Leonardo DiCaprio: con “Revenant” sarà Oscar?

Leonardo DiCaprio racconta il suo ultimo film "Revenant-Redivivo" diretto da Alejandro Iñàrritu: dopo diverse nomination, l'attore punta all'Oscar.

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Il famoso attore hollywoodiano Leonardo DiCaprio è pronto per il debutto al cinema del suo ultimo film “Revenant-Redivivo”, con il quale spera di vincere, dopo aver ottenuto cinque nomination, il tanto atteso Premio Oscar.

Leonardo DiCaprio, parlando del film, chiede di non definirlo “semplicemente” un western, poiché si tratta di un viaggio esistenziale compiuto da un uomo, ovvero la ricerca di se stesso nell’avventura.

Girare il film è stata un’impresa profonda e piuttosto impegnativa: “Questo film è stato importantissimo per me, la lavorazione tra il Canada e la Terra del fuoco in Argentina, in aree interamente coperte da neve e ghiaccio, mi ha coinvolto per otto mesi. Non considero “Revenant” un western, ma la storia di un uomo che cerca vendetta e il se stesso migliore nella natura più impervia racconta l’attore che, insieme ai colleghi, è rimasto a girare il film per otto mesi nel freddo spaziando tra ghiacciai e lande deserte, impresa capace di temprare tanto il fisico, quanto il carattere.

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Leonardo DiCaprio veste i panni di Hugh Glass e nelle ultime settimane è stato protagonista di diverse copertine: “Nessuno potrà rivivere l’esperienza di Hugh tra bande, predatori, indiani che cercano rivalse nei loro territori depredati e uomini pronti a tutto per conquistare un carico di pelli. Il film è tratto da una storia vera, che Iñàrritu, con cui volevo recitare da tempo perché ho molto amato i suoi film “Babbel” e “21 grammi”, ha trasformato e arricchito rendendo l’esploratore e cacciatore di pellicce Hugh Glass non un eroe, ma un uomo che cerca se stesso in un’avventura, un viaggio esistenziale per me” afferma DiCaprio.

Alcuni membri della troupe hanno desistito e abbandonato la produzione a causa delle condizioni di lavoro difficili, ma DiCaprio ha scelto di resistere: “Sopravvivere sempre significa vivere”.

Durante le riprese abbiamo dovuto adattarci ad ogni circostanza e la nostra stessa lotta interiore, causata dalla frustrazione per i cambiamenti climatici, per le difficoltà e le complicazioni, è visibile sullo schermo: non c’è finzione in questo film. È stato anche un viaggio spirituale e per noi in molti sensi, perché rappresentava la perfetta fusione di violenza e bellezza, ed è proprio questo che volevamo mettere in scena la brutalità e la bellezza della natura” afferma l’attore.

Crediti: cineavatar.it

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