Come il Festival di Sanremo ha influenzato il settore moda

Il look romantico degli esordi

Michelle Hunziker in Alberta Ferretti

Negli ultimi mesi la stampa italiana si è occupata del Festival di Sanremo portando a conoscenza dei lettori tutte le ultime novità dell’edizione 2021. La buona musica è senza dubbio l’argomento dominante del Festival ma non bisogna dimenticare che dall’inizio fino ai giorni nostri la kermesse continua ad essere un fenomeno di costume in grado di influenzare diversi settori, in primis il settore della moda. Le spettatrici che guardano il Festival da casa aspettano non solo di ascoltare la canzone più bella da canticchiare per i prossimi mesi ma anche di scoprire tutti gli abiti delle signore che si avvicendano sul palco dell’Ariston. Dagli anni ’50 fino ad oggi, gli outfit sanremesi sono stati lo specchio di un’Italia che ha cambiato la sua fisionomia passando dalla desolazione del dopo  guerra al boom economico del ventennio ’60- ’80. La prima edizione del Festival del ’51 venne  trasmessa via radio e venne vinta da una giovane Nilla Pizzi incantò gli ascoltatori con il brano “Grazie dei Fiori”. La Seconda edizione ebbe luogo nel salone del Casinò Municipale di Sanremo con la seconda partecipazione di Nilla Pizzi che davanti al il ristretto pubblico presente in sala si presentò con un vestito lungo dal sapore fiabesco esaltato da paillettes e strass.

Dopo le esibizioni le sale del Casinò erano prese d’assalto dai soliti clienti e dai cantanti che andavano a tentare la fortuna al tavolo verde in un’atmosfera diversa da quella dei Casinò virtuali del nostro tempo come Voglia di Vincere Casinò Online. Negli anni ’60 con la rivoluzione dei costumi partita dall’ Inghilterra cambiarono i look, le donne avevano voglia di emancipazione e lo stile romantico dovette cedere il passo ad un abbigliamento decisamente sexy che mettesse in risalto la femminilità. Le teenagers di quel periodo indossano con disinvoltura la minigonna ma la moda di scoprire le gambe non coinvolge il Festival in cui le cantanti rimangono sobrie ed eleganti vestite con abiti lunghi o, al massimo, con tubini a metà caviglia. Mina, Iva Zanicchi, Gigliola Cinquetti e Milva continuano a riscuotere consensi sfoggiando un look bon ton.

Gli anni del cambiamento

Gli anni ’70 furono decisivi per la moda legata al Festival, finalmente le cantanti iniziano ad osare di più salendo sul palco con i pantaloni a zampa di elefante, salopette, zeppe e minigonne portate da cantanti anticonformiste come Claudia Morì e Patty Pravo. Nel frattempo era cambiata anche la location dell’evento che dal Casinò Municipale passò al teatro Ariston. Gli anni ’80 sono il trionfo dei giubbotti di pelle, dei capelli cotonati e laccati, del trucco eccessivamente acceso, delle spalline e delle catene vistose. Gli emblemi dello stile femminile di quegli anni sono le cantanti straniere come Madonna o Cindy Lauper. La moda internazionale si riflette sulle cantanti di casa nostra dalla personalità graffiante, tra queste ricordiamo Anna Oxa, Loredana Berté e Fiordaliso. Un caso a parte è rappresentato da Romina Power e Mia Martini che continuano ad esibirsi con un look elegante e poco trasgressivo. Gli anni ’90 portano una ventata di novità perché si passa dai tailleur pantaloni indossati da Giorgia e Laura Pausini ad uno stile più frizzante  a cui si ispirano Irene Grandi e Syria. Gli anni 2000 sono caratterizzati dallo stile dark e sporty con tanto di piercing, tatuaggi in bella vista (famosa la farfallina di Belén) e capelli colorati con tonalità stravaganti ma la voglia di un ritorno all’eleganza è dietro l’angolo con gli abiti romantici di Antonella Clerici e quelli sensuali ed eleganti di Michelle Hunzicker. Eleganza e sensualità hanno caratterizzato l’edizione 2020 che ha avuto come protagonisti gli abiti vaporosi indossati da Diletta Leotta.

Fonte foto: press office Alberta Ferretti

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