Vai in bicicletta? Non rompere le scatole! (del movimento centrale)

Lesson Two in ciclofficina. Pedalare è una questione di fisica? No, di meccanica.

Facciamo del sano terrorismo: trascurare la scatola del movimento centrale può essere fatale alla tua bici. “Se si consuma il filetto interno, butti via il telaio“. Così esordisce “prof” Nicole, divulgatrice dell’appassionante lesson two del corso di meccanica di base alla ciclofficina +bc.

Senti ballonzolare il pedale ad ogni giro? Quando ti alzi dal sellino il sintomo peggiora? Brutto, bruttissimo segno. Potrebbe essere un cattivo serraggio o, peggio, un inizio di consunzione delle parti “intime” della scatola.

Ma cos’è la scatola?

Va bene che sono una neofita, ma ogni lezione in ciclofficina disvela abissi di complessità.

Il tubo è una scatola.
Sì. Anche se la forma cilindrica non aiuta a identificarla come tale si chiama scatola probabilmente perché contiene un sacco di cose. E chi si aspettava che quel grosso cilindro in fondo al telaio dove si innestano i pedali fosse “ripieno” di filetti, assi, sfere, gusce, gabbiette, grasso e, purtroppo, anche morchia? Un cronografo è più semplice.

I soliti inglesi.
Ci sono due tipi di scatole del movimento centrale: le italiane e le inglesi. Se ti capita quella italiana, no problem, si svita tutto in senso antiorario, come il rubinetto e il tappo della minerale, una regola condivisa universalmente. Ovvio no? No. Perchè se invece s’incappa in un modello inglese la calotta destra si sviterà in senso opposto e ce ne accorgeremo, ahinoi, solo quando l’avremo stretta così tanto da rendere la scatola irrimediabilmente inespugnabile. Perfida Albione.

Maga chiavella.
La Carrà di Maga Maghella non c’entra, ma c’è un po’ di magia nella meccanica delle biciclette. La parte terminale dell’asse dove si innestano le pedivelle è di due tipi: a perno quadro o a chiavella. La chiavella è un cuneo che blocca la pedivella una volta innestata. Incredibile come non salti via a ogni giro di pedale.

Così, figura e legenda alla mano (la numerazione si riferisce al disegno della cover, courtesy ciclofficina) ecco gli appunti della lezione:

Con un paio di colpi di martello, si sfila la chiavella (11 – foto al centro, qui sotto), si rimuove la pedivella (2) e si arriva alla calotta sinistra (5), opposta alla guarnitura (12).

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Poi, con una chiave di settori (nella foto qui sotto è blu) si svita la ghiera (4) che tiene chiusa la calotta sinistra.

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Ecco la scatola in sezione.

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Rimossa la calotta sinistra, l’asse e le sfere, libere o con gabbietta, entra in scena una chiave speciale, ovvero la “chiave calotta per il movimento centrale”. Serve a svitare dall’interno la calotta destra. Si infila nel tubo-scatola e, con l’aiuto di una leva più lunga possibile (un trucco è allungarla con un tubo) si usano i muscoli. E’ durissima!

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Svitata anche la calotta destra, è finalmente il momento delle pulizie. Con il gasolio. Poi si cambiano le sfere, con o senza gabbietta. È la loro usura che spesso determina i problemi nella pedalata.

Una buona dose di grasso, non su tutta l’asse ma solo dove appoggiano le sfere, renderà la pedalata di nuovo fluida ed efficiente.

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Lo so… era difficile questa lezione e, ad essere onesta, non penso mi cimenterò mai, da sola, a smontare pedivelle e calotte, però una cosa l’ho capita: la scatola del movimento centrale è il cuore della bicicletta ed è bene che solo un abile chirurgo ci metta le mani!

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