Cosa non deve mancare nella valigia del ciclista (destinazione montagna)

Uno sguardo all'abbigliamento, che deve considerare le escursioni termiche, e agli attrezzi per non rimanere in panne sui Passi d'alta montagna. Senza dimenticare le buone letture dell'estate...

No, prometto che non farò downhill né ascensioni sterrate con la mountain bike. Del resto gli amici de L’Ambrosiana sanno bene che non amo affatto lo sterrato. Sterrare é umano. Io preferisco le divine strade asfaltate, possibilmente senza buche.

A Madesimo, in montagna, alla rispettabile quota di 1.550 m sul livello del mare, porterò con me, questa la vera innovazione, la mia Bianchi Sempre Pro. E lascerò a casa invece quei circa 8 chiletti (il peso di una bici in carbonio!) persi da marzo ad oggi. Ovvero da quando ho iniziato a fare le mie pause pranzo a pedali sul Naviglio Grande sfamandomi di carpaccio di pesce dopo 24 Km corsi tutti d’un fiato.

Quindi il mio ciclismo di montagna non sarà tutto muscoli e potenza, ma, aiutato anche dai nuovi rapporti compact, cioé dal 50×34 davanti con il 32 dietro, avrò dalla mia leggerezza e agilità.
Obiettivo Passo Spluga. E se poi ce la faccio e sarò quindi più psicologicamente convinta, tenterei anche il Maloja, direzione Sankt Moritz.

Cartoline dalla pianura: un insolito augurio sulla ciclabile del Naviglio di Bereguardo

Cosa non può mancare quindi nella valigia del ciclista di montagna, per affrontare i grandi passi in serenità?

Le maglie di lana effetto vintage
Da Madesimo in su il clima cambia in fretta. Esci nel caldo afoso e improvvisamente i gradi piombano giù, da 30 a 15 neppure in un giro di Rolex. Come passare da luglio a marzo in due ore. Così non posso dimenticare di portare con me la mia collezione di maglie di lana. Dalla nr 1, quella con cui ho fatto L’Eroica nel 2014, alla nuovissima de L’Ambrosiana, passando per La Valentiniana. Sono perfette per il clima “freschino” e difenderanno lo stomaco in discesa, magari anche con l’aiuto del proverbiale foglio di giornale che tanto sarebbe stato utile anche a un Tom Dumoulin al Giro.

Lana effetto vintage in montagna, il top del chic (senza shock del freddo)

I completini griffati
Non possono mancare, giusto per spararsi la posa in paese, le divise complete, maglia + salopette “vinte sul campo” questa stagione. Quindi se nell’isola pedonale di Madesimo si vedrà sfrecciare, con annesse gimkane tra i passeggini, un bolide rosso-nero alla Richie Porte della BMC Tag Heuer, ebbene so’ io… come direbbe il marchese del Grillo.
A fare da contraltare buonista ci sarà anche l’azzurra tutina dell’Immobiliare Bodei, nuova creazione del vulcanico pistard-presidente del Velodromo Parco Nord.

Buoni o cattivi? Facciamo così… cattivi in salita e buoni in discesa!

Letture sane e sportive
Già… mi mancherà il velodromo, soprattutto la sua piatta velocità. Ci sarà da sudare in montagna! Per ricordare meglio le gioie della pista porterò con me il libro biografico dedicato al grande pistard Ferdinando Terruzzi, il Re delle Seigiorni.
Si aggiungono in valigia il bellissimo libro illustrato che mi ha regalato Francesca Luzzana della Cinelli e di cui è autrice: “Come fare… La manutenzione della bicicletta”. Finalmente avrò il tempo di studiare! E con le illustrazioni di Isabella Giorgini sarà come praticare in ciclofficina.
Se poi a Madesimo si vedrà una matta che smanetta per raggiungere l’inclinazione ideale della sella, ebbene ancora, so’ io… e la colpa sarà di “Bike Set-Up” di Phil Burt, il capo fisioterapista del British Cycling.

Finalmente un po’ di tempo per leggere!

Kit della sopravvivenza
Visto che in salita non si scherza, non potrà mancare un po’ di sano doping al carboidrato. Quindi farò una bella scorta di polverine Enervit prima di partire, in modo da evitare, come da neonata facevano i miei genitori con il latte fresco, di farmi portar su, con la complicità dell’autista del pullman, ciò che in paese mancava. Madesimo allora era un posto impervio e selvaggio, raggiungibile solo con una strada da brividi. Là dove osano le aquile.

Kit della sopravvivenza 2
Forare è umano. Perseverare senza camera d’aria di scorta, è… da pirla! Quindi dopo la magra figura sul Naviglio Grande, salvata dalla socia in macchina, che mi ha evitato 10 km con bici a spinta e tacchette, oggi sono super-dotata di tutto. Dai ferri per la rimozione del copertone alla bomboletta d’aria compressa. Manca solo la micro-pompetta tascabile. Perché se con la compressa si sbaglia qualcosa…

Il tutto ha un duplice contenitore: la finta borraccia per i tratti brevi o il bisaccino sospeso al fondo sella quando ci sarà bisogno di bere in quantità e le borracce (vere) saranno due e belle grandi, anche da 700 ml.

La finta borraccia contiene tutti gli strumenti per cambiare la camera d’aria

I pedali SPD con le scarpe giuste.
Camminare sulle stradine di montagna tacchettando come un papero fuor d’acqua? No grazie!
Superata brillantemente la prova delle tacchette, che ormai sono consuetudine consolidata, mi sono posta il problema della ripartenza in salita. Agganciarsi rapidamente con pendenze del 15-18% non deve essere il top del comodo. Così mi sono procurata i pedali Shimano PD A530 che hanno due facce, una con aggancio e l’altra libera. Così se non riesco al primo colpo, in salita, potrò agganciarmi in un secondo momento, a velocità sicura raggiunta. E le scarpe consentono di camminare senza scivoloni. Sono quelle da mtb, gommate tutt’intorno al meccanismo a sgancio rapido. Insomma… speriamo bene…

I pedali double face della Shimano, ottimi per le ripartenze in salita.

Le maglie “seconda pelle” per le grandi imprese
Ecco i miei gioielli per le grandi occasioni. Le maglie estive di ultimissima generazione. Quelle che ti sembrano spalmate addosso e quasi massaggiano i muscoli caricandoli d’energia supplementare come l’elastico di una fionda. Sono tre le maglie che mi aiuteranno sui Passi. Le due gemelle della Santini, limited edition del Giro d’Italia di quest’anno, una dedicata alla crono finale Monza-Milano e l’altra, perfetta per le scalate, “griffata” Coppi e la outsider azzurra della Odlo. Una maglia, quest’ultima, che sembra dotata di micro-fori. L’effetto che ne deriva, dell’aria sulla pelle, è paragonabile ad una bella doccia fresca. Declinata in un colore strepitoso, potrò mimetizzarmi meglio nei cieli azzurro cyan delle alte vette. “Nitido il cielo come in adamante…” esordiva il Carducci nella poesia dedicata alla sua amata Madesimo.

Le tre maglie estive top: di Santini e Odlo

Così sono pronta, anzi prontissima ad affrontare queste nuove va-can-zeeeee! Come cantava Giuni Russo nell’indimenticabile “Un’estate al mare” e, anche se non è la colonna sonora più appropriata per le cime innevate, esprime al cento per cento la voglia che ho di staccare.

In valigia porterò con me la voglia di sfidare ancora il paesino Groppera, che ha altimetrie degne del Muro di Sormano e che comunque, già l’anno scorso, ero riuscita a raggiungere con la mountain bike. Chissà quest’anno con la bici da corsa, come sarà…
Per scoprirlo basterà tornare a questa mia rubrica su Fashion Times (che si prende anche lei una vacanza) il 23 agosto, quando dovrei (e sottolineo dovrei) aver già raggiunto lo Spluga.
Nel frattempo, per aggiornamenti “in diretta”, follow me su Strava!
Buone vacanze e… buone pedalate!

 

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