Dal reale al virtuale: storia dei giochi degli ultimi 30 anni

Sapevate che al mondo esistono circa 2,3 miliardi di videogiocatori? In pratica una persona su tre gioca in digitale.

Un dato che fa ben capire l’importanza di questo settore nella nostra epoca. Eppure, all’inizio, i videogiochi erano un qualcosa di limitato a pochi eletti. Oggi, invece, sono sempre più gli utenti che si collegano ai siti di giochi per dare sfogo alle proprie passioni.

Il primo Nintendo

Il primo grande videogame al mondo è stato il Nintendo. Uscito nel 1985, ha la grafica ancora squadrata ma permette di avere una sala giochi in casa. Con esso nascono nuovi i generi ludici. Ci sono platform come Super Mario Bros., picchiaduro, giochi di ruolo, titoli sportivi, rompicapo (Tetris). Il successo è istantaneo, si arriverà a 69 milioni di console vendute e i giochi elettronici, come li chiamavamo in Italia, erano finalmente sulla bocca di tutti.

A fare concorrenza al già turbolento settore delle console per videogiochi arrivarono tra la fine degli anni ’70 e gli inizi degli ’80 i primi microcomputer (conosciuti poi come personal computer o PC). Grazie alla miniaturizzazione e all’abbassamento dei costi dei chip, iniziarono a uscire sul mercato i primi modelli Apple e Commodore.

Facilità d’uso e basso prezzo rendevano microcomputer delle ottime alternative alle console da gioco, offrendo il vantaggio di poter eseguire diversi tipi di programmi oltre ai giochi. Il Commodore 64 fu venduto principalmente a un pubblico di giocatori e contribuì a introdurre molti di loro al mondo della programmazione, ripetendo lo stesso fenomeno avvenuto negli anni ’60 nel mondo accademico con Spacewar.

La prima Playstation

Era il 1994 quando Sony lanciò sul mercato la prima PlayStation che in sette anni vendette più di 89 milioni di esemplari. Il maggior vantaggio offerto dalla Playstation rispetto alle precedenti console era l’uso di cd-rom al posto delle cartucce, ciò consentì di poterla utilizzare anche per ascoltare CD musicali. Nell’era PlayStation la quasi totalità dei giochi venne realizzata in grafica 3D, ciò permetteva ampia libertà di movimento all’interno dell’ambiente di gioco e un realismo sempre crescente.

Uno dei più grandi successi prodotto per la consolle della Sony fu Tomb Raider del 1996 sviluppato da Core Design. Tomb Raider fu il primo gioco a unire avventura e azione in un ambiente 3D, ma soprattutto fu il primo gioco a introdurre come protagonista un personaggio femminile, la famosissima Lara Croft.

Nel 2000 la Sony introduce la PlayStation 2 e nel 2001 Microsoft entra nel mercato delle console per la prima volta con la Xbox. Entrambe usano come supporto il DVD, oltre a giocare consentono anche di vedere film e ascoltare musica, trasformando le console in un centro di intrattenimento a tutto tondo. Sia la PlayStation 2 che la Xbox consentono inoltre il collegamento a Internet per giocare in rete.

L’era di internet

Con l’arrivo di internet anche il mondo dei videogiochi ha subito una grossa rivoluzione. Sempre più giochi prevedono la possibilità di sfidare altri utenti on-line, o scaricare aggiornamenti. Grazie a Internet sono anche nati nuovi generi videoludici come gli impronunciabili MMORPG (Massive Multiplayer Online Role-Playing Game) ovvero giochi di ruolo dove si incontrano migliaia di altri personaggi comandati da giocatori.

Su Internet nascono anche nuove categorie di videogiocatori, come i casual gamers, milioni di naviganti disposti a spendere qualche minuto, per esempio durante una pausa dal lavoro, per una partita. I casual games usano una grafica semplice e un sistema di gioco immediato, sono giocabili direttamente con il browser web e si scaricano in pochi secondi, non sono molto dispendiosi in termini di risorse, quindi possono essere usati anche su computer datati.  Secondo le statistiche del sito di casual games PopCap, su 7 milioni di visitatori mensili il 58% è costituito da donne e il 75% ha più di 35 anni.

Il futuro

Il futuro porta verso il cloud gaming, ovvero giochi non scaricati o acquistati in disco dal giocatore, ma conservati e fatti girare su server e poi trasmessi in streaming sul dispositivo connesso. È così che funziona Stadia di Google, ma anche il progetto della Nvidia, la Microsoft con la nuova Xbox completamente senza disco o la Nintendo che l’anno scorso ha dato il via al suo programma online attraverso Switch. Se tutte le case di produzione più importanti si avventurano su questo terreno non è solo perché la tecnologia ora lo permette, ma anche perché in questo modo i giochi possono entrare nelle case di tutti quanti e conquistare una nuova fetta di mercato. Oltre a nuovi titoli, sempre più entusiasmanti e originali, online potete trovare servizi di ‘streaming’ di videogiochi anche su titoli vecchi, ovvero incentrati sul retro gaming, come Antstream. Addio a cassette e console ingombranti, ma senza perdere il fascino di una grafica ad 8-bit!

Fonte foto: Pixabay

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