Francesco Giubilei il più giovane editore d’Italia

Il mondo dei libri “di domani” raccontato dal più giovane editore d’Italia: il 23enne Francesco Giubilei.

Oggi, più che trovare un lavoro bisogna inventarselo…. Ogni ragazzo dovrebbe chiedersi: Qual è il valore aggiunto che posso dare al mondo del lavoro? Solo cambiando modo di pensare e comprendendo che la mentalità del tutto ci è dovuto è sbagliata e fallimentare, che i risultati si ottengono con fatica e sacrifici, potremo invertire la rotta” (Francesco Giubilei)

Sogni. Passioni, diciamo anche amori – grandi amori – che nascono con te. Interessi che negli anni diventano piano piano prima passatempi e poi si traducono in progetti e (poi ancora) – per pochissimi – anche in un vero e proprio lavoro.

Perché come diceva qualcuno: la fortuna di unire il connubio “passione & lavoro” fa sì che tu non debba lavorare mai un giorno nella tua vita.

E tutto questo “calza a pennello” su Francesco Giubilei. Perché il ragazzo cresce, si forma, sviluppa il suo gusto e la sua sensibilità – fin da piccolissimo – con i libri, la letteratura e come lui stesso mi dice: “la voglia di creare da zero un proprio progetto…”.

E il progetto è stato così fortemente voluto da Giubilei, che oggi a soli a 23 anni, è il più giovane editore d’Italia.

Francesco Giubilei
Francesco Giubilei

Scrittore, Direttore editoriale di Historica Edizioni e di Giubilei Regnani Editore e tra le tante iniziative che porta avanti, anche Fondatore del sito Cultora (www.cultora.it), questa settimana l’ho incontrato per Focus On. Parlerò con lui del suo lavoro, di editoria in Italia, e del mondo dei libri “di domani”.

Francesco, sono rimasto molto colpito dal suo percorso, lei ha solo ventitré anni. Mi racconta come nasce la sua passione per l’editoria, per la scrittura e come piano piano è diventato – ripeto – così giovane anche un vero e proprio imprenditore? Tutto è nato per passione verso i libri, la lettura e la letteratura, una passione che mi è stata trasmessa dai miei genitori e dai miei nonni paterni (mia nonna era professoressa e mio nonno maestro elementare) che fin da piccolino mi hanno abituato a leggere. Ho avuto la fortuna di nascere e crescere in una casa con molti libri e questo mi ha indubbiamente aiutato. Alla passione per i libri ho unito un’altra dote di famiglia (questa volta trasmessa dal nonno materno): la voglia di creare da zero un proprio progetto, una propria attività imprenditoriale vedendola crescere giorno dopo giorno, anche a costo di sacrifici e rinunce. Così nel 2008, a 16 anni, ho pubblicato il primo libro con Historica “Le colpe dei padri” di Laura Costantini e Loredana Falcone. Oggi con le due case editrici (Historica e Giubilei Regnani) abbiamo un catalogo di quasi 200 titoli distribuiti in libreria a livello nazionale.

L’editoria italiana non sta decisamente attraversando un momento particolarmente felice. Tante testate stanno purtroppo chiudendo e i problemi non mancano. Qual è la sua opinione in merito e secondo lei dove siamo diretti in questo momento forse di svolta? Che cosa sta cambiando anche con l’arrivo del digitale? Stiamo vivendo un momento di transizione per l’intera società ma per l’editoria in particolare, sta avvenendo il passaggio da una civiltà analogica a una civiltà digitale e, come in tutti i momenti di cambiamento, c’è chi soccombe, chi riesce a riadattarsi, chi compie un vero e proprio boom. In Italia l’ebook non ha ancora la diffusione raggiunta in altri paesi (soprattutto quelli anglosassoni) ed è un fenomeno di nicchia legato al 3-4% dei lettori. Ciò è dovuto alle carenze digitali di molti italiani che hanno difficoltà a usare il pc, figuriamoci un ebook reader. Nei prossimi anni l’ebook sarà destinato a diffondersi sempre di più, ciò non significa che il libro cartaceo cesserà di esistere ma che il suo mercato si ridurrà assestandosi su livelli più bassi rispetto a quelli attuali. Libro cartaceo ed ebook conviveranno con diversi lettori e funzioni. Diverso è il discorso per i quotidiani cartacei destinati, se non a scomparire, a rivoluzionare completamente il proprio modello di business cosa che – seppur in grande ritardo – sta già avvenendo.

Gli italiani si dice che non siano dei grandi amanti della lettura. E’ vero che si fa più fatica con loro a fargli apprezzare i libri? Che cosa ne pensa? Come funziona il mercato editoriale-vendite nel nostro paese? Nel 2014 secondo l’Istat solo il 41,1% di italiani ha letto almeno un libro nel corso dell’anno, meno di un italiano su due, in un mercato editoriale dove è considerato “lettore forte” chi legge 13 libri in un anno (uno al mese), è normale che ci siano grosse difficoltà per chi fa editoria in Italia. Se a ciò si aggiunge che le principali catene di librerie sono di proprietà di editori e le anomalie della distribuzione, lo scenario diventa assai complicato. Quello che manca nel nostro paese è una seria politica culturale per promuovere già tra i bambini e le nuove generazioni la lettura.

Come ha vissuto invece il Salone Internazionale del Libro di Torino? Quali sono le novità che avete appena presentato con la casa editrice Historica Edizioni e Giubilei Regnani Editore di cui lei è Direttore Editoriale Quest’anno siamo tornati al Salone del libro di Torino con uno stand dopo tre anni, ed è stata un’esperienza estremamente positiva sia in termine di vendite sia di contatti. Presentavamo varie novità: con Giubilei Regnani : “Giacomo Casanova. Manuale per non finire tra le braccia di uno come me” di Paolo Gambi; con Historica : di narrativa “Buio assoluto” di Remo Bassini e “Chaturanga” di Giuseppe Pantò, di saggistica “La fine dei talk show e il futuro della televisione” di Gennaro Pesante e “Volevo fare l’avvocato” di Alberto Pezzini.

Ci racconta i suoi prossimi progetti (che ci può anticipare) sia come scrittore che nell’ambito dello sviluppo della casa editrice? Come scrittore in autunno dovrebbe uscire un mio nuovo libro, una biografia a cui ho lavorato nell’ultimo anno ma per il momento non posso anticipare altro. Con la casa editrice abbiamo approvato in questi giorni con il mio socio Giorgio Regnani il piano uscite fino a Natale 2015. Ci sono due libri importanti in lavorazione di cui potremo svelare titolo e autore solo dopo l’estate. In questo periodo stiamo anche lavorando per potenziare e sviluppare il nostro sito Cultora (www.cultora.it), un portale italiano di informazione culturale aggiornato quotidianamente con notizie dal mondo culturale italiano.

"La fine dei talk show e il futuro della televisione" Gennaro Pesante
“La fine dei talk show e il futuro della televisione” Gennaro Pesante

Qual è il target di scrittori che considerate maggiormente in linea con voi? E a questo proposito con quale criterio procedete nello “scouting” di questi? Riceviamo ogni giorno 4-5 proposte di pubblicazione, talvolta anche testi che non sono in sintonia con la nostra linea editoriale. Ricerchiamo soprattutto libri di saggistica divulgativa ma anche opere di narrativa. Non pubblichiamo poesie quindi non inviateci silloge di poesie. Sul nostro sito abbiamo una apposita sezione manoscritti con tutte le indicazioni per inviare correttamente il proprio manoscritto. I criteri che adottiamo nella scelta dei testi, sono per la saggistica : l’argomento, l’autorevolezza dell’autore e il rigore documentativo per la scrittura del libro. Per la narrativa invece lo stile di scrittura è la discriminante principale, cerchiamo autori che sappiano trasmettere emozioni e soprattutto che abbiano qualcosa da dire. Partiamo dal presupposto che tutto è già stato scritto, già dall’Iliade e dall’Odissea, la storia della letteratura si può fermare a questi due libri, tutto quello che è venuto dopo è un’aggiunta, un qualcosa in più, gli autori di narrativa devono partire da questa consapevolezza e cercare di proporre, se non qualcosa di originale, una storia forte, che catturi, che lasci con il fiato sospeso.

Lei è davvero giovanissimo e già con tantissime responsabilità e immagino pensieri… Mi permetto di farle una domanda. Come vive il confronto con i suoi coetanei ancora magari coinvolti nelle “ragazzate” di gioventù e che non hanno ancora intrapreso un percorso lavorativo?Quando esco con gli amici lascio da parte il lavoro con tutti i pensieri e le problematiche annesse, inoltre ho la fortuna di avere un gruppo di amici che, ognuno nel proprio settore, sta raggiungendo importanti risultati e traguardi. Inoltre due dei miei più cari amici lavorano insieme a me nella casa editrice, si tratta di Daniele Dell’Orco (direttore del nostro sito Cultora) e Alberto Malossi che è il grafico di tutti i libri e di ogni nostra attività.

Costruirsi una carriera oggi in Italia, con la disoccupazione che marcia purtroppo a pieno ritmo, sta diventando sempre più difficile. Cosa consiglierebbe ad un suo coetaneo che magari vorrebbe fare il suo stesso percorso? Oggi il mercato del lavoro rispetto a venti, trent’anni fa è cambiato radicalmente, il posto fisso sta scomparendo ed è sempre più difficile per un giovane riuscire ad ottenere un contratto a tempo indeterminato per il resto della propria vita. Oggi, più che trovare un lavoro bisogna inventarselo. I giovani dovrebbero comprendere che non è più sufficiente, specialmente in alcuni settori come quello delle lauree umaniste, svolgere il proprio compitino a scuola e all’università e sperare così, una volta terminato un percorso di studi, di trovare un lavoro. Occorre formarsi e informarsi al di là dei percorsi scolastici standard, ogni ragazzo dovrebbe chiedersi: “cosa posso offrire io in più del mio compagno di banco? Qual è il valore aggiunto che posso dare al mondo del lavoro?”. Solo cambiando modo di pensare e comprendendo che la mentalità del tutto ci è dovuto è sbagliata e fallimentare, che i risultati si ottengono con fatica e sacrifici, potremo invertire la rotta.

Come si rilassa Francesco Giubilei quando “stacca” la spina dopo una giornata lavorativa? Facendo letture di piacere, oppure uscendo con gli amici o vedendo film e serie tv.

Francesco Giubilei
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