Diego Diaz Marin e Roberto Ferlito: Intervista

“…vogliamo una carriera solo di pura creatività. Meno marketing industriale e pettegolezzi …” Le mie due chiacchiere con Diaz Marin e Ferlito per Focus On.

Roberto Ferlito e Diego Diaz Marin

Aprile 2016. Siamo a Firenze. Città che in una “ruota” di cultura, storia, strade, luoghi, racconti e suggestioni, ti fornisce quel distacco, quel sano e giusto distacco, quella sana energia fisica e mentale, per creare, lavorare, ridurre al meglio tutto ciò che in altre città (o metropoli che siano), risulterebbe forse più veloce, traumatico, “schizzato” (per usare un termine così …. più confidenziale) e stancante . Stancante per mille e forse ancora mille motivi…

Firenze eletta. Firenze scelta. Firenze voluta da Diego Diaz Marin e Roberto Ferlito.

Il fotografo e Direttore Creativo (a Maggio verrà presentato Doubleview, il suo – ne è anche il fondatore – anzi il loro “magazine-libro-progetto-figlio” che uscirà due volte l’anno e dove tutto è pura espressione, no censura, pura creatività senza freni), e il designer vivono proprio qua, in Toscana.

Roberto Ferlito e Diego Diaz Marin
office-studio

Sono loro un’altra delle Coppie della Moda che seguo costantemente, e quasi quotidianamente con grande interesse. Loro con i loro progetti. Loro con i loro viaggi. Loro con le loro presentazioni. Loro con la loro “voracità” nel vivere, creare, sperimentare, fare ricerca, fotografare (nel caso di Diego per i più importanti magazine oltre alle campagne adv) e disegnare (nel caso di Roberto).

Diaz Marin fotografo e Direttore Creativo quindi. E Ferlito designer o meglio designer e ideatore, owner di Schield, il luxury brand di gioielli amato, cercato e richiesto dalle celebrities internazionali. Loro vivono qua a Firenze. Qua, tra casa, studio, amici, rifugio e creazione.

E da Firenze si spostano – e non poco – solo per appuntamenti, presentazioni, riunioni in un circuito continuo tra le città della moda e della fotografia: Milano, Parigi, Londra, New York ….. con viaggi-lampo a volte in Spagna (terra natia di Diaz Marin) e in Sicilia (terra natia di Ferlito). Eccomi questa settimana a Firenze per due chiacchiere con loro per Focus On.

La moda ma anche la fotografia, seguono di base un circuito ben segnato, preciso e ormai di routine: Milano, Parigi, New York, Londra. Da qui una mia prima curiosità. Perché con il lavoro che fate, e che comunque tra meeting, presentazioni e business, ruota spesso intorno a queste città, avete invece scelto di vivere in Toscana, a Firenze? Perdonatemi il termine … ma per quanto sia una tra le città più belle del mondo non è un po’ fuorimano per i vostri impegni? Perché questa scelta? Diego e Roberto: Noi abbiamo lavorato per tantissimi anni da Roberto Cavalli, che ha gli uffici qua a Firenze. Dopo questa esperienza abbiamo poi deciso di creare il nostro mondo, il nostro studio, una famiglia, amici…. Vivere a Firenze anche se sembra un problema per lavorare nella moda, in realtà con i tempi che corrono, è un vantaggio. Perché oggi dove tutto è molto molto veloce, nel mondo creativo tutto inizia a sembrare uguale, e vivere qui ti permette di stare molto al di fuori di questo meccanismo, e di rispettare la tua visione personale perché questa sia sempre più autentica.

Com’è la vostra casa fiorentina? Che se vogliamo è un po’ anche uno spazio- laboratorio di idee, vostro rifugio, ritrovo per i vostri amici.. Come avete scelto di arredarla e che cosa – questa casa – racconta di voi e della vostra personalità? Diego e Roberto: La nostra casa a Firenze, è un appartamento in centro molto molto carino. Però la nostra vera “casa-rifugio” rimane il nostro studio, situato in Palazzo Peruzzi vicino a piazza della Signoria. E’ un enorme appartamento storico con tetti altissimi, stucchi bianchi, ed enormi finestre. Qui facciamo tutte le riunioni, arrivano gli amici… diciamo che questo è il nostro rifugio per creare e sentirci liberi di realizzare il nostro lavoro senza censure. Questa è la nostra “oasi”.

Roberto Ferlito e Diego Diaz Marin
Roberto Ferlito e Diego Diaz Marin

Facciamo invece un breve passo indietro. Diego ripensando anche ai tuoi primi scatti, (avevi appena otto anni), che ricordi hai della tua infanzia e adolescenza in Spagna? Mi racconti meglio come è nato il tuo approccio con la fotografia e poi la scelta di trasferirti in Italia? Mentre invece Roberto com’è incominciato il tuo percorso che ti ha portato dalla Sicilia a Firenze? E come è iniziato il tuo “legame” con i gioielli? Diego: Mio padre è sempre stato un grande appassionato di fotografia, vedevo sempre come fotografava mia madre, ed io passavo le ore a vedere queste foto e diapositive. Poi a otto anni, mi hanno regalato una scatola piena di macchine usa e getta, e passavo le giornate intere a fotografare tutti, nelle situazioni più assurde…. ero un piccolo Terry Richardson di 8 anni, (ride)….Poi sono venuto a Firenze a studiare architettura e ho conosciuto Roberto, decidendo di rimanere con lui che comunque già viveva qui. Roberto: Io ho studiato invece a Milano, e subito dopo ho iniziato a lavorare come designer di borse per Vivienne Westwood a Firenze, seguendo così la mia passione per gli accessori. Poi subito dopo ho cominciato per Cavalli dove mi sono focalizzato sul gioiello.

Voi seguite spesso anche dei progetti in comune e uno dei “plus” del vostro lavoro, è quello di coniugare assieme sempre la moda con l’arte, l’immagine, il design e la fotografia, tutto in un unico “disegno” che va sempre e perfettamente in parallelo. E come se il risultato del vostro lavoro fosse sempre il riassunto di questi elementi-aspetti, ovvero un unico progetto quasi più artistico che invece solo e prettamente moda. Mi raccontate meglio il perché di questa vostra scelta di allargare il “raggio d’azione” e come procedete stagione dopo stagione nella realizzazione di questo obbiettivo? Diego: Per noi è assolutamente qualcosa di molto naturale. Io sono fotografo e direttore creativo, Roberto si occupa invece di design e moda…noi facciamo comunque davvero tutto insieme, e di base il lavoro di uno viene sempre influenzato da quello dell’altro… tutto è quindi molto naturale e spontaneo, e alla fine tutto si mescola.

Roberto Ferlito
Roberto Ferlito

Da qui anche la nascita di Doubleview un magazine appena nato – e che oltretutto verrà presentato ora a Maggio a Milano – che uscirà due volte l’anno di cui Diego tu sei fondatore e Direttore Creativo. Come e perché è nato? Mi racconti meglio il progetto e come lo stai sviluppando? Diego: Doubleview nasce dal mio bisogno di creare senza nessun tipo di filtro, di censura, e di comunicare direttamente con il pubblico la mia fotografia. Perché nel processo dell’industria della moda oggi, la maggior parte della creatività viene persa e si deve scendere purtroppo a tanti compromessi tra marketing, figure intermediarie …. ecc ecc ecc.

Doubleview (Cover)
Doubleview (Cover)

Diego quali sono invece i tratti che caratterizzano il tuo stile, la tua fotografia e come pensi si sia evoluta in questi anni? La mia fotografia viene sempre “marcata” dalle mie origini. Io vengo dall’Andalusia in Spagna, quindi è influenzata dalla mia terra e dalle persone che vivono li….dalla luce e dal loro carattere.

Roberto tu sei ideatore e fondatore di Schield, il luxury brand di gioielli che oltre ad avere un design molto forte e riconoscibile, è anche amatissimo dalle star internazionali. A parte la bellezza del prodotto che conosciamo, mi racconti quali sono le caratteristiche e il plus per il quale secondo te le tue creazioni sono cosi richieste? Schield ha avuto da subito un ottimo accoglienza da parte della stampa e delle celebrities forse perché siamo riusciti da subito, a creare un mondo immaginario che suscita la curiosità anche di personaggi famosi.

Schield by Roberto Ferlito
Schield by Roberto Ferlito

In un periodo di grandi cambiamenti in tutto il circuito della moda (pensiamo per esempio ai diversi direttori creativi non più nelle varie Maison o alla comunicazione digitale che rende tutto sempre più veloce e a molto altro…), secondo voi la moda, ma anche la fotografia dove sono diretti? In quale direzione stiamo andando? So che non potete prevederlo, ma qual è la vostra opinione in merito a questo momento se vogliamo forse di passaggio… Diego e Roberto: Non abbiamo un’opinione su questo, perché non ci interessa più. Siamo molto stanchi di dover sapere tutto di tutti, vogliamo invece intraprendere una carriera pura di creatività e meno di marketing industriale e pettegolezzi vari.

Quali sono i vostri prossimi progetti sia come coppia ma anche che state portando avanti ognuno personalmente e dei quali mi potete già parlare? Diego e Roberto: Per ora la nostra priorità è Doubleview il nostro nuovo progetto. Quindi farlo conoscere e farlo crescere nella forma più onesta possibile e magari “allargarlo” più verso l’arte, anche se siamo molto fortunati, perché è già distribuito in alcuni punti-spazi importantissimi in USA, Uk, Francia, Italia, Giappone, Canada, Germania, China…. e in posti molto in linea al nostro attuale spirito come il Palais de Tokio a Parigi o il Tate Modern a Londra.

Diego Diaz Marin
Diego Diaz Marin

Roberto tu dipingi, ma chiedo a tutti e due.. Che cosa fate per rilassarvi? Quali sono le vostre passioni, interessi che fanno si che finalmente riusciate a “staccare la spina” dal vostro lavoro. Che cosa vi piace fare? Roberto: Sinceramente il mio lavoro mi permette anche di “sfogare” le mie passioni come per esempio la pittura che, spero un giorno, possa diventare qualcosa di più serio. Al momento questa è il mio sfogo e sinceramente mi rilassa parecchio, così come ci piace anche stare in giro per Firenze con amici.

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