Eurovision Contest: Mahmood speranza italiana

In Israele, fra le polemiche, anche Madonna

Mahmood_EuroVision_18May2019

È uno dei Festival più importanti dell’anno, pieno di storia e di successi importanti. Di episodi controversi e di intromissioni politiche, sia per quanto concerne mancate partecipazioni che ospiti invitati. E questa edizione non fa eccezione, non poteva essere altrimenti, se si guarda la sede presso cui l’Eurovision si terrà: Tel Aviv.

Eurovision e polemiche: il caso Madonna

La prima delle polemiche riguarda proprio il grande ospite della kermesse, Madonna. La cantante è stata invitata, ha accettato, ma forti sono state le pressioni che chiedevano alla pop star di origini abruzzesi di boicottare l’evento in seguito alle politiche estremiste adottate dal governo israeliano. Veronica Ciccone ha però confermato la sua presenza, che ben combacia con il lancio del suo nuovo album Madame X e il nuovo singolo Medellin, in collaborazione con la star colombiana Maluma.

Mahmood in Isreale con il singolo Soldi

Politica e musica, come sempre due mondi paralleli pronti a incrociarsi negli eventi più importanti e questo è ovviamente il caso. D’altronde l’Italia per prima porterà come rappresentante un autore che ha fatto discutere, col pezzo presentato a Sanremo e con cui ha vinto il Festival. Parliamo ovviamente di Mahmood, il quale presenterà il singolo “Soldi” anche in Israele. La sede è dovuta alla nazionalità della vincitrice 2018, è infatti prassi che l’evento sia ospitato dalla Nazione che ha vinto l’anno prima il Contest.

Le statistiche e i favoriti di Eurovision

Solo in due occasioni su 62 edizioni è stato un italiano a vincere l’Eurovision: Gigliola Cinquetti (1963) e Toto Cutugno (1990). Mahmood si candida dunque a terzo di sempre, sebbene non goda dei favori dei pronostici, ma non è nemmeno fra gli ultimi candidati. Èil sesto infatti, in ordine di quote: dato a 14.5, ha comunque delle chance valide per lottare in ottica vittoria. Il n.1 stando a bwin per il successo finale dell’Eurovison è l’olandese Duncan Laurence, con la sua “Arcade” data a 2.35: il motivo è anche dato dalle tematiche affrontate dalla sua canzone, riguardanti il mondo omosessuale, tanto di moda e apprezzato dalla critica.

A seguire troviamo lo svedese John Lundvik (“Too late for love”), la cui vittoria è quotata a 6: quest’ultimo è anche l’autore del pezzo “Bigger than us” di Michael Rice che rappresenterà in finale la Gran Bretagna, pur quotato ad un incredibile 401. Chiude il podio delle favorite Kate Miller-Heidke per l’Australia, con “Zero Gravity”, data a 8.50: era dal 2015 che non veniva invitato un paese non europeo al Festival.

L’Eurovision Song Contest prevede un’articolazione in tre giornate: il 14 e 16 di maggio si terranno le semifinali, in partenza ci saranno 41 cantanti e la finale si disputerà il 18 dello stesso mese. A questa data partecipano di diritto i rappresentanti delle cinque nazioni principali: Francia, Italia, Germania, Spagna e Gran Bretagna. Una scelta discussa e che spesso ha portato al boicottaggio dei paesi più piccoli nei loro confronti, non votando mai i rispettivi rappresentanti e favorendo, come in occasione della passata edizione, vincitori appartenenti a paesi di seconda fascia.

Fonte foto: Maison Margiela

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su linkedin
LinkedIn
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su whatsapp
WhatsApp