Non accessori.. ma primari!
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Gli Egizi temevano che la vita sfuggisse attraverso le mani o la testa, perciò, per prevenire una morte prematura, cercavano di bloccare queste vie con anelli o collane dal potere magico.
Le conchiglie erano indossate dalle donne egizie come protezione contro la sterilità; una fila di denti di animale, poi, poteva divenire simbolo di forza fisica e, allo stesso tempo, indicare l’appartenenza alla classe dei “cacciatori”.
Alcune tribù africane portano enormi labrets (dischi inseriti tra le labbra, che ne risultano così orrendamente deformate), che servono agli uomini per apparire più terrificanti in battaglia, alle donne per essere indesiderabili ed evitare così di essere rapite da altre tribù. Tanti piccoli oggetti ma ricchi di grande significato, che parlano di noi e per noi.
Cosa più di un accessorio moda, infatti, oltre a completare una mise, può definire la personalità, lo stile, l’identità di chi lo indossa? La sua storia rivela ciò che siamo stati e chi siamo oggi.
L’etimologia stessa (dal latino eccedere = aggiungere, accrescere) gli conferisce un’importanza che va aldilà del concetto di qualcosa di secondario e superfluo, anzi è così importante e qualificante che nessuno di noi può farne a meno. Spesso sono i piccoli particolari che portano ai grandi cambiamenti e servono per renderci unici.
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