Arrival, il potere della comunicazione

Una grande Amy Adams nel provocatorio film "Arrival" di Denis Villeneuve che esalta l'importanza della comprensione.

Nella lista dei film più acclamati della 73. Mostra del Cinema di Venezia, Arrival di Denis Villeneuve è stato recentemente designato Film della Critica dal Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani SNCCI. Un ulteriore riconoscimento per un provocatorio thriller fantascientifico che farà riflettere a lungo.

Noi e Loro

Arrival è basato su Storia Della Tua Vita di Ted Chiang, un racconto breve (pubblicato nel 1998) che indaga scherzosamente e poeticamente i concetti alla base dell’ipotesi di Sapir-Whorf, secondo cui la lingua può cambiare la nostra percezione della realtà. Nel film di Villeneuve, tutto ha inizio quando un misterioso oggetto proveniente dallo spazio atterra sul nostro pianeta. Si tratta di una navicella aliena, a cui ne seguiranno altre, capsule nere giganti. L’arrivo degli extraterrestri porta l’intera umanità sull’orlo di una guerra globale. Noi contro Loro. Una dicotomia che tanto rispecchia le tensioni socio-politico-culturali del nostro tempo.

Una corsa contro il tempo

Sarà l’Intelligence Militare americana, guidata dal Colonnello Weber (Forest Whitaker), che interverrà mettendo insieme una squadra di élite, capitanata da Louise Banks (una strepitosa Amy Adams), un’esperta di linguistica che deve cercare di capire se le intenzioni degli invasori rappresentino una minaccia o un approccio pacifico. Affiancata dal fisico esperto di comunicazione matematica Ian Donnelly (Jeremy Renner), Louise si prenderà la responsabilità di tutta la situazione, in una corsa contro il tempo mozzafiato e carica di tensione. Dovranno azzardare una scelta che potrebbe mettere in pericolo l’esistenza dell’Uomo.

Il potere della comunicazione

Chi sono? Cosa vogliono? La dialettica Uomo-Alieni ritorna sul grande schermo attraverso una science fiction umanista capace di emozionare e far riflettere lo spettatore. L’Alieno visto come nemico, non può essere annientato, va invece capito, interpretato. Un compito che spetterà alla protagonista Louise, bella e inquieta, vulnerabile ma coraggiosa. Dovrà cercare di comprendere questa civiltà altra e, imparando progressivamente il linguaggio alieno, arriverà a vedere in modo diverso la sua vita. Se alla fine l’umanità intera può sperare ancora con ottimismo nel domani, sarà grazie all’eterna importanza della comunicazione.

La lezione di Villeneuve

Dopo i già apprezzati Prisoners (2013) e Sicario (2015), Denis Villeneuve – impegnato alla regia dell’attesissimo Blade Runner 2 – in Arrival riesce a parlare allo spettatore senza puntare sugli effetti speciali ma sul pensiero e la filosofia. Una stimolazione intellettuale che ci fa capire l’importanza della vita. “L’umanità adesso ha bisogno di umiltà – ha spiegato il regista – il narcisismo che regna oggi ci sta pericolosamente scollegando dalla natura”.

Per questo Arrival diventa una lezione: occorre sempre tornare ad avere un rapporto con la vita e la natura, in tutte le loro misteriose sfumature.

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