A cura di Elise Lefort
Il
24 Gennaio 2007 è stata presentata alla Whitechapel di Londra la
mostra dell’artista Margaret Salmon, vincitrice nel 2005 del Maxmara Art Prize for Women.
Un premio, lanciato alla biennale di Venezia in giugno 2005 che punta a
promuovere i giovani artisti di Gran Bretagna dando
l’opportunità di produrre e far conoscere la loro arte anche nel nostro paese,
offrendo alla vincitrice la possibilità di lavorare sei mesi in
Italia. In settembre 2005, cinque artiste sono state selezionate da una
giuria composta da Jennifer Higgie (editrice di Frieze Magazine),
dalla gallerista Victoria Miro, dalla vincitrice del Turner Prize
Gillian Wearing, dalla collezionista Anita Zabludowicz e da Iwona
Blazwick, direttore della Whitechapel. La scelta unanime della giuria
ha premiato Margaret Salmon che proponeva di creare una trilogia di
film artistici durante i suoi sei mesi in Italia. Il lavoro di Margaret
Salmon, è un cortometraggio, “Ninna Nanna”, che
ritrae il quotidiano di tre madri italiane su un sottofondo musicale,
come la tradizionale ninna nanna che ha cullato tante generazioni di
bambini.
Tre madri in tre situazioni diverse, tre tappe dell’essere madre,
tutte tre dimostrando tenacità e coraggio nel loro quotidiano. Il lavoro di Ma
rgaret
Salmon è stato acquistato dalla famiglia Marmotti, proprietaria
di MaxMara Fashion Group e grande collezionista d’arte.
Il 6 febbraio 2006, l’Ambasciatore Italiano a Londra, ha
festeggiato il Dottor Luigi Marmotti, Presidente di MaxMara, e la
vincitrice del MaxMara Art Prize for Women, Margaret Salmon, con un
esclusivo Gala dinner presso l’Ambasciata italiana a Londra. In questi giorni Iwona Blazwick, Direttrice della
Whitechapel e Luigi Marmotti hanno inaugurato la mostra sul lavoro di
Margaret Salmon alla Whitechapel, che rimarrà aperta al pubblico
fino al 11 febbraio 2007.
L’artista ha dichiarato: “Avere una mostra dei miei lavori
alla Whitechapel è la straordinaria fine di uno straordinario
anno. Vincere il premio, avere la possibilità di lavorare in
Italia ed esibirmi in una galleria che ha ospitato artisti come Barbara
Hepworth, Eva Hesse e Nan
Goldin
è un enorme privilegio”. Iwona Blazwich ha commentato che
il lavoro di Margaret Salmon era “capace di creare opere
drammatiche molto emozionanti, osservati da un occhio femminile”.
E che “La Whitechapel ha una storia di pioniera per quel che
riguarda il promuovere il lavoro di artisti femminili come Frida Kahlo
o Cristina Iglesias”. “I sei mesi di residenza in Italia
hanno dato il tempo a Margaret Salmon di sviluppare la sua arte”.
Infine, Luigi Marmotti ha dichiarato: “ La natura del lavoro di
Margaret Salmon e il rigore con la quale ricerca e produce i suoi
lavori, sposano perfettamente lo spirito e l’idea con il quale,
con la collaborazione della Whitechapel, abbiamo sostenuto questo
progetto. Margaret ha approfittato della sua residenza per focalizzare
la sua idea di rappresentazione della donna collegata al territorio
italiano, alla cultura italiana ed alle tradizioni”.
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