Julieta e Pelé, il cinema per lei e per lui

Pedro Almodovar torna a viaggiare nell'universo femminile con "Julieta". La storia umana e calcistica di "Pelé", dalla povertà alla Leggenda.

film pelè

Il 69° Festival di Cannes ha incoronato un maestro di cinema, Ken Loach. Il suo I, Daniel Blake ha conquistato la Palma d’Oro. È la seconda volta, esattamente dieci anni dopo la vittoria con Il Vento Che Accarezza l’Erba. Tra i suoi concorrenti c’era anche Pedro Almodóvar.

Il regista spagnolo illumina il weekend al cinema con Julieta, pellicola intensa che segna il suo ritorno nell’universo femminile. Protagonista il personaggio che dà il nome al film (Emma Suarez da adulta e Adriana Ugarte da giovane: entrambe eccezionali), una donna che ha portato la sua vita su un treno. Un treno in cui ha incontrato il destino, ed in particolare due uomini che la riempiranno – per due motivi diversi e in due momenti diversi – di sensi di colpa. Il film, che dipinge bene l’animo femminile nelle sue fragilità e nei suoi punti di forza, ce la mostra alla ricerca di sua figlia Antía. In quella ricerca, anche di se stessa, capirà di non averla conosciuta abbastanza.

Se quello di Almodóvar è un nuovo omaggio rosa alla Donna, il pubblico maschile può rispondere per le rime con Pelé, il film di Jeff e Michael Zimbalist sull’incredibile storia su colui che è stato ribattezzato dalla critica sportiva il “calciatore del secolo“. Anche qui lo vediamo crescere dall’infanzia all’adolescenza, da ragazzo a uomo. Anche qui gli interpreti cambiano (Kevin de Paula da adulto e Leonardo Lima Carvalho da bambino) e ci trascinano nella storia a colpi di tacco, palleggi e giocate da urlo. Edson Arantes do Nascimento è il simbolo della predestinazione. Da bambino povero a leggenda assoluta. Ha preso per mano tutto il Brasile portandolo a vincere la Coppa del Mondo, sia da ragazzino (nel 1958 in Svezia, dove segnò una doppietta in finale) al 1970 in Messico, contro l’Italia, ormai giocatore maturo (con tanto di gol di testa in finale all’Italia).

Pubblico trasversale invece per Alice Attraverso lo Specchio, il sequel di Alice in Wonderland (2010). Questa volta Tim Burton sveste i panni da regista per diventare produttore. A dirigere tutto è stato James Bobin, che ha ripreso lo stile visivo del primo film e ha confermato personaggi e attori principali: Il Cappellaio Matto (Johnny Depp), Alice (Mia Wasikowska), la Regina Bianca (Anne Hathaway) e la Regina Rossa (Helena Bonham Carter). New entry sono ancora un inedito Sacha Baron Cohen, che interpreta il Tempo (nemico/amico di Alice) e Rhys Ifans, nella parte di Zanik Hightopp. Il film verrà proiettato in 3D e in 3D IMAX. Si spera con risultati migliori rispetto al primo film di sei anni fa. Sempre d’impatto invece sono le vicende e i protagonisti nati dalla mente di Lewis Carroll.

Tra gli altri titoli vi consigliamo anche: Colonia, film ispirato a veri fatti storici con protagonista Emma Watson eroina per amore; Somnia, horror-fantasy che vede gli incubi della stella nascente Jacob Tremblay prendere forma nella realtà; Fraulein, la curiosa fiaba d’inverno con protagonisti Christian De Sica e Lucia Mascino. Imperdibile, per i cinefili, un altro film straniero, Tangerines dell’estone Zaza Urushadze. Un manifesto pacifista che ripercorre il conflitto georgiano-abcaso nel 1992. Candidato sia al Golden Globe che all’Oscar nel 2015 come Miglior Film Straniero.

Oggi chiudiamo però con una torta e 60 candeline: auguri a Giuseppe Tornatore, un Signore del nostro Cinema.

 

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