Curling, lo sport del mistero: “bocce” olimpiche

Torna in auge una delle discipline più originali del panorama. Attesa per il debutto della nazionale italiana alle Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018

curling

Erano le Olimpiadi di Nagano, qui in Italia scoppiava il fenomeno del curling.

Due i motivi principali, era la prima volta nella storia che questa disciplina prendeva parte ai Giochi Olimpici invernali e usciva un videogioco nella prima versione della Playstation dal nome Nagano ’98. Qui, tutti noi giocatori incalliti della console, rimanemmo affascinati e sbalorditi dall’esistenza di questa particolarissima pratica sportiva.

Due persone con degli scopettoni in mano chissà con quale scopo, dietro una specie di boccia col manico lanciata lungo una pista ghiacciata. Pian piano abbiamo cominciato a comprendere il fine di quei due atleti, del manico sulla palla e di quel bersaglio a cerchi poco più lontano. L’Italia ha preso parte alle Olimpiadi, nel curling, solamente nel 2006: non qualificandoci ovviamente, ma solo perché Paese ospitante a Torino. E nemmeno fu un brutto esordio, visto che battemmo il Canada: tanto per capirci, corrisponderebbero al Brasile nel calcio.

Giungono infatti questi ultimi in Corea con il titolo di campioni in carica, sia a livello olimpico che mondiale e sia in campo femminile che maschile: in pratica, il Curling è canadese. E saremo proprio noi a sfidarli, con quote bwin che la dicono lunga circa la disparità del raffronto: gli azzurri sono dati a 7,50 volte la posta. Eppure i precedenti non sono poi così impari: 3-1 per loro, l’ultima sfida l’abbiamo vinta noi, in campo maschile.

Radici del gioco che hanno luogo in Scozia nel lontanissimo sedicesimo secolo, portato poi in Canada del diciottesimo secolo divenendo con l’hockey uno degli sporti più popolari a livello nazionale. Non è così difficile individuare regole e scopo del gioco: tanto per capirci, somiglia molto alle bocce.

È un gioco di enorme precisione e strategia, sviluppato su di una lunghezza pari a 45 metri per 4,44 metri di larghezza, come illustra nel dettaglio uno studio pubblicato da Bwin sulla storia del curling. Le stone sono pietre di marmo o granito con un peso tra i 17 e i 20 kg con diametro massimo di novanta cm. Le scope sono invece costituite da crine o semplice panno e hanno la funzione di orientare la direzione della sfera. Se l’attività è svolta all’inizio del lancio serve a pulire la traiettoria e dunque a far viaggiare più velocemente la pietra: se lo strofinamento avviene invece sul finire del lancio, risulta utile per dare una differente rotazione al momento del bloccaggio della stessa.

Ogni squadra è composta da 4 elementi, vince chi porta più sfere possibili vicini al bersaglio centrale, esattamente come nelle bocce. Dunque, alla stregua dello sport più utilizzato nei circoli per anziani, è possibile colpire le altre pietre al fine di totalizzare il punteggio più alto. Ogni partita dura 10 end, ciascun giocatore tira due stone a testa, per ciascuna manche una squadra attacca e totalizza punti mentre l’altra può solo difendersi: la situazione si ribalta ad ogni end.

Finito ogni end si contano i punti: essi variano in base a quante pietre stazionano nella house. Il gioco è servito!

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