Una bicicletta Prêt-à-porter

Il momento in cui decidi di comprare una bicicletta da corsa seria è priceless... ed è più gratificante dello shopping più sfrenato, in barba al Black Friday

Breaking news: si aggiunge al diario della mia passione per la bicicletta una pagina importante. È arrivata la mia prima, vera, performante bdc, ovvero bici-da-corsa.

Un po’ di cose ormai le sappiamo…

Primo: non poteva che essere una Bianchi. Perché al di là della prestazione per me non c’è che un colore per le due ruote. Il “celeste Bianchi”. E se poi si abbina al nero ecco che lo stile si fonde con una certa idea di aerodinamicità (e di cattiveria, sui pedali, naturalmente). Inoltre nella mia famiglia erano tutti “Coppisti” (ndr: tifosi di Fausto Coppi) e di conseguenza Bianchisti.

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Secondo: ho capito che l’acciaio vintage è bellissimo, ma se si deve spingere in velodromo, il carbonio è abbastanza piacevole. Ho impiegato un po’ ad assimilare l’estetica dei telai contemporanei, così grossi e vuoti, ma oggi finalmente ho maturato lo sguardo giusto per apprezzare.
Per esempio adesso vedo che la mia Walküre in acciaio, ovvero la mia prima bdc, ha effettivamente il manubrio un po’ largo, come se avesse le orecchie a sventola. Eppure la prima volta che Francesco, tra i pilastri di dateciPista al Velodromo Parco Nord, aveva condiviso con me questa osservazione, non potevo credere ai miei occhi. Anzi, alle mie orecchie. In ogni caso Walküre è sempre bellissima, ci tengo a precisarlo anche se suona un po’ lesbo-chic, e le sue non sono orecchie, ma le fatali ali nere dell’elmo di una Valchiria, Waltraute o Brunilde, a seconda delle situazioni, se deve essere più fredda guerriera o eroina appassionata.sempre1

Riaffermate quindi con certezza le ragioni del cuore, veniamo alla nuova arrivata.

Se Walküre era un oggetto Couture, magari non proprio Haute per via dei materiali, ma era sì assemblata pezzo per pezzo in modo assolutamente personalizzato, la nuova Bianchi Sempre Pro 2015 è una bicicletta prêt-à-porter, prendi e vai, pronta per correre senza alcuna fremente attesa del tipo: ah…! oggi Deporvillage ha consegnato le ruote! Domani arriva la leva del cambio Zeus con eBay e… per i freni Tektro dalla Germania accidenti si deve aspettare fin dopo Natale!

Così vedere in una volta sola tutto il ben di dio che componeva la Sempre Pro, nel momento in cui Sasà, che la vendeva, me l’ha presentata, mi ha un attimo stordita. Non ho avuto il tempo di pregustare per ore al computer le foto dell’attacco del manubrio, in attesa della consegna.sempre2

Una bici prêt à porter ti deve piacere al primo colpo, così com’è. E devo dire che mi è proprio piaciuta, eccome!

Dalle foto pensavo che il celeste Bianchi fosse sommerso dal prevaricante nero, e invece no. Un equilibrio giustissimo. A livello estetico solo su una cosa ammetto di essere stata un po’ in ansia: la “sgraffignatura” dell’incidente. Sì perché di lei so che apparteneva a una ragazza che ha fatto una bella caduta. Di testa. E di lì si è risolta ad appendere la bici al chiodo. Ecco quindi che una perfetta taglia 52 si è materializzata in town per essermi offerta attraverso il passaparola degli amici. C’è una Sempre Pro che potrebbe andare benissimo per te, mi dice Francesco, ma non prenderla se te la senti grande, aggiunge Mario, il presidente di dateciPista.

Ricorderò sempre la sua entrata in scena, dal portone di quel palazzo alla strada.

img_1407In prospettiva 3/4, le leve freno del gruppo Shimano Ultegra in primissimo piano, il telaio, sexy e sinuoso, il pacco pignoni, decisamente dotato e la sella… beh, la sella non è mi parsa proprio il massimo. E di lì a poco ne avrei avuto la conferma.

Ma la famigerata sgraffignatura? Trascurabile e tutta concentrata sul manicotto di gomma della leva freno. Come si può rifiutare il principe azzurro, o meglio, celeste, solo perché ha un ginocchio sbucciato? Perbacco, s’impalma subito e senza troppi giri di parole.

Tuttavia dopo la primaria valutazione estetica e dopo aver guardato i denti al cavallo per sondarne lo stato di salute, era giunta l’ora di balzare in sella e testare finalmente l’accessibilità in base alla mia taglia. Sì perché, come dice il presidente, una bici troppo grande non è da prendere.

Ero poi in apprensione per ciò che avevo letto nelle recensioni sulla Sempre, a proposito della sua geometria “corsaiola”.

In particolare mi aveva abbastanza terrorizzato uno scambio su Bdc-forum dove un tipo chiedeva consiglio se era meglio la mia (forse) futura nuova bicicletta o la Wilier GTR 2015. Vinceva alla grande la Bianchi, molti la consigliavano anche per l’estetica, ma un post mi fece sobbalzare: “alex ti faccio notare che la sempre pro la usano i ragazzi nelle gare perché ha una messa in sella particolare, quindi è preferibile consigliarla a persone con una schiena molto elastica e molto magri”.

Oddio… considerando che sugli sci una delle critiche al mio stile che ho incassato più di frequente era proprio quella di avere una tendenza alla rigidità del tranviere, questa affermazione mi ronzava in testa senza sosta.img_1405

Sarebbe stata abbastanza elastica la mia schiena?

Fortunatamente dopo aver inquadrato meglio il profilo di chi aveva chiesto consiglio agli amici del sito “Io ho 49 anni sono abb. magro non ho mai avuto problemi di schiena potrebbe darmi problemi la Sempre?”, arrivava la risposta, un vero e proprio lieto fine come sempre accade nei forum, che sembrano fiabe contemporanee, create ad arte per metterti prima paura e poi per rassicurarti… e convincerti naturalmente a procedere all’acquisto!

Così un certo “Elaxam”, che nel profilo dichiara di avere una Sempre Pro ed è iscritto al forum dal 2011, guadagnandosi il prestigioso tag di “pignone”, risponde al “novellino” Caslo: “Secondo me assolutamente no, non è una bici così esasperata e spacca schiena. Le misure del telaio e della lunghezza del canotto dello sterzo sono nella media di tanti altri telai di marche diverse. Il discorso diventa diverso se tu hai bisogno di una telaio con “misure particolari” dovute alle tue misure antropometriche (vedi fisico brevilineo o longilineo). Comunque la comodità dipende molto dalla componentistica usata, oltre che dal telaio. Mentre per quanto riguarda la messa in sella non ha nulla di strano, deve essere chiaro solo il concetto che non è una bici da endurance.img_1406

Così due sono le rassicuranti certezze: non ho un fisico che richiede, che io sappia, misure particolari, almeno non quando mi provo la classica 42 per vestirmi, e non ho intenzione di superare i 70 km di strada in escursione: no alle Gran Fondo, almeno per ora.

Quindi, rinfrancata da letture pro e contro con in vantaggio nettamente il pro, salgo in sella e, aiutata da Alberto e Sasà a rimanere statica sulla bici ferma, mantengo la classica posa da fotografia dell’Ottocento. Mancavano solo i baffoni e sembravo pronta a partire per la prima edizione del Tour de France.

Mi piego giù giù fino al lontanissimo manubrio e… bene! La schiena sembra non essersi spezzata! Sospiro di sollievo… la Sempre sarà quindi mia, per sempre.

laura-magni

 

 

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