Tarocchi e carte da gioco: parenti non troppo lontani

Pensando ai tarocchi di solito vengono in mente misteriose cartomanti o strani personaggi dal fascino esoterico. Se pensiamo invece alle carte da gioco è facile associare immagini di incalliti giocatori di briscola o poker.

D’altronde anche visivamente queste carte si presentano come diverse: quelle da gioco, pur con differenze in base alla versione, contengono numeri e figure, quelle da divinazione sono composte da complesse illustrazioni, spesso difficili da decifrare. Due mondi all’apparenza completamente diversi, ma che in realtà avrebbero un’origine comune.

Sebbene non sia possibile individuare con precisione l’inizio della diffusione del gioco delle carte, le prime traccie sembrano risalire addirittura all’antica Cina, poco dopo l’invenzione della carta stessa, attorno al X secolo. Vennero successivamente importate in Europa, grazie ai contatti tra i due mondi, tra il XIII e il XIV secolo, infatti ne troviamo menzione in diverse opere letterarie di quel periodo.

L’Italia ha un ruolo fondamentale nella diffusione delle carte da gioco, tanto che è italiano proprio il mazzo europeo più antico di cui si hanno notizie certe, datato tra il 1390 e il 1410.

Nei secoli successivi le carte da gioco vennero modificate varie volte, sia nella struttura sia nelle figure rappresentate. Vennero così introdotte le figure reali – come il re, la regina, i cavalieri e i servi, per rappresentare le famiglie reali e i vassalli – e i quattro semi: bastoni, coppe, spade e denari.

È intorno al 1480 che si hanno le prime tracce dei semi francesi – cioè cuori, quadri, fiori e picche – che ebbero molta fortuna probabilmente perché più facili ed economici da riprodurre rispetto agli altri semi in uso. Oggi questi sono i più diffusi, sia nei mazzi di carte da tavolo che nei giochi di casino più antichi, come Baccarat, poker and Blackjack che rappresentano l’evoluzione anche tecnologica del gioco delle carte. Infatti, le carte hanno attraversato i secoli per giungere a noi in forme differenti e attualmente sono alla base di molte versioni computerizzate dei tradizionali giochi da tavolo.

I tarocchi, d’altra parte, possono essere considerati un’estensione delle carte da gioco, in quanto comprendono le 56 carte comuni, chiamate arcani minori, più ulteriori 22 carte chiamate arcani maggiori o “trionfi”. Quest’ultime sono costituite da carte numerate da 1 a 21, a cui si aggiunge “il matto” che presenta un ruolo particolare.

Le rappresentazioni più famose comprendono “la papessa”, “l’eremita”, “il sole”, “l’appeso” o “la morte”. Sono proprio queste le carte utilizzate con un significato divinatorio più profondo. Tra gli arcani minori, invece, a ciascun seme è associato un elemento: i bastoni al fuoco, le coppe all’acqua, le spade all’aria, i denari alla terra.

In realtà, anche quello dei tarocchi può essere considerato un vero e proprio gioco, che presenta similitudini con la briscola e il tresette. Quando vengono utilizzati a scopo divinatorio, gli arcani minori servono per avere delucidazioni sui quesiti della vita quotidiana, mentre quelli maggiori riguardano questioni di carattere più generale.

Approfondire l’origine e le conoscenze che stanno dietro alle carte, soprattutto a quelle degli arcani maggiori, può diventare un viaggio alla scoperta dei significati più profondi che ad esse sono associate. Un viaggio che, come abbiamo visto, parte dalle comuni carte da gioco.

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