Fiore, l’amore che sboccia tra le catene

Il film di Claudio Giovannesi che ha incantato a Cannes arriva in sala con una stella nascente del nostro cinema, Daphne Scoccia.

Per chi farà il ponte, il tempo pazzo di questo fine settimana sarà un grosso incentivo per recarsi al cinema. Ce n’è per tutti i gusti: fantasy, comicità, dramma, tragedia, mistero e tanto spazio riservato all’amore.

In cima alla lista mettiamo Fiore di Claudio Giovannesi, film italiano recentemente presentato al Festival di Cannes che racconta una storia d’amore nata in un carcere minorile. Protagonisti sono due ragazzi, Daphne (una superba prova d’esordio per Daphne Scoccia) e Josh, entrambi rinchiusi e tenuti a distanza dalla regola che vuole che Maschi e Femmine restino ben separati. Daphne è dentro per furto: minacciava coetanei con un coltellino per intascarsi i loro cellulari, portati poi al padrone per un po’ di soldi. È una ragazza abbandonata, che scalcia con la vita. Anche suo padre (Valerio Mastandrea) ha avuto un lungo periodo di detenzione, e ora che si trova fuori, è più interessato a rifarsi una vita che aiutare concretamente la figlia.

La protagonista è continuamente in conflitto con tutti, sia con l’educatrice, sia con l’autorità (le fanno rapporto per qualsiasi infrazione, anche minuscola), sia con alcune compagne di cella. La salvezza per lei diventerà Josh. Entreranno in confidenza, si scriveranno lettere, si sogneranno. Quando il loro legame verrà a galla, il ragazzo viene prontamente trasferito. Ma Daphne, approfittando di 24 ore di permesso per stare con suo padre, fuggirà da lui. I due si troveranno, diretti versi l’ignoto, con tutta una vita davanti ancora. È l’amore che può salvarli. Direzione illuminata per due anime perse.

Un amore incestuoso, tra un fratello e una sorella, è invece al centro di Marguerite e Julien, film francese di Valerie Donzelli, presentato in Concorso a Cannes. La pellicola non condanna l’incesto, un tema ancora censurato nella nostra coscienza collettiva. Ma lascia lo spazio allo spettatore di poter comprendere le posizioni degli innamorati (insieme per istinto, un amore profondo che non ha bisogno di parole), della famiglia, e della società di contorno. Un amore impossibile, che può vivere solo nell’anima, in una vita ultraterrena.

Decisamente più divertente è invece The Nice Guys, particolare poliziesco diretto da Shane Black, ambientato nella Los Angeles degli anni ’70. Protagonisti sono Russel Crowe e Ryan Gosling, un’accoppiata assurda che si troverà coinvolta in un grosso caso, da ricostruire, distruggere e ricomporre. I due saranno due fantastici eroici anti-eroi.

Proprio come eroe sportivo è stato Eddie The Eagle Edwards, l’indimenticabile saltatore con gli Sci che, seppure sgraziato e con gli occhiali da vista, riuscì nell’impresa di qualificarsi alle Olimpiadi Invernali del 1988 a Calgary, in Canada. Sfottuto da un’intera nazione che non gli avrebbe mai dato mezzo centesimo di credibilità, Eddie grazie ad un allenatore pazzoide (Hugh Jackman), liberò tutta la forza di volontà e la follia del suo coraggio. Ancora oggi è un esempio per tutti.

Ultimi due consigli per chi di consigli non ne avrebbe bisogno: se siete fan di Warcraft, il game-fenomeno globale della Blizzard, avrete già i biglietti in mano per Warcraft: L’Inizio; se siete fan dei fratelli Vanzina, allora i biglietti vi porteranno a Miami Beach, un assaggio di estate nonostante questo pazzo clima di inizio giugno.

 

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