C’è una scena nel racconto di Truman Capote in cui Marilyn Monroe passeggia per le strade di New York con una borsetta piena di biscotti rubati al ristorante. Nessuno la riconosce. Ed è proprio lì, guardando dentro quella borsa, che lo scrittore vede la donna vera, non la star.

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È da questa immagine che parte il progetto della Fendi Baguette 26424 Re-Edition: a quasi trent’anni dalla nascita della Baguette originale, Maria Grazia Chiuri rovescia il contenuto di tutte le borsette del mondo per portare alla luce qualcosa di più profondo. La personalità di ogni donna, che è infinita, e che — questa è l’idea centrale — non vince sulla bellezza, ma è essa stessa bellezza.

Maria Grazia Chiuri e la Baguette Re-Edition: venti modelli, infinite personalità

La collezione si compone di venti modelli, ciascuno pensato come una variazione su uno stesso tema: la libertà di essere ciò che si vuole, senza modelli imposti. Sfavillante, severa, rigorosa, folle, sgargiante, caotica, fosforescente, esagerata: ogni versione della Baguette Re-Edition corrisponde a una sfaccettatura di personalità possibile, a una risposta diversa alla domanda che Marilyn pone a Capote nel racconto: «se qualcuno mai ti domandasse com’ero io, com’era veramente Marilyn Monroe… allora, cosa risponderesti?». Maria Grazia Chiuri trasforma questa domanda in un progetto di moda che è anche un messaggio: la borsa non è solo oggetto del desiderio, ma idea che si propaga.

Palazzo Fendi Milano: la presentazione in anteprima con le casse d’arte

Ogni creazione della Baguette Re-Edition è presentata in una speciale box in legno ispirata alle casse d’arte, un dettaglio che dice molto sull’intenzione del progetto: trattare ogni borsa come un’opera, con la cura e il rispetto che si riservano ai pezzi da collezione. Le venti versioni sono state presentate in anteprima a Palazzo Fendi Milano, confermando il legame profondo tra il brand e la città, e tra la moda e il design che in questi giorni animano Milano con il Salone del Mobile.