L’Inno di Mameli debutta per la prima volta il 10 dicembre

L'Inno di Mameli festeggia oggi 168 anni dal suo debutto che fu suonato dalla Filarmonica Sestrese a Genova il 10 dicembre del 1847. Ecco come è nato l'Inno d'Italia.

inno di mameli

L’Inno Nazionale, o Inno di Mameli debutta pubblicamente a Genova il 10 dicembre del 1847 quando, di fronte al santuario della Nostra Signora di Loreto, venne presentato alla cittadinanza in occasione di una commemorazione della rivolta del quartiere genovese Portoria contro gli occupanti asburgici nel periodo della guerra di successione austriaca.

Fu la Filarmonica Sestrese che, per l’occasione, suonò l’inno: la banda municipale di Sestri Ponente si esibì per la prima volta di fronte a 30 mila patrioti che giunsero appositamente a Genova per l’occasione e provenienti da tutta Italia.

È possibile che, prima di quella citata, ci fosse stata un’altra esecuzione pubblica dell’inno di Mameli, di cui tuttavia si è persa ogni documentazione originale. Pare che a suonarla ci fosse la Filarmonica Voltrese fondata da Nicola Mameli, fratello dell’autore Goffredo. L’evento risalirebbe al 9 novembre del 1847.

L’inno è un canto risorgimentale scritto da Goffredo Mameli, patriota convinto e musicato da Michele Novaro, il quale, in merito alla nascita della musica raccontò che si trovava a casa del patriota Lorenzo Valerio e disse: “Mi posi al cembalo, coi versi di Goffredo sul leggio, e strimpellavo, assassinavo colle dita convulse quel povero strumento, sempre cogli occhi all’inno, mettendo giù frasi melodiche, l’un sull’altra, ma lungi le mille miglia dall’idea che potessero adattarsi a quelle parole. Mi alzai scontento di me; mi trattenni ancora un po’ a casa di Valerio, ma sempre con quei versi davanti agli occhi della mente. Vidi che non c’era rimedio, presi congedo e corsi a casa. Là, senza neppure levarmi il cappello, mi buttai al pianoforte. Mi tornò alla memoria il motivo strimpellato a casa Valerio: lo scrissi su un foglio di carta, il primo che mi venne alle mani: nella mia agitazione rovesciai la lucerna sul cembalo e, per conseguenza, anche sul povero foglio; fu questo l’originale dell’inno Fratelli d’Italia”.

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