Dopo più di due anni travagliati in cui Leo Messi è stato più volte dato per partente dal Barcellona, alla fine il trasferimento dell’estate si è concretizzato e l’argentino sarà un nuovo attaccante del PSG. L’arrivo di Messi in Francia accende i riflettori sui parigini e sul Fair Play Finanziario che, come raccontato al link https://www.calcioefinanza.it/, da strumento nobile sembra essersi trasformato in un mezzo che amplifica le disparità.

Messi al PSG: l’inizio di una nuova era del calcio

Com’è possibile che il Paris Saint-Germain abbia potuto acquistare nel giro di due settimane Donnarumma, Sergio Ramos, Hakimi, Wijnaldum e Leo Messi? E com’è possibile che per i parigini il Fair Play Finanziario UEFA non valga, mentre le squadre italiane sono costrette a smobilitare per far sì che i parametri finanziari voluti dalla UEFA siano rispettati? La risposta a queste domande, purtroppo per tutti gli appassionati di calcio italiani, è più semplice del previsto. Come raccontato al link https://www.ilpost.it/, semplicemente il PSG, grazie al supporto del Qatar Investment Authority, non vanta nessun debito nei confronti degli istituti bancari e finanziari e continua a rimpinguare le proprie casse con liquidità immediata che, di fatto, le permette di agire all’interno della legalità. La differenza tra legalità e giustizia, come sempre, è sottile ma sostanziale e la sensazione di tutti è che il calcio attuale sia tutto fuorché giusto. Con una rosa che vanta un monte ingaggi superiore ai 500 milioni di euro annui, ora il PSG è la favorita indiscussa per la vittoria della Champions League come confermano anche le quote di https://www.planetwin365.it/ che vedono i parigini in leggero vantaggio sul Manchester City di Pep Guardiola.

Cosa aspettarsi dal futuro del calcio

Dopo anni di polemiche, discussioni e problematiche varie, anche nelle segrete stanze della UEFA sembrano essersi resi conto che, soprattutto in questo determinato periodo storico, il FFP rischia seriamente di porre fine al gioco più bello del mondo. Come raccontato al link https://www.ultimouomo.com/, è ormai enorme la disparità tra le squadre più ricche e quelle medie che, ovviamente, non possono permettersi di spendere 100 milioni di euro per un cartellino né 40 milioni di euro netti annui in termini di ingaggio. Siamo difronte a una situazione complicata che non sembra di semplice soluzione nell’immediato e sono diverse le proposte che al momento sono al vaglio del board UEFA. Tra le più interessanti c’è senza ombra di dubbio l’introduzione del tetto salariale in stile NBA che imporrebbe alle società di acquistare un numero di limitato di fuoriclasse. Le differenze tra il calcio europeo e la Lega di basket americana, tuttavia, sono immense anche dal punto di vista organizzativo e pare difficile che un simile meccanismo possa essere applicato nell’immediato. Un’altra soluzione potrebbe essere l’abolizione del FFP a partire dal 2023 e questa al momento sembra essere l’ipotesi più probabile.

Come spesso accade nel calcio, un meccanismo introdotto per favorire la concorrenza e appianare le differenze tra società alla fine ha sortito l’effetto opposto. Le responsabilità della UEFA sono sotto gli occhi di tutti e la sensazione è che, alla fine, la tanto criticata Superlega non fosse il male assoluto come ci è stato raccontato per mesi.