Aurora Ramazzotti e quell’intervista senza sapere lei chi fosse

Dopo la notizia che sarà Aurora Ramazzotti a condurre X-Factor, voglio raccontare il mio incontro con lei avvenuto lo scorso febbraio 2014, fuori dalla sfilata di Trussardi.

Aurora Ramazzotti

Come spesso accade, durante la fashion week ho una resistenza più che minima ad assistere alle sfilate. Lascio volentieri l’invito ai miei collaboratori e resto fuori a curiosare. Armato della mia super videocamerina Canon attendo strani personaggi da “intervistare”. Mi attirano quelli convinti. Quelli che ci credono. Quelli che non si prendono troppo sul serio. Quelli che si vestono per farsi vedere e poi dicono (o meglio, pensano) “che cosa ha da guardare quello”…

Durante la sfilata di Trussardi dello scorso febbraio, mentre attendo impaziente le mie “vittime” da intervistare, trovo lei, una ragazza vestita con un abito da uomo gessato, truccata con un rossetto che più rosso non si può, in una mano una pochette e nell’altra una sigaretta macchiata dal rosso del rossetto.

Faccio partire la registrazione ed esordisco con “Ciao, sei una blogger mafiosa?“. Mi dice che non è una blogger, ma poi ride. Capisce il collegamento tra gessato e mafia. Non è da tutti. Lei non sa che io non so lei chi sia. Starà pensando: guarda questo quanto è sfrontato, e sta allo scherzo. Risponde alle mie domande con ironia, senza mai prendersi troppo sul serio. Il suo amico, vicino a lei, è INCREDULO. Le chiedo se si veste sempre così o è un outfit da sfilata e lei risponde “no, va bene, mi vesto così solo per andare alla sfilata, per fare un piacere al brand. Stavolta rido io (che non so chi è lei) e penso: “ma chi si crede di essere questa? Chissà al brand cosa può importare….

Tutto finisce molto velocemente e purtroppo quel video è pure andato perso. Ma l’apice dell’assurdo arriva quando le chiedo una mail per inviarle una liberatoria da firmare. Lei non capisce e mi dice che è la prima volta che dopo un’intervista le chiedono di firmare una liberatoria. Io non sento ragioni e imponendo un “se vuoi uscire su Fashion Times devi darmi la tua mail, altrimenti ciao“. Lei un po’ confusa mi detta la sua mail: aurora.ramazzotti etc.. etc…

Capisco. Alzo gli occhi dal mio smartphone e quasi in preda ad un senso di colpa non guardo lei. Fisso l’amico e dico: “Aurora Ramazzotti, quella della canzone?“, lui con un tono simile al professore di matematica che ti trova impreparato risponde “eh si…

Questo articolo certamente non vuole dimostrare nulla, ma attraverso questa esperienza posso confermare che ci sono figli di papà e figli di papà. Non tutte le persone nate sotto una buona stella vanno condannate a priori.

La notizia che sarà Aurora Ramazzotti a condurre la prossima edizione di X-Factor ha creato tante polemiche. C’è chi dice “la solità Italia“, mentre invece tutto il mondo è paese. Ci sono tantissimi esempi di raccomandazioni parentali, e c’è chi ha puntato il dito contro la sua mancanza d’esperienza.

Non possiamo condannare una persona solo perché ha un cognome importante. Dimostrerà sul campo quanto vale. Così come ha fatto Paolo Maldini con l’ombra gigante di suo padre, diventato 20 anni dopo, l’ombra del figlio stesso.

Per quanto riguarda la mancanza d’esperienza dico che dobbiamo smetterla. Ci lamentiano continuamente della mancanza di opportunità per i giovani e poi quando ad una ragazza di 20 anni e poco più viene data una bella occasione di mettersi in mostra, tutti pronti a puntarle il dito contro.

Viviamo in un mondo veloce, dove la comunicazione e l’audience fanno da padrone. Se Aurora meriterà la posizione di conduttrice lo diranno i numeri. In bocca al lupo Aurora.

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