Com’è cambiato nel tempo il dress code ai tavoli da poker. Dall’elegante al casual, dall’abito con cravatta alle divise sportive, passando per il cappello da cowboy e i berretti da baseball.

Nell’immaginario comune, il mondo del gioco d’azzardo è fatto di abiti scintillanti, vestiti con lustrini e classici tuxedo. Ma non è sempre così, specialmente se si osservano gli outfit esibiti da giocatori più o meno professionisti che si siedono ai tavoli da poker. Quello che, dalle origini a oggi, è diventato il gioco di carte più popolare al mondo ha infatti avuto da sempre un rapporto fatto sia di alti sia di bassi con il mondo della moda.

Il rapporto tra moda e poker: le origini

Le prime testimonianze scritte sul poker risalgono al XIX secolo. Fu l’attore e avventuriero inglese Joe Cowell a raccontare nelle sue memorie che il gioco – in una versione con 20 carte e massimo 4 partecipanti – era presente a New Orleans nel 1829. Tuttavia, già nel 1600, giochi di carte simili venivano praticati ai tavoli di osterie trasformate in casinò. Ce lo testimonia il quadro dal titolo Argomentazione su un gioco di carte dell’artista olandese Jan Steen, che rappresenta una lite tra giocatori di carte vestiti con abiti sgualciti e trasandati.

Il dress code ai tavoli verdi cambia radicalmente alla fine dell’Ottocento, negli ambienti dell’alta società della Belle Époque. Il pittore statunitense Albert Beck Wenzell dipinge A Shodown (Una prova di forza), dove uomini in eleganti smoking sono impegnati nella fase finale di quella che sembra proprio una partita di poker, nel momento in cui mostrano le proprie carte.

Il binomio Texas Hold’em e cappello da cowboy

La variante texana del poker ha iniziato a diventare famosa a partire dai primi del Novecento. L’accessorio di stile che non poteva mancare ai tavoli verdi del Texas Hold’em era il tipico copricapo dei lavoratori impiegati nei ranch del sud e dell’ovest degli stati Uniti. La moda del cappello da cowboy – reso poi celebre nei western hollywoodiani che hanno fatto la storia del cinema, indossato da star del calibro di John Wayne, Clint Eastwood e Franco Nero – non è mai tramontata, e continua fare capolino tra i nostalgici del passato. Ma sono i player storici come Amarillo Slim, Bret Maverick e Doyle Brunson a incarnare al meglio l’ideale del pokerista cowboy.

Dal cappello da cowboy ai berretti da baseball

Il cappello da cowboy è un accessorio intramontabile, ma le mode passano e gli stili cambiano. Molti dei giocatori che si sedevano ai tavoli da poker nei primi anni 2000 amavano indossare il classico cappellino da baseball. La scelta di questo tipo di berretto non era del tutto casuale. La visiera consente infatti di coprire una parte del viso e degli occhi, e di camuffare alcune espressioni facciali rendendole indecifrabili agli avversari (specialmente se il cappellino viene abbinato con un bel paio di occhiali da sole).

Come la moda del tavolo verde è cambiata negli anni

La t-shirt della squadra del cuore

All’inizio del nuovo millennio, un nuovo colore poker ha esordito ai tavoli verdi. Non stiamo parlando del punteggio delle carte ma il colore delle divise sportive. Molti giocatori hanno colto l’occasione di un torneo per sfoggiare le maglie delle loro squadre preferite. Uno dei precursori di questa moda, non certo improntata all’eleganza ma piuttosto alla comodità, è stato niente meno che il Kid Poker Daniel Negreanu, vincitore di ben sei braccialetti delle World Series of Poker e di due titoli del World Poker Tour.

Lo stile sobrio degli ultimi anni

Di recente, i player professionisti seduti ai tavoli da poker hanno iniziato a indossare capi di abbigliamento più classici e neutrali. L’inglese Ben Roberts e l’olandese Marcel Lüske sono due tra i pro che meglio interpretano il ritorno all’eleganza e a un look più curato rispetto a quello visto negli scorsi anni.

Conclusioni

Il poker non ha mi avuto un rapporto lineare con la moda. Si passa dall’eleganza estrema dei giocatori dell’alta società ottocentesca ai look da cowboy di inizio Novecento, passando per outfit comodi e pratici e arrivando alla maggiore attenzione allo stile dei giorni nostri.