Tesori preziosi e ricordi di moda non più sbiaditi all’edizione autunno-inverno del Next Vintage Show

Eccomi di nuovo, puntuale all'appello! L'appuntamento semestrale con la moda Vintage è stato ancora una volta irresistibile. Il mese scorso, al Castello di Belgioioso di Pavia, si è tenuta la tradizionale fiera espositiva Next Vintage, gremita di nuove proposte moda e accessori per un'inverno all'insegna dello stile. Vesti invernali, peli e pellicce un (neo)classicismo architettonico mescolato ad un (neo)litico desunto da periodi che non ci sono più e che forse ci sforziamo di far resuscitare.

A cura di Erica Maglio

Eccomi di nuovo, puntuale all’appello! L’appuntamento semestrale con la moda Vintage è stato ancora una volta irresistibile. Il mese scorso, al Castello di Belgioioso di Pavia, si è tenuta la tradizionale fiera espositiva Next Vintage, gremita di nuove proposte moda e accessori per un’inverno all’insegna dello stile.

Vesti invernali, peli e pellicce un (neo)classicismo architettonico mescolato ad un (neo)litico desunto da periodi che non ci sono più e che forse ci sforziamo di far resuscitare. Un cappotto anni Settanta fatto di lunghi peli di scimmia fa capolino all’ingresso…subito mi riporta alla mente Poil Poiret e il suo “Abito Fauno” di cinquant’anni prima composto da un corpetto in lamè dorato con scollo posteriore a punta e lei, la prima gonna chic in peli di scimmia.

Quanta storia, quanta moda, quanto stile…

Proseguendo in questo piccolo mondo antico tra un cappotto Dior e una borsa Chanel catturano la mia attenzione i cosiddetti “Pezzi di ricerca“, giacche, boleri, abiti di inizio Novecento, un tempo forse usati in teatro, conservati in qualche baule in soffitta o appartenenti a chissà quale archivio stilistico dalle grandi risorse. Non spaventatevi se il tessuto non ha retto per tutti questi anni, se il ricamo è sgualcito, la passamaneria è sbiadita, le applique penzolano disordinatamente, si staccano o non esistono più, perse chissà in quale parte del cosmo…i capi di ricerca sono piccoli grandi tesori derivanti da antiche manifatture, da meticolose mani, da schiene ingobbite e da sartine d’antan.

E se salta il botton d’oro del cappotto? Non preoccupatevi, la soluzione è a portata di… bottone! Una vasta esposizione di boccioli d’epoca, dalle strane forme e dalle varie grandezze, possono esaudire il vostro desiderio. Grossi, piccoli, dorati, scolpiti, a fermaglio, dai 5 euro l’uno fino ad un massimo di 15 per le forme più grandi e le lavorazioni più particolareggiate. Già, non poco, se di bottoni ne abbiamo da cambiare una decina…  Ma soffermiamoci per un istante sui prezzi… (dannato Dio denaro se potessi acquisterei il mondo!): “…il vecchio costa più del nuovo” sento dire da una gentile signora, “Si ma signora guardi come sono stati conservati. Questi monili hanno la bellezza di vent’anni, se non ci fosse nessuno che li avrebbe ricercati e custoditi ahimè nemmeno avrebbe saputo dell’esistenza di un tesoro del genere ” risponde la commerciante di splendidi (ma carissimi) cerchietti vintage con tanto di piume pregiate, diamantini e stoffe damascate. Da che mondo e mondo l’antiquariato costa, ha bisogno di cure, di spazi adeguati e di puliture continue se si vuole mantenere nel tempo.

Proseguendo nei meandri dell’antico castello, tra le grucce metodicamente allineate scorgo capi schiaparelliani. Niente pazzie artistiche, niente abiti cassettonati, tasche a forma di bocca o aragoste dipinte, niente di surrealisticamente meraviglioso, solo una timida semplicità materializzata attraverso un abito lungo da sera in tessuto laminato mescolato ad altri.

Niente “…quadri di arte moderna” quindi (come scrisse The New Yorker nel 1932 a proposito delle creazioni dell’imprevedibile stilista), solo una straordinaria semplicità che ha vestito gli anni Trenta del Novecento e la Shocking Life di un’artista della moda chiamata affettuosamente Schiap. (Elsa Schiaparelli, Shocking Life, Alet Edizioni, 2008)

Tanta storia, ma anche tanti anni Ottanta, originali, autentici, come la giacca a scacchiera in lana e lurex o la T-shirt autobiografica di Patricia Field (stilista di Sex and The City, Ugly Betty, The Devil Wears Prada) abbinata ad un kilt anni ’80, dei polacchini inglesi e un marsupio vintage. Anche i famosi Levi’s 501 fanno capolino. Appaiono sbiaditi dal tempo, dall’uso, dai lavaggi, ma pieni di fascino e ricordi.

Spazio anche alla moda maschile, fatta di smoking, cappotti, completi, divise militari, cappelli, frac, giacche e tabarri anni Venti.

Ogni capo esposto racconta un pezzo di storia, uno stralcio di vita di coloro che hanno vissuto la guerra, lottato per un tozzo di pane, cantato a squarciagola per la patria o cambiato il mondo, di coloro che lo hanno ideato, realizzato e…indossato.

What would I like to be another life, if that could happen?” (Elsa Schiaparelli).

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