Andrea Incontri: “si può essere eleganti con poco…” / Intervista

“Il mio percorso si sta orientando verso una direzione più a-gender come l’ultima collezione presentata”. (Andrea Incontri)

L’essenziale. E la semplicità – vista – in un chiaro e solido concetto di eleganza-sottrazione. Sottrazione formale e ricchezza di materiali.

Tutti elementi e linee cardine del lavoro di Andrea Incontri. E parlando di semplicità, lui stesso mi dice: “… lavorare sulla semplicità non è cosa facile…”.

Per Focus On, l’incontro è con lo stilista (e architetto – laureato al Politecnico di Milano) che dell’essenziale, della discrezione, linearità, l’amore per gli accessori (segno distintivo fin dal principio del suo modo di interpretare lo stile e tradurlo in materia …) ha fatto il suo perfetto e indiscusso “plus” di totale riconoscibilità nella moda.

Andrea Incontri Spring-Summer 2015
Andrea Incontri Spring-Summer 2015

Incontri è talmente bravo che nel suo percorso professionale – tra i vari e importanti traguardi raggiunti – si passa dalla sua vittoria nel 2010, del concorso per giovani talenti organizzato da Vogue Italia “Who Is On Next?”, al giugno 2014, quando lo stilista viene nominato direttore creativo di Tod’s Uomo.

Oggi con il suo marchio produce e commercializza una collezione ready- to-wear e accessori uomo e donna, con una distribuzione importante sul mercato Giapponese, ora in espansione anche negli Stati Uniti e in Europa. L’ho incontrato questa settimana per parlare con lui del suo lavoro e dei suoi prossimi progetti.

Andrea, lei è mantovano e architetto. Mi racconta brevemente, all’inizio di questa chiacchierata, del suo background, dei suoi primi tempi a Milano al Politecnico, dei suoi inizi, del perché (e come) poi piano piano dall’interior design e dall’architettura, ha deciso di dedicarsi alla moda? Che cosa è successo? Mi hanno sempre affascinato gli arredi, le mie prime esperienze professionali sono state nel mondo dell’interior. Ho iniziato ad interessarmi di moda vestendo gli spazi, in secondo luogo c’è stata la progettazione di prodotti di design. Grazie alle collaborazioni alle quali ho partecipato ho sviluppato una passione incredibile per i tessuti e per i processi produttivi.

Lei è molto amato (anche) per questa sua visione dello stile molto lineare, pulita, quasi minimale, intellettuale. Cosa significa oggi “fare” una moda essenziale? Ovvero quando esattamente un abito o un accessorio, e perché no, una casa, sono definiti essenziali? In poche parole che cosa significa oggi essere essenzialmente eleganti? Semplicità come sottrazione formale e ricchezza di materiali. Sostengo la filosofia del “less is more”, si può essere eleganti con poco e senza ostentazione. E lavorare sulla semplicità non è cosa facile.

Andrea Incontri Spring-Summer 2015
Andrea Incontri Spring-Summer 2015

Essenzialità e rigore sono la stessa cosa? Nella mia visione si fondono in strumento per raccontare la propria personalità.

Che differenza c’è invece tra costruire un capo e destrutturarlo? Sono due parole l’una l’opposto dell’altra? L’idea di costruire un capo per me nasce da un’intuizione che è legata all’uso, da come possono nascere nuove funzioni nel quotidiano. In un certo senso queste due parole possono essere due facce della stessa medaglia, ruotano intorno ad un singola idea che viene semplicemente reinterpretata in maniera del tutto unica e personale.

Come riesce invece nelle sue collezioni uomo e donna, a far andare di pari passo e al meglio elementi quali: esteriorità, innovazione e quella funzionalità pratica quotidiana?
Il segno distintivo del mio modo di interpretare lo stile e di tradurlo in materia è sicuramente l’iperfunzionalità e la sintesi di elementi. Attingo da grandi classici reinterpretati. L’abbigliamento è influenzato da questa visione, uomo e donna come corpi fluidi, contemporanei e sempre più in una direzione univoca, a-gender.

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Come saranno la donna e l’uomo Andrea Incontri per l’estate in corso ed invece cosa indosseranno per l’Autunno-Inverno 2015-2016? Da dove ha trovato l’ispirazione? Sia il guardaroba maschile che quello femminile viaggiano sullo stesso binario e si incrociano su molti temi : pratico, essenziale e funzionale. Il mio percorso si sta orientando verso una direzione più a-gender come l’ultima collezione presentata. Parlando di moda maschile e femminile ormai è anacronistico dire che l’approccio progettuale sia diverso.

In un momento molto delicato come quello che stiamo vivendo, secondo lei, il concetto di lusso è cambiato? E se si, in quale direzione sta andando. Sia l’uomo che la donna che cosa cercano oggi in un abito? Non amo lo status. Oggi c’è una stratificazione di possibilità̀ e c’è più̀ scelta, ma spesso i capi d’abbigliamento non hanno significati precisi nel linguaggio odierno. Sono elementi che al contempo possono sia destabilizzare che esaltare ciò che definiamo lusso.

Andrea Incontri Fall-Winter 2015-16
Andrea Incontri Fall-Winter 2015-16

Che ruolo ha l’accessorio nel guardaroba? Qual è la sua forza? Può̀ secondo lei in alcuni casi, un intero abito, parlerei forse di look “ruotare” – assumendo così un ruolo diciamo secondario-subalterno – totalmente attorno ad una borsa, o ad una scarpa? Gli accessori sono stati sin dal principio il segno distintivo del mio modo di interpretare lo stile e di tradurlo in materia. Gli accessori sono l’ossatura portante delle mie collezioni, e rappresentano il fulcro di ogni stagione.

Quali sono gli elementi o canoni d’ispirazione che per lei – stagione dopo stagione – sono quasi un diktat nella creazione e percorso per la nascita delle sue collezioni? I miei progetti partono da un’idea, un istinto, un pensiero e si evolvono man mano per arrivare a creare una storia chiara, leggibile agli occhi di chi la guarda. La mia visione estetica trae ispirazione dalla normalità, comportamento e distinzione. Voglio realizzare al meglio i miei prodotti e soprattutto voglio esprimere la sartorialità̀ e le caratteristiche della manifattura.

Andrea Incontri Fall-Winter 2015-16
Andrea Incontri Fall-Winter 2015-16

Da Giugno 2014 è Direttore Creativo di Tod’s Uomo. Come vive questo importante incarico all’interno del gruppo Della Valle? E qual è il “tocco” Incontri che sta apportando man mano alle collezioni? Entrare a far parte del gruppo creativo di Tod’s, in qualità̀ di creative Director per le collezioni uomo non è solamente un onore ma una vera e propria sfida. Qualità̀, italianità̀ e contemporaneità̀ sono valori di Tod’s che già fanno parte della mia personale visione dell’uomo. Il mio intento è quello di svilupparle, tenendo sempre presente l’importanza delle radici di un brand ricco di storia e di artigianalità̀̀.

Mi riaggancio alla domanda precedente. Come riesce a trovare quel giusto distacco e forse quella diversa ispirazione per ideare contemporaneamente Tod’s e Andrea Incontri? Per Tod’s sono un professionista che opera come strumento per creare codificare interpretare un dna unico nel tempo. Quindi un racconto nel tempo dove in primo piano c’è un marchio storico ed io amo lavorare nel team con esperti di ogni campo. Per me è un lavoro autobiografico che racconta un mio punto di vista più intimo. Sono cose molto lontane ma molto vicine. Così si compensa il distacco necessario.

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Che rapporto ha con il cambiamento? Potrebbe succedere che un giorno torni magari fare solo ed esclusivamente l’architetto? Quali sono i suoi prossimi progetti? Mi piace il cambiamento, la continua evoluzione ed il mutamento. Per il futuro mi piacerebbe raccontare il mio progetto attraverso un negozio monomarca, una sorta di evoluzione del brand. È una grande impresa e vorrei aprirlo a Milano, la città dove tutto ha preso forma

Un’ultima domanda. Come si rilassa? Cosa le piace fare quando non lavora? Osservare tutto ciò che mi circonda nella calma della notte.

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