The Dressmaker, la vendetta è di moda

La regia di Gus van Sant e tutta l’eleganza di Kate Winslet: sono questi due nomi che spiccano in questo ricco weekend di cinema. Un cinema che commuove e diverte tra Europa, America, Asia e Africa: un viaggio intercontinentale. Affascinante, superba, irresistibile. Kate Winslet è la vendicativa protagonista di The Dressmaker – Il Diavolo è […]

La regia di Gus van Sant e tutta l’eleganza di Kate Winslet: sono questi due nomi che spiccano in questo ricco weekend di cinema. Un cinema che commuove e diverte tra Europa, America, Asia e Africa: un viaggio intercontinentale.

Affascinante, superba, irresistibile. Kate Winslet è la vendicativa protagonista di The Dressmaker – Il Diavolo è Tornato, il film ambientato negli anni ‘50 diretto da Jocelyn Moorhouse e tratto dall’omonimo romanzo (d’esordio, pubblicato nel 2000) di Rosalie Ham. A colpi di tessuti e stoffe, vedremo la stilista talentuosa Tilly Dunnage (Kate Winslet) tornare nella sua Dungatar (nome inventato), un paesino un po’ ottuso e pettegolo, dove tutti sanno di tutto. Il suo obiettivo è vendicarsi, per un passato traumatico, in cui venne (in)vestita di tutte le colpe. Donna vulnerabile capace di nascondere le sue fragilità, la nostra Tilly (impossibile non amarla) – che ha studiato dai più grandi atelier parigini di haute couture – ricompone tutte le tessere del puzzle per ottenere la verità. La sua arma? I vestiti.

Alla fine troverà l’amore (Liam Hemsworth) e ricostruirà il rapporto con la madre (Judy Davis). Reale, tragica, ironica: la storia della Ham riesce ad emozionare mettendo al centro il potere della moda e dell’arte sartoriale. Di un talento che maschera e smaschera il bigottismo e l’ipocrisia di una comunità arida di sentimento. Oltre a sottolineare la spettacolarità dei costumi, da apprezzare è anche al resa “western” della Moorhouse. E poi lei, Kate Winslet, un’attrice che ha un senso della grazia e dell’eleganza esattamente come la dressmaker che interpreta.

Potrà piacere o meno. Ma le regie di Gus van Sant non passano mai inosservate. Non fa eccezione La Foresta dei Sogni, il simbolico film con Matthew McConaughey che interpreta un uomo smarrito che ha perso l’amore e il senso dell’esistenza. Si incamminerà verso la foresta di Aokigahara, “il luogo perfetto per suicidarsi“. Qui incontrerà un altro uomo (Ken Watanabe) e le cose cambieranno. Ritroverà la voglia di farcela, ritroverà lo spirito, ritroverà la voglia di vivere. E capirà di amare la moglie (Naomi Watts).

Di amore parla anche lo straordinario Sole Alto di Dalibor Matanic, film che ha stregato la giuria al Festival di Cannes 2015. La relazione tra un ragazzo croato e una ragazza serba viaggia sopra ogni cosa, sopra ogni differenza e pregiudizio. 1991, 2001, 2011: l’amore viene inquadrato in tre momenti-chiave, tre decenni diversi. Protagonisti sono sempre gli stessi eccezionali attori: Tihana Lazović e Goran Marković

Continuiamo a viaggiare in Europa e nel mondo: diversità e pregiudizio sono al centro dell’attualissimo (anche se l’idea risale a sette anni fa…) Benvenuti Ma Non Troppo di Alexandra Leclère, commedia francese che fa riflettere e che parla di solidarietà obbligatoria (e mal digerita); di verità e giustizia parla invece Lo Stato Contro Fritz Bauer, il film di Lars Kraume che ripercorre la storia di quell’uomo che fu accusato di tradimento e poi fu riconosciuto come eroe. Di libertà parla Appena Apro gli Occhi di Leyla Bouzid, storia di una ragazza che vuole cantaree il rock nella Tunisi del 2010, a pochi mesi dalla rivoluzione. Di altissimo livello è invece La Memoria dell’Acqua del cileno Patricio Guzman, film Orso d’Argento alla Berlinale 2015 per la Miglior Sceneggiatura. E nelle sale troverà spazio anche Cavallo Denaro del portoghese Pedro Costa, premiato per la Miglior Regia a Locarno nel 2014.

Ultime note italiane: Massimo Boldi trova l’aler ego di De Sica in Max Tortora ne La Coppia dei Campioni, la commedia di Giulio Base che contrappone un ricco milanese a un nullatenente romano; la vita a tempo di hip-hop in Zeta, il film del più famoso regista rap Cosimo Alemà che racconta i giovani e il loro disorientamento in un vero e proprio racconto di formazione; infine tutto l’uso distorto del web in Infernet di Giuseppe Ferlito.

La multisala di questo weekend vi sembrerà un Festival Internazionale di cinema. Scegliete il vostro film, scegliete il vostro viaggio.

 

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