Crescono le vendite di calzature in sconto! Ecco la ricetta contro la crisi!

Enrico Paniccià, presidente Gruppo Giovani ANCI (Associazione Nazionale Calzaturieri Italiani) ha svelato che, alla faccia della crisi, la vendita di calzatura in Italia è aumentato. Cresce soprattutto il numero delle vendite di accessori in sconto, anche fuori dal periodo di saldi. “La crescita del fenomeno delle promozioni e dei saldi ovvero di tutto ciò che […]

Enrico Paniccià, presidente Gruppo Giovani ANCI (Associazione Nazionale Calzaturieri Italiani) ha svelato che, alla faccia della crisi, la vendita di calzatura in Italia è aumentato. Cresce soprattutto il numero delle vendite di accessori in sconto, anche fuori dal periodo di saldi. “La crescita del fenomeno delle promozioni e dei saldi ovvero di tutto ciò che rende sempre meno reale il prezzo di listino sta generando un circolo vizioso preoccupante perché gli stessi punti vendita che applicano gli sconti finiscono imprigionati in una trappola da cui difficilmente si può uscire – spiega Enrico PanicciàSi deve notare poi che non solo sono cresciuti i saldi ma sono probabilmente cresciuti i tassi di sconto medi finendo per minare alla base la relazione tra valore oggettivo del prodotto e prezzo in vetrina“.

I dati infatti ci dicono che nella stagione invernale le vendite scontate nei mesi di gennaio e febbraio sono cresciute dal 1995 al 2010 da una quota in quantità del 51,7% ad una quota del 59,2%: si tratta di un aumento significativo che ha caratterizzato soprattutto febbraio (che pure consideriamo come mese di saldo o di fine stagione). Tuttavia negli altri mesi della stagione invernale (settembre-dicembre) la quota di vendite scontate sono salite dal 14,4% al 19,1% ovvero 4,6 punti percentuali (ma erano 9,5 tra 1995 e 2005).

Siamo di fronte ad un mercato che “per stare a galla” droga i consumi attraverso la crescita delle vendite in promozione – continua Paniccià. Facendo ciò si crea però un meccanismo in cui tutti perdono. Alla radice c’è forse un affaticamento della filiera produttiva/distributiva calzaturiera nell’intercettare il “desiderio” del consumatore e quindi la necessità di applicare sconti per rendere appetibili i prodotti. Ed è proprio sulla nostra abilità di capire il consumatore, come filiera, che dobbiamo concentrare le nostre risorse. L’aleatorietà dei prezzi e dei fatturati effettivi richiede un ripensamento complessivo delle nostre modalità produttive.” conclude Paniccià. F.A.

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