Armani e la Nazionale Italiana. O per meglio dire: Armani e la Nazionale Italiana che ha vinto in maniera straordinaria, emozionante e meritata il suo secondo Europeo della storia, battendo in finale l’Inghilterra, al termine di una lotteria dei rigori incerta, palpitante e infine vincente.

Uno dei brand di moda più conosciuti al mondo come Armani, guidato da decenni dal suo patron Giorgio e famoso per le sue numerose e decennali partnership con i volti e le squadre più note dell’intero mondo dello sport, ha infatti vestito la Nazionale di calcio italiana di Roberto Mancini lungo tutto il suo straordinario percorso in questi Europei. A EURO 2020 si è arrivati dopo tanti mesi in cui milioni e milioni di persone avevano dovuto stravolgere le proprie abitudini, con la conseguenza di aver registrato una serie di significativi cambiamenti di usi e costumi: dalla crescita di servizi di gioco live-streaming online di cui ormai si sono dotate tutte le principali piattaforme di gioco al cambiamento nel percepire gli spazi casalinghi, dalle nuove modalità di esperienza lavorativa a una nuova forma di sperimentare amori e amicizie, e più in generali i rapporti con le altre persone.

Il mondo della moda è stato a lungo in crisi durante l’ultimo anno e mezzo, e la vetrina dell’Europeo ha rappresentato un segnale di ripresa non solo a livello sociale, ma anche per diversi comparti produttivi, tra i quali appunto la moda e il settore dell’abbigliamento: sono stati mesi in cui il settore del gioco e delle piattaforme cine-televisive sul web hanno rubato una grande fetta della scena, palesando le principali innovazioni in materia tecnologica e digitale: il primo sta ampliando sempre di più la propria offerta online al di là del portfolio di slot machine e giochi da casinò tradizionali aggiungendo sezioni di casinò live grazie alla tecnologia dello streaming che abbatte un’altra barriera del virtuale, mentre le seconde hanno fatto registrare i picchi di utenze proprio durante il 2020. Ora è anche il mondo più concreto a volersi riprendere il proprio ruolo, complice un maggior ritorno alla normalità grazie a una generale maggior riapertura e all’allentamento delle restrizioni a carattere sanitario.

Per quanto riguarda Armani, la possibilità di rappresentare l’Italia in questo Europeo dal carattere itinerante ha rappresentato una tripla scelta vincente. In primis, è stata una scelta vittoriosa proprio perché al termine di una campagna emozionante la Nazionale guidata da Roberto Mancini è riuscita a vincere, anche in maniera insperata, uno straordinario Europeo e questo fatto non può che far piacere al brand italiano. In secundis, è stata una scelta vincente per il momento in cui è arrivato l’Europeo: proprio nelle settimane che stavano vedendo i primi, sensibili e concreti allentamenti e miglioramenti in ottica sanitaria, un fatto che ha portato una grande fetta di pubblico, anche generalista, a guardare e considerare di buon occhio questo torneo calcistico. Infine, come terza ragione, l’Europeo si è svolto secondo una modalità itinerante: è stato infatti ospitato da dodici Paesi e dodici città diverse, a simbolo di una ripresa post-pandemica che deve abbracciare in maniera indissolubile l’Europa intera, e questa globalizzazione del torneo ha fatto pubblicità al brand Armani in tutta Europa, contribuendo ulteriormente alla notorietà e alla notorietà del marchio.

Un fatto sicuramente curioso è il riferimento al Mondiale del 1982, vale a dire il penultimo Mondiale vinto dall’Italia prima di quello conquistato nell’estate del 2006, in una finale vinta al cardiopalma contro la Francia. Il colore grigio spento della giacca, la polo con il colletto che fuoriesce dalla giacca e infine un pantalone blu notte piuttosto largo e “cadente” sul profilo dei calciatori e dello staff rimanda infatti allo stesso Enzo Bearzot, tecnico di quell’Italia che trentanove anni fa regalò la terza Coppa del Mondo a Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica. Da Pertini a Mattarella, da Bearzot a Mancini, che vestito secondo questi ferrei dettami potrebbe benissimo rientrare in qualsiasi foto appartenente al Mondiale di quasi quattro decenni fa. Proprio lo jesino è stato il principale e più decisivo fautore di questa campagna di successo dell’Italia, nell’Europeo conclusosi pochi giorni fa a Wembley, nel cuore della città londinese.

Il progetto di accordo che la FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio) e il brand di Giorgio Armani hanno firmato prevede una durata quadriennale, all’interno della quale i due marchi organizzeranno diverse attività comuni di modo da promuovere entrambi i settori, fortemente colpiti a livello economico e sociale nell’ultimo periodo. In questo periodo, inoltre, l’effettiva creazione delle divise e del guardaroba della Nazionale Maggiore di calcio maschile, della Nazionale Under 21 al maschile e della Nazionale Maggiore di calcio femminile: un privilegio, un onore e un vanto per entrambi i partner che sono giunti a questo tipo di accordo.

Insomma, ha vinto l’Italia: non solo a livello calcistico, con il trofeo sollevato dal capitano Giorgio Chiellini nella notte di Wembley, ma anche a livello di stile. I calciatori italiani, già universalmente riconosciuti per il loro stile, hanno potuto godere di un trattamento privilegiato e hanno mostrato gli artigli a suon di estetica fuori dal campo e dentro il campo. L’Italia in questa rassegna continentale ha fatto il pieno.