Intervista a Anna Colosio – NINA co

Ciao Anna, raccontaci come ti sei avvicinata al mondo della moda? Che percorso formativo hai scelto? Ho una laurea in RP e Pubblicità conseguita presso la IULM di Milano con una tesi in fashion studies dedicata ad approfondire le tematiche del Made in Italy e il fenomeno della contraffazione. Successivamente mi sono specializzata in ricerca tendenze (POLIMODA, Firenze) e in marketing della moda (IED, Milano)...

di Fulvio Aniello

Anna Colosio

Ciao Anna, raccontaci come ti sei avvicinata al mondo della moda? Che percorso formativo hai scelto? Ho una laurea in RP e Pubblicità conseguita presso la IULM di Milano con una tesi in fashion studies dedicata ad approfondire le tematiche del Made in Italy e il  fenomeno della contraffazione. Successivamente mi sono specializzata in ricerca tendenze (POLIMODA, Firenze) e in marketing della moda (IED, Milano). Mi sono avvicinata al mondo della moda grazie a due brevi, ma importanti esperienze professionali che hanno lasciato un’impronta significativa sul mio percorso professionale: la prima presso l’ufficio stampa italiano di Agatha Ruiz de la Prada, designer spagnola di cui ho subito l’influenza positiva che deriva dal suo stile pop, vivace e colorato. La seconda presso l’ufficio marketing di Londra della Vivienne Westwood Ltd. Grazie a questa esperienza ho avuto modo di conoscere da vicino e di apprezzare il modo di “fare fashion” della designer inglese di cui condivido pienamente il mood e gli intenti.

Quando hai deciso di lanciare il marchio NINA co? Il progetto NINA co nasce nel 2008 parallelamente alla performance artistica contro l’anoressia con cui ho esordito. Tuttavia inizia ad assumere la forma di brand  nel 2009 con la creazione di COLLEZIONE ZERO – SPERIMENTAZIONI, costituita da capi unici e da accessori prodotti in serie limitata presentata nell’ambito di una collettiva di nuovi designer accomunati dall’intenzione di veicolare un’estetica sensibile e basata sulla persona. In tale occasione mi sono messa alla prova lavorando su diverse categorie di prodotti (dall’abbigliamento all’accessorio fino alla calzatura). Nel 2009 NINA co è sintetizzabile come  “l’insieme di esercizi di stile”. Oggi NINA co si pone come brand di ricerca che unisce al prodotto moda l’impegno artistico. Attualmente mi sto infatti concentrando sul prodotto, senza però tralasciare il duplice intento di affiancare il design all’indagine artistica.

Dove nasce l’idea di chiamare il brand NINA CO? NINA, nasce dall’abbreviazione di “annina”, soprannome con cui mi chiamano solitamente amici e amiche.  “co”, nasce invece dall’abbreviazione del mio cognome, Colosio. Simbolicamente mi piace pensare al “co” come sinonimo del bagaglio di influenze personali e professionali che mi porto appresso. Nel logo, inoltre, sopra il “co” viene riportata la forma del rettangolo, punto di partenza che torna costantemente nella mia produzione e rappresentativa di concetti quale la simmetria e la perfezione. Il puntino sotto la I è sempre legato all’idea di perfezione, ma è provocatoriamente ribaltato.

Facciamo un passo indietro. Ti abbiamo conosciuto durante una sfilata contro l’anoressia.
Raccontaci questo progetto:
Spinta dall’urgenza artistica di esprimere il mio parere circa gli attuali modelli estetici di riferimento e il ruolo della moda nella loro diffusione, ho ideato e realizzato “Moda tra arte e patologia dell’essere” (settembre 2008, fashion week – Stazione Centrale di Milano): una performance artistica contro l’anoressia mirata a stimolare una riflessione collettiva sul tema moda – estetica – patologia.

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