Celsus e i magnifici 7 (ettari)

L’Italia è una delle nazioni con il maggior numero di varietà di uve autoctone, sono oltre 400! Lo stupendo territorio che possiamo vantare è unico e capace di creare gioielli rari che, con il sapiente e intelligente lavoro dell’uomo, possono trasformarsi in vini eccellenti.

Poco meno di 100 DOCG e più di 300 DOC rappresentano solo una parte, per quanto determinante, di questo connubio uomo-natura tutto da gustare.

Oggi vi porto idealmente al confine tra Toscana e Liguria, per esattezza poco sopra la piana di Luni, nel comune di Fosdinovo, dove l’occhio non potrà non soffermarsi un istante di più su una delle più grandi vigne della DOC “Colli di Luni”.

Una macchia dal verde intenso di piante di vermentino che copra una superficie di quasi 7 ettari. Una rarità in questo territorio fantastico fatto di piccoli poggi e vigne rubate al terreno in posizioni davvero variegate ma quasi sempre di piccole dimensioni.

Un gioiello realizzato negli anni da Pieralberto Ferri, enologo e proprietario della cantina “La Colombiera” che con il suo approccio informale e schietto mi ha trasmesso in un istante tutto l’amore, la passione e la fatica che contraddistinguono la vita di chi produce il vino nel nostro Paese (ma anche altrove, sia chiaro!).

L’ho seguito in macchina lungo vie impervie ai limiti del capottamento…ma il panorama e la sensazione di pace mi hanno ripagato una volta giunto a destinazione. Una vigna davvero importante per questo territorio capace di produrre un ottimo Vermentino dei colli di Luni che la cantina di Pieralberto vende un po’ in tutta Italia…e oltre.

Ho degustato insieme a lui un bicchiere (o forse erano 3?) di CELSUS, la loro etichetta di punta.

E’ stato amore al primo sorso. Da un Vermentino ti aspetti freschezza, acidità, sapidità, piacere fisico nel sorseggiarlo amabilmente in una sera d’estate mentre il vento risale dal mare lungo le viti e ti prepara al prossimo sorso. Ecco. Il Celsus mantiene tutte le promesse accentuando, se possibile, ancora di più le note fruttate e regalando una bocca asciutta e fresca.

Il colore è giallo paglierino con riflessi verdi tenui; al naso è davvero intenso, lungo ed elegante. In bocca è notevole il sentore di Pompelmo, frutti a polpa bianca e tutte quelle cose (vere e legittime) che un vero sommelier vi potrebbe dire, ma che io, non essendolo, posso solo sintetizzare in: davvero molto buono. La persistenza vi colpirà, è davvero notevole eppure sempre equilibrata.

Abbinatelo a qualsiasi piatto di quell’area geografica e non sbaglierete mai. Oppure fate come me e bevetelo come aperitivo prima di iniziare la cena mentre le chiacchiere accompagnano il sole sotto la linea dell’orizzonte dietro Lerici e il golfo di La Spezia. Salute!

 

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