Ugo Panella per PANGEA PRO

 

Dare a una donna istruzione e lavoro significa restituire dignità a una famiglia intera, innescare un circolo virtuoso che si espande con la forza dell’esempio. Difendere le donne, oggi, è indispensabile a Kabul, In India, a ogni latitudine, tanto che l’ONU ha deciso di far partire sabato 25 novembre ben 16 giorni di mobilitazione contro la violenza sulle donne.

Cosa fare per dare una mano?

Ci sono le microscelte quotidiane, di parole e di gesti, che fanno la differenza più di quanto non si pensi. Ci sono altre azioni che producono risorse per chi ha fatto del dare una mano la propria vita: scegliere lo shampoo e il balsano del progetto PangeaPRO, fare un po’ di shopping natalizio al Pangea Bazar al via il 4 dicembre e tante altre possibilità. Tutte le risorse raccolte vanno a sostenere le azioni Pangea a favore delle donne, come AMA, la rete di auto-mutuo-aiuto dove le donne che sono riuscite a uscire da una situazione di violenza si mettono a disposizione di chi sta cercando il modo per farlo. Tante possibilità, tante necessità e tantissima speranza che sia possibile.  Perché? Lo scopriamo rincorrendo i pensieri di Luca Lo Presti intorno ad alcune parole preziose.

Ugo Panella per PANGEA PRO
Ugo Panella per PANGEA PRO

 

Casa

L’ho trovata fatta di  un telo,  un fuoco e occhi a scaldare la sera. L’ho vissuta trovando la condivisione del poco. L’ho desiderata al scendere della sera in un luogo ignoto. Terra nuda, mani giunte in preghiera e una tazza di tè. Casa è il luogo della pace, della resa alla sera che sopraggiunge ma che troppe volte viene tradita trasformando il luogo dell’intimità in prigione. Allo scendere della sera non sono gli odori e i rumori familiari a farla amare ma quegli stessi rumori, divengono incubo: uno sbattere di chiavi e la porta che si chiude annunciano l’arrivo di chi non si vorrebbe vedere. < Bambini zitti che papà è nervoso e poi si arrabbia> le botte, le denigrazioni, lo sguardo di chi non si può difendere e non trova neppure la forza di scappare. La casa deve proteggere dai mostri della sera, non accoglierli.  AMA-Rete Donne Pangea vuole essere la casa dove le donne e i bambini possono trovare aiuto e accoglienza. AMA,  Auto Mutuo Aiuto: l’aiuto che viene dalla forza di se. AMAti e reagisci. Casa è il luogo della pace, AMA- Rete Donne Pangea ne (ri)costruisce le fondamenta.

Ugo Panella per PANGEA PRO
Ugo Panella per PANGEA PRO

Accanto

AMA-Rete Donne Pangea prende per mano le donne vittime di violenza e le aiuta facendo loro capire quanto valgono. E’ un gruppo, una rete per comprendere che non vale la pena avere accanto un uomo che non ti rispetta, né per la donna né per i figli perché questo non è il modo per stare accanto ai bambini e non è questo il modo di avere accanto un uomo. AMA accompagna durante la denuncia, il processo e la rinascita perché l’unione fa sempre la forza. Del resto, ciascuno si accorge di chi è quando ha accanto qualcuno che lo guarda e lo ama, che sente il mio interno fisico, sottile, il battito del cuore e la tensione nelle braccia e immagina debba essere lo stesso per gli altri. L’essere accanto deve rispondere alla stessa esigenza di aiuto e sostegno e la rete fa esattamente questo.  Non invadente ma rassicurante. Non assiste, accompagna. Non alternativa ma integrativa a quanto già esiste. In più, come ogni attività di Pangea, ha  la consapevolezza che per essere davvero accanto, un giorno dovrà lasciarti andare.

Mirella Tassetto per PANGEA PRO
Mirella Tassetto per PANGEA PRO

Lavoro

Ovunque ho riconosciuto la consapevolezza e la dignità data dal lavoro, oggi troppo spesso, ne ritrovo anche l’umiliazione del non poter scegliere. La conquista dei diritti dei lavoratori, un percorso d’orgoglio, è stato screditato dalla voce di popolo costruita ad arte dalla classe dirigente ed è così che i poveri si mettono in lotta contro i poveri. La ragionevolezza deve intralciare la follia e il lavoro deve ritornare ad avere un significato nobile. Pangea cambia la voce di popolo e fa del lavoro il punto di forza, lo rende strumento di rivalsa verso il torto della violenza subita. Il lavoro diventa strumento di affermazione sociale che arriva dopo un percorso di riaffermazione di sé. Pangea ha scelto questa strada convinta che, se ci fosse la volontà di costruire politiche del lavoro serie e un ampio piano di contrasto alle diseguaglianze, potremmo sconfiggere la povertà.

foto Giovanni De Sandre per Pangea PRO
Giovanni De Sandre per Pangea PRO

Futuro

Ho imparato il concetto della parola futuro in un paese che ha la mortalità infantile più alta del mondo: l’Afghanistan. I bambini che superano la selezione innaturale vanno a lavorare, non a scuola. Mai da loro o dai loro genitori, ho sentito domande relative al futuro, semplicemente non esisteva. Poi è arrivato un tempo in cui una possibilità poteva esistere e questa possibilità è stata ed è Pangea. Molte domande mi sono posto ma  ricordando una canzone che sempre aveva accompagnato la mia di gioventù  ho ritrovato la risposta nel vento: occorre solo non farsi domande e ascoltare il presente. Nessun bambino deve chiedere ad un adulto quale sarà il suo futuro, semplicemente deve afferrare il presente e farlo suo. Pangea oggi è futuro perché costruisce un presente concreto per donne e bambini in Italia e ovunque si trovi una mano tesa da accogliere.  Per Pangea  il concetto di utopia rappresenta il punto di partenza, non d’arrivo, e su queste basi costruiamo AMA-Rete Donne Pangea.

Sorriso

Ieri mio figlio mi ha domandato: <papà sotto la doccia cosa ti lavi per primo?> I capelli ho risposto! < allora sei un creativo e segui i tuoi sogni!>  Ho sorriso poi, ho riso! Il sorriso viene dal cuore e illumina gli occhi quando trovano la gioia. Ripensando poi alla sua domanda ho doppiamente sorriso perché Pangea ha ideato come forma di raccolta fondi uno shampoo e mi è parso che il ragazzino mi avesse suggerito una splendida campagna di comunicazione! “Insegui un sogno, regala un sorriso a donne e bambini, fatti uno shampoo!”

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