Dalle scarpe sbagliate alle batterie scariche: la guida che avrei voluto leggere prima di passare dodici ore sotto un palco

Nonostante l’Italia non abbia una grande tradizione di festival estivi nel senso più internazionale del termine, si tratta spesso di rassegne in cui l’artista principale viene preceduto da due o tre opening act, l’estero è dietro l’angolo e oggi è facile raggiungere alcuni dei festival più importanti d’Europa. Non fraintendete: il nostro Paese offre moltissimo durante l’estate, con una proposta musicale ricchissima e diffusa da nord a sud. Ma, per come la vedo io, un vero festival dovrebbe avere almeno tre palchi e offrire molto più dei concerti, includendo cinema, teatro, incontri, arte e clubbing. Una formula capace di trasformare un evento musicale in un’esperienza immersiva e multidisciplinare che, in Italia, è ancora piuttosto rara.

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C’è sempre una prima volta. Il primo festival, però, non è semplicemente un concerto più grande. È una maratona emotiva, fisica e sociale che può trasformarsi nella giornata più bella dell’estate o in un susseguirsi di piccoli disastri evitabili.

Se stai per vivere il tuo primo festival, ecco tutto quello che ti serve sapere prima di accamparti davanti ai cancelli con il 100% di entusiasmo:

Arriva presto

Lo so. L’idea di passare del tempo in coda non entusiasma nessuno. Ma arrivare all’ultimo minuto è il modo migliore per iniziare male la giornata. Un festival va vissuto fin dal primo momento e l’attesa insieme agli amici fa parte del rito: si commenta la lineup, si fanno pronostici sulla scaletta, si canta, si pianificano i concerti migliori e così gradualmente si entra nell’atmosfera dell’evento.

Non dimenticare poi i controlli di sicurezza. Ogni festival ha regole diverse e vale la pena informarsi in anticipo su cosa è consentito portare e cosa no, per evitare di vedere sequestrato all’ingresso il tuo bracciale borchiato preferito o qualsiasi altro oggetto a cui tieni.

C’è poi la questione dell’orientamento. I festival più grandi possono avere palchi molto distanti tra loro e studiare la planimetria prima di entrare è il modo migliore per ottimizzare i tempi ed evitare corse inutili da un concerto all’altro. E, a meno che la tua filosofia non sia quella di vivere ogni esibizione in prima fila aggrappato alla transenna, individuare subito bagni, punti acqua, aree relax e stand merchandising o gastronomici può fare la differenza tra una giornata stressante e una vissuta con il giusto ritmo.

Le scarpe sono più importanti dell’outfit

Questa fa male da accettare. Quando prepari il look per il festival pensi a foto, video e storie Instagram. Dopo quattro ore in piedi, però, l’unica cosa che conta sono i tuoi piedi.

Se hai anche solo il minimo dubbio su quelle scarpe nuove che volevi inaugurare, lascia perdere. Il festival non è il posto giusto per scoprire che fanno male. Pensa che potrebbe piovere e forse i tupi camperos non sono la scelta pèiù comoda, opta per sneakers o ciabatte e passa la paura.

Foto di Aditya Chinchure su Unsplash

Il telefono si scarica molto più velocemente del previsto

Pensavi di fare due foto e qualche video. In realtà in fila ti annoierai e scrollerai lo smarthphone, scatterai tantissime foto, registrerai altrettante storie, userai l’app del festival e cercherai gli amici che inevitabilmente si saranno dispersi nella folla almeno una volta. Risultato: alle 18 il tuo cellulare è quasi scarico e il bello de ve ancora cominciare, portare un power bank non è paranoia. È sopravvivenza.

Non riuscirai a vedere tutto

Ogni festival sembra progettato per metterti davanti a scelte impossibili. Accade sempre che due artisti che ami suonano quasi alla stessa ora, mettilo già in conto. Il tuo cantante preferito si esibisce mentre i tuoi amici vogliono andare a mangiare. Succede. Trovate un vostro punto d’incontro in modo da potervi riunire facilemente dopo il concerto o la pausa. La verità è che nessuno riesce a fare tutto ad un festival ma fa parte dell’esperienza stessa.

Bere acqua è il segreto che tutti sottovalutano

Quando sei preso dalla musica, dalle chiacchiere e dall’adrenalina, dimenticare di bere è facilissimo. Poi arrivano il mal di testa, la stanchezza e quella sensazione di essere improvvisamente senza energie. Non rischiare di svenire prima di vedere il tuo idolo sul palco. Una delle mosse più intelligenti che puoi fare è bere regolarmente durante tutta la giornata, anche quando non senti particolarmente sete e se fa particolarmentre caldo, portarsi un’integratore appresso non fa mai male. Portati una piccola borraccia senza tappo, i festival sono pieni di spot dove la potrai riempire.

La crema solare non è opzionale

Metti la crema solare nello zaino. Sembra un consiglio banale, ma ogni estate i festival si riempiono di persone che sottovalutano quante ore passeranno sotto il sole. Anche nelle giornate non particolarmente calde, trascorrere un intero pomeriggio all’aperto tra concerti, code e spostamenti può trasformarsi in una scottatura memorabile che vi rovinerà l’esperienza.

I tappi per le orecchie non sono una cosa da sfigati

Per anni ho pensato che fossero inutili. Poi ho scoperto che molti musicisti, tecnici del suono e frequentatori abituali di concerti li usano sempre.

Proteggere l’udito non significa godersi meno la musica. Significa poter continuare a godersela anche tra dieci anni. E oggi ci sono dei modelli anche molto cool che diventano un accessorio che può arricchire il tuo look e non ti sembra nemmeno di indossarli.

Foto di Daniel Robert Dinu su Unplash

Il meteo cambia idea più di te

Il cielo può essere impeccabile quando esci di casa e diventare improvvisamente il tuo peggior nemico nel giro di mezz’ora. Lascia a casa l’ombrello: potrebbero sequestrartelo! Un impermeabile pieghevole occupa pochissimo spazio ma può salvarti la giornata quando arriva il classico acquazzone estivo o il vento che alza la polvere in mezzo alla folla accecandoti. Non è il pezzo più glamour del tuo outfit da festival, ma è uno di quelli che ti farà ringraziare di averlo portato quando tutti gli altri cercano riparo sotto qualsiasi tetto possibile.

Lo zaino giusto vale oro

Prima ancora di pensare a cosa portare, chiediti dove lo metterai. Uno zainetto leggero o un marsupio capiente possono fare la differenza tra una giornata comoda e una passata a cercare disperatamente telefono, portafoglio o crema solare sul fondo di una borsa improvvisata. L’ideale è scegliere qualcosa di pratico, resistente e non troppo ingombrante, con spazio sufficiente per le cose indispensabili.

Le code fanno parte dell’esperienza

Coda per entrare. Coda per i Token. Coda per mangiare. Coda per i bagni. Coda per il merchandising. Accettarlo fin dall’inizio aiuta moltissimo. Quando smetti di combattere contro le code, inizi a vivere meglio il festival.

Non serve filmare qualsiasi cosa

Questo è probabilmente il consiglio più importante, quando si spengono le luci e parte la tua canzone preferita, l’istinto è prendere subito il telefono in mano.

Ma le emozioni più forti si vivono meglio con gli occhi che con la fotocamera. Fai qualche foto, registra un ricordo, poi rimetti il telefono in tasca.

Quel momento sta succedendo una volta sola.

I momenti più belli spesso non sono quelli che avevi programmato

Magari vai per vedere l’headliner e finisci per innamorarti dell’artista che si esibisce alle quattro del pomeriggio davanti a poche persone, oppure conosci qualcuno mentre aspetti un panino e passate insieme il resto della giornata. Per questo ad un festival ci puoi andare anche da solo, gli amici te li farai lì!

È una delle magie di questi grandi eventi: non sai mai davvero che ricordo ti porterai a casa.

Alla fine sarai stanchissimo. E vorrai rifarlo subito.

Tornerai a casa sporco, stanco, probabilmente senza voce e con qualche video mosso, ma parlerai di quell’esperienza per settimane.

Perché un festival non è solo una serie di concerti. È una piccola avventura fatta di musica, persone, imprevisti e ricordi che durano molto più dell’estate stessa. Un festival è per sempre

Foto di Pablo Heimplatz su Unplash