Birra alla cannabis: tutto quello che serve sapere

Birre a base di marijuana e analcoliche: il super trend californiano ora anche in Italia.

La tendenza da parte delle aziende food più affermate di voler entrare nell’industria della marijuana non pare arrestarsi, anzi segna trend di forte crescita. É un mercato nuovo, che si prospetta proficuo e interessante per tutti, produttori e consumatori. Soprattutto i millennial.

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Con vendite previste per circa 75 milioni di dollari entro il 2030, le bibite analcoliche al gusto di cannabis sono già pronte a eclissare le più classiche bibite gassate.

E così c’è Heineken con la sua “Hi-Fi Hops”, ci sarà una Corona analcolica ma a base di cannabis così anche una Coors canadese, uno dei maggiori produttori di birra al mondo. E soprattutto “Ceria” di Keith Villa, l’uomo che ha inventato la Blue Moon Beer, premiata sei volte come birra migliore del mondo.

Ma cosa contiene una birra alla cannabis adesso?

Innanzitutto non contiene alcool. E non si possono neanche definire birre, tant’è che sulla lattina della “Hi-Fi Hops” la dicitura è “bibita gassata”. Questa bevanda contiene 10 mg per lattina di Thc, il principale ingrediente psicoattivo della marijuana ed è fatta per sembrare un po’ come una birra normale: sa di luppolo, è limpida e frizzante.
Attualmente potete acquistarla solo in alcuni dei dispensari di marijuana della California, dove questo stupefacente è legale, ma non nei bar o locali.
Una lattina di “Hi-Fi Hops” costa 8 dollari, non certo economica ma questo non ha impedito che venisse accolta molto positivamente e che le vendite siano in costante aumento.

Anche il gigante della birra canadese Molson Coors ha fatto la prima mossa annunciando il lancio sul mercato della sua versione di birra alla cannabis: “vogliamo offrire ai consumatori nuove esperienze con bevande di qualità, analcoliche e con infuso di marijuana”, spiega Frederic Landtmeters presidente della Società.

E la birra alla cannabis del futuro?

In Colorado Keith Villa, l’uomo che ha inventato la famosa Blue Moon Beer, ha dato vita al marchio “Ceria beverages” per sperimentare una birra infusa con il THC che rivoluzionerà questo mercato perché non avrà niente a che fare con le sedicenti birre alla marijuana già esistenti e sarà in grado di provocare un leggero stato di alterazione.

“Il CBD – il metabolita della cannabis che rilassa ma non ha effetti psicoattivi – non è quello che vogliono la maggior parte dei consumatori” ha dichiarato Villa. “Ha i suoi meriti, certo… Ma il THC – il principio attivo completo della marijuana – ti dà lo stordimento simile a quello dell’alcol. Quello stordimento che cercano i consumatori di cannabis”.

Ovviamente la birra al THC sarà analcolica e questa è la sfida principale che andrà superata per far sì che la birra sia anche buona. Dopo numerosi esperimenti sembrerebbe che i laboratori di Ceria siano arrivati a un risultato molto soddisfacente ed entro la metà del 2019 potremo assaggiarla scegliendo tra tre diversi livelli di “potenza”. Certo, solo in Colorado dove le leggi lo consentono.

 

Intanto l’Italia non sta certo a guardare

La Versilia si sta trasformando in una piccola Cannabis Valley. Sono tante le aziende di Viareggio, Torre del Lago e dell’entroterra che hanno avviato la coltura della canapa con infiorescenze con massimo lo 0,2 di Thc.

L’azienda Carmazzi è tra queste. Nota per il peperoncino e i fiori commestibili, ha avviato la produzione in collaborazione con l’Università di Pisa. “Lavoriamo una pianta che è sotto lo 0,2 di Thc – spiega Giacomo Carmazzi – con la consulenza del tecnologo Matteo Iannone, che si occupa della trasformazione alimentare. Assieme al laboratorio “Vapori di birra” abbiamo creato la birra alla canapa e con il “Liquorificio Taccola” di Pisa il digestivo, il cui profumo ricorda quello della pianta. L’obiettivo è portare la cultura della canapa, in chiave moderna, nel settore alimentare soprattutto il beverage“. La birra è in bottiglie da 33 cl, ha 5 gradi alcolici ed è venduta da Carmazzi a 5 euro. Il liquore, 28 gradi, è in fase di lancio.

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