Vivere in Svezia: la storia di un’italiana e dei suoi #TuSapessi

Lasciare l'Italia per vivere all'estero. Una scelta coraggiosa o una necessità? La storia di Nicoletta, ragazza di 36 anni che ha lasciato il Bel Paese per vivere in Svezia.
Göteborg

Continua il nostro viaggio alla scoperta degli italiani che scelgono di vivere all’estero. Oggi incontriamo Nicoletta, ragazza toscana di 36 anni che oggi vive in Svezia.

Nicoletta Consumi, giornalista italiana che ha scelto di vivere in Svezia.
Nicoletta Consumi, giornalista italiana che ha scelto di vivere in Svezia.

Chi è Nicoletta Consumi e perché vive in Svezia? Mi chiamo Nicoletta Consumi, ho 36 anni, giornalista e mamma di una bambina di un anno e mezzo. Sono nata e cresciuta a Firenze ma da alcuni anni ho abbandonato la mia “comfort zone” insieme al marito, italo-svedese, per “crescere professionalmente” altrove. Dopo aver vissuto e lavorato in Svizzera per un anno abbiamo deciso di avvicinarci “al suo mondo”. Da un anno siamo in Svezia, prima a Õrebro, adesso a Göteborg, la seconda città più importante. Dopo aver conseguito la laurea in una facoltà umanistica ho inseguito il mio sogno. Diventare giornalista. Ho lavorato per diversi anni per quotidiani nazionali come Il Giornale e La Nazione fino a specializzarmi nel settore della comunicazione e divenire consulente. Abbiamo deciso di lasciare l’Italia perché volevamo “crescere professionalmente” e nel nostro Paese, al momento, non è possibile. Abbiamo sempre viaggiato tanto, amiamo entrambi organizzare tutto fin nei minimi dettagli ed è stato naturale “spiccare il volo”. Lo confesso ci vuole un po’ di pazzia e tanta determinazione. Non è stato difficile, ma complesso. Bisogna avere le idee chiare ma soprattutto avere già un lavoro in mano prima di partire. La Svizzera o la Svezia sono come l’Australia, partire senza avere un contratto in mano non serve a nulla. Ecco perché è necessario conoscere bene l’inglese, essere esperto di un determinato settore (ho detto esperto, non improvvisato) ed inviare curriculum nel caso si voglia lavorare in azienda o avere capitali se si intende aprire una attività.

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Com’è la quotidianità svedese? Scrivere il blog è stata una necessità per rimanere in contatto con quanti avevo lasciato a casa: parenti, amici, mamma, babbo, nonna, fratello, gli affetti più cari e mostrar loro il “mio nuovo mondo”, le sue bellezze: dentista gratis fino a 23 anni, ospedale o medicinali gratis per bambini, assegni familiari per ciascun figlio, asilo nido gratis etc etc.. e anche le sue brutture, perché non è tutto oro ciò che luccica ne parlo ampiamente su tusapessiinsvezia.blogspot.it per esempio se si decide di comprare un appartamento in Svezia le cose sono nettamente diverse dall’Italia. Qui in Svezia devi pagare le “zone in comune”, vale a dire almeno 500-600 euro di spese di condominio ogni mese che includono acqua e gas, certo, ma è come se continuassi a pagare un affitto. Se poi hai preso anche un mutuo, la spesa diventa ingente. Ecco perché molti in Svezia vivono in affitto o in villette (autonome quindi niente spese di condominio) fuori città. E se vuoi mettere a reddito un appartamento di tua proprietà? Spesso devi chiedere il permesso all’intero condominio e non è detto che questo accetti. Insomma, ti compri un appartamento, ma alla fine non è mai tuo al 100%.

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I miti da sfatare sulla Svezia? Quando ti capita di dire: “In Italia è meglio?” Dell’Italia mi manca il cibo ovviamente, risposta scontata. Il caldo. Sto cercando di “temprarmi” ma la conseguenza al momento è stata una febbre da cavallo. E no, proprio non ci riesco a uscire in maglietta con 10 gradi ed il vento come fanno gli svedesi. Penso non mi ci abituerò mai. E loro rideranno sempre nel vedermi con sciarpa e cappello di lana in testa, lo so. Intanto ho comprato tutto l’abbigliamento tecnico possibile immaginabile da far impallidire Bear Grylls al Polo Nord. Qui in Svezia l’estetica è decisamente messa da parte per dare spazio alla praticità e all’essenziale: come una maglia a contatto con la pelle per l’intero inverno ed una calzamaglia, rigorosamente entrambe di lana. Dell’Italia non mi manca il “pessimismo cosmico”, non mi mancano i nostri governanti che continuano a non fare niente per migliorare la situazione. Andando via è come se avessi chiuso una porta su un passato che non mi apparteneva. Ansia e rabbia sono spariti in un attimo. Ho cominciato a vivere. Ed è bello vivere in dignità.

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Che consigli daresti a chi sta organizzando una vacanza in Svezia? Per chi vuole visitare la Svezia consiglierei di iniziare dalla Capitale Stoccolma e il suo arcipelago. E non perdersi la settimana medievale sull’isola di Gotland. Nella città di Visby, ogni anno, ad agosto turisti e autoctoni danno vita ad un festival medievale con tornei, mercatini a tema etc…obbligo venire vestiti con abbigliamento medievale, il divertimento è assicurato.

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Quali sono i tuoi prossimi progetti? Mio marito ogni tanto mi guarda e sognante si chiede: “Quale sarà la prossima destinazione?” non lo sappiamo ed è questo che ci elettrizza. Spesso sogniamo ad occhi aperti su un possibile futuro su un’isola a caso delle Canarie, chissà…non escludo che possa andare proprio così.

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