Tecnologie per non vedenti: app e novità

Computer, smartphone, applicazioni: la tecnologia viene sempre di più in aiuto dei non vedenti e degli ipovedenti (coloro che hanno una vista molto limitata). Se ieri, per chi aveva deficit alla vista, era quasi scontato che il computer fosse l’unico mezzo tecnologico usufruibile (dopo aver imparato a memoria, naturalmente, dove si trovavano i tasti), oggi […]

Computer, smartphone, applicazioni: la tecnologia viene sempre di più in aiuto dei non vedenti e degli ipovedenti (coloro che hanno una vista molto limitata). Se ieri, per chi aveva deficit alla vista, era quasi scontato che il computer fosse l’unico mezzo tecnologico usufruibile (dopo aver imparato a memoria, naturalmente, dove si trovavano i tasti), oggi l’offerta è varia.

C’è comunque ancora chi si meraviglia, oggi, quando sente che un non vedente usa un pc e, addirittura, naviga su internet. Pregiudizi, ma anche cattive informazioni. Diverse aziende si sono orientate verso un mercato fino a ieri inaccessibile e che oggi serve 285 milioni di persone. Inventando dispositivi indossabili, facendosi aiutare dalla robotica e utilizzando anche la realtà aumentata per chi non vede. Non solo: oltre che per navigare su internet, la tecnologia viene in aiuto per permettere migliore mobilità a chi, anche in questo caso, fino all’altro ieri doveva aiutarsi solo con un bastone o con un cane guida. Esiste un dispositivo digitale, di cui parleremo, che aiuta a muoversi nel mondo, evitando gli ostacoli, trovando le porte con disinvoltura, scovando il posto vuoto sull’autobus.

tecnologie per non vedenti
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Nuove tecnologie assistive per non vedenti

Torniamo all’uso del computer e vediamo nel dettaglio quali tecnologie assistive utilizzano i ciechi. Lo screen-reader, con sintesi vocale incorporata o esterna: si tratta di un software che può essere installato anche autonomamente dal non vedente; sintesi vocale guidata dallo screen-reader, software o hardware.

Lo screen-reader è dunque fondamentale in quanto interprete grafico che invia il testo e tutto ciò che è leggibile sul monitor, sia alla sintesi vocale che trasforma il testo in voce, sia al display braille, che lo trasforma invece in scrittura leggibile con le mani. Inutile dire che con l’uso del computer e di internet a disposizione, un non vedente può fare acquisti online, tenere direttamente i rapporti con la banca, accedere ai media, alla cultura, allo studio e alle banche dati, eseguire ricerche, tenere rapporti interpersonali senza doversi spostare da casa.

Perché il non vedente possa accedere alle pagine di un sito, è necessario che questo sia costruito e funzioni correttamente per lo screen-reader, che possa riportare fedelmente tutte le informazioni, senza perdere nulla di ciò che contiene. E’ il web master che ha il compito di stare attento a queste indicazioni. Eccone alcune: etichettare le immagini in maniera comprensibile e corrispondente a quanto riportato sullo schermo, avendo cura di utilizzare il tag-long Desk per le cose da descrivere; quando si utilizzano elementi grafici nei link o nei bottoni più significativi, immettere del testo alternativo, non utilizzare tecnologie flash.

Parlavamo prima di un prototipo presentato a Expo 2015, alla presenza di Andrea Bocelli, che rappresentava la sua fondazione, che ha finanziato il progetto. Il dispositivo si indossa al collo, ha l’aspetto di una fotocamera, che in realtà è un sensore e un processore. Captano la realtà, la trasformano in mappa bidimensionale e la elaborano sotto forma di numeri, dando la possibilità ai non vedenti di muoversi nello spazio.

Un’altra azienda, l’italiana Horus Technology, lavora su un dispositivo da indossare, in grado di elaborare le informazioni catturate attraverso i sensori e di trasmetterle sotto forma di stimoli uditivi grazie alla conduzione ossea.

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La startup torinese Looqui, a sua volta, ha realizzato il primo telefono in grado di far parlare tra loro persone sordomute e cieche. Le informazioni vengono trasmesse in linguaggio tattile. Dalla Corea del Sud il contributo arriva grazie a Dot, smartwatch in braille.

App utili per non vedenti

All’inizio abbiamo accennato alle app utili per i non vedenti e per gli ipovedenti. Vediamone alcune. BraillePad permette agli utenti con disabilità visiva di scrivere sms, mail e post sui social. Eyes-free shell dà invece accesso one-touch alle applicazioni Android; Eyes-free project è una pagina che raccoglie le app per chi ha seri problemi alla vista. Ideal item identifier è un’app di lettura di codici a barre. Rock lock music player è un lettore musicale accessibile.

E ancora: Big launcher (che costa 8 euro), app con colori più contrastati e icone di testo ingrandito; Vingo virtual assistant, assistente virtuale che permette di usare comandi vocali per inviare mai, telefonare, fare ricerche sul web, attivare le app e consultare le mappe; Digit-eyes per iPhone (8,99 euro) permette agli utenti di leggere i codici a barre; Eye Glasses Camera offre un ingrandimento 2X 4X, 6X e 8X grazie a una fotocamera con autofocus; Audiolabels (8,99 euro) permette di riconoscere gli oggetti attraverso una descrizione audio associata al codice a barra o ai codici QR.

Infine: Darwin Reader Trial per leggere libri; WinGuido (0,99 euro) per la lettura dei quotidiani; Light Detector (0,89 euro) che permette di sentire la luce emettendo un suono più o meno acuto a seconda della quantità rilevata. Utilissima per sapere se le luci di casa sono accese o le tapparelle alzate; VoiceOver, preinstallata sui dispositivi iOS, fornisce un’audiodescrizione di ciò che viene toccato dal dito che scorre sullo schermo del dispositivo.

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